TAVOLO 2 - AGRICOLTURA E MICROFINANZA NEI PVS E NELLE ECONOMIE EMERGENTI

Marco Santori | Discussant | Presidente
Mario Manzi | avvocato,
Grazia Matteoni | SOS Brasile,
Maria Cristina Negro | Fondazione Giordano Dell’Amore,
Sebastiano Venezia | sindaco di Troina,
Marco di Stefano | Fattorie Sociali
| Concept note


La sostenibilità di ogni processo di sviluppo passa necessariamente dal consolidamento di uno sviluppo rurale del territorio. Il rafforzamento di una filiera produttiva, il recupero delle tradizioni locali, la determinazione di una sovranità alimentare (almeno di sussistenza) sono per una comunità sfide strategiche. Altri fattori come il commercio, l’incontro con le altre comunità, l’immigrazione e l’emigrazione, i diritti alla terra, lo sfruttamento di questi ultimi, la sostenibilità ambientale diventano le ulteriori sfide per una comunità che è chiamata a rispondere oggi e con rapidità.
Negli ultimi decenni abbiamo assistito al consolidarsi di tre fenomeni a livello planetario come risposta, o senza porsi in termini di contrapposizione, come aggiustamento dello sviluppo moderno delle produzioni agricole e dei commerci ad esse legati: l’affermarsi della cultura ambientalista-naturalista con lo sviluppo del biologico e delle sue diramazioni; l’attenzione sempre maggiore dei processi di produzione e di commercializzazione come le certificazioni Fair nelle sue varie accezioni; la riscoperta del valore delle tradizioni locali o delle loro specificità interpretate dalle varie denominazione di origine protetta, chilometro zero. Sullo sfondo, si intravede la necessità di misurare con più attenzione la sostenibilità ambientale, sociale e umana dei processi produttivi ed economici in ambito rurale.
Il microcredito per sua natura offre semplicemente un servizio finanziario e un accompagnamento con servizi alla persona/imprenditore per meglio affrontare le proprie sfide di crescita, di lavoro e di welfare. Tale servizio si inserisce spesso in una dinamica comunitaria che ogni territorio poi personalizza.
Spesso tuttavia l’approccio del microcredito non è stato in grado di accompagnare le sfide di settori rurali debilitati o semplicemente in difficoltà. L’eccessiva rapidità, nella Microfinanza, del ciclo del credito, la sua atomizzazione già nel nome (micro) hanno fatto da contraltare con la necessità di un capitale paziente, di importo più rilevante che settori dell’economia legati alla produzione agricola richiedevano. Mentre l’attenzione degli investimenti pubblici e della grande industria si è concentrata e si concentra sulle grandi produzioni e sulla scalabilità dei processi, mancano sul mercato strumenti di “micro capitale” che possano accompagnare meglio quei fenomeni correttivi (bio - Fair- local) oggi più che mai necessari.
L’evoluzione della Microfinanza in ambito rurale si pone come attualizzazione di risposte che nel novecento prendevano il nome di consorzi agrari, cooperative di produzione, cooperative di credito che nel loro sviluppo hanno accompagnato la crescita di comunità, di piccoli produttori e di consumatori consapevoli.
Oggi pur volendo consolidare processi di aggregazione cooperativa, l’idea di impresa sociale, di comunità allargata, di identità complessa richiedono di aggiungere nuovi prodotti e servizi che nel corso dell’Expo vorremmo chiamare: micro-equity per l’agricoltura. Premessa e contesto
(ambito nazionale, internazionale, europeo, PVS, ecc)
I miglioramenti tecnologici stanno facilitando gli operatori finanziari a raggiungere in modo sostenibile ed efficace le persone nelle aree rurali, anche se una migliore comprensione dei potenziali clienti e le loro esigenze finanziarie sarà necessaria per apportare miglioramenti significativi al settore agricolo. È abbastanza condivisa l’idea che il settore agricolo non è adeguatamente finanziato e che i servizi offerti difficilmente incontrano le esigenze degli agricoltori. Al mondo cinquecento milioni di piccole famiglie agricole (circa due milioni e mezzo di individui) vivono su un’agricoltura di sussistenza. Offrire servizi finanziari in ambito agricolo è più costoso, rischioso e meno redditizio rispetto ad altri settori e necessita di un nuovo paradigma che prenda in considerazione le caratteristiche e le limitazioni del settore agricolo ma sia capace di trovare nuovi strumenti, nuovi canali e nuove alleanze per rispondere ai bisogni finanziari del settore agricolo: un approccio pluralistico, inclusivo per il settore finanziario così come per i partenariati pubblico-privati. Soluzioni/proposte
(distinte tra: strumenti finanziari, attività tecniche, normativa/regolamentazione, proposte progettuali, fondi di finanziamento, altro)
Le attività agricole sono prevalentemente collocate in aree rurali, poco popolate e con infrastrutture inadeguate; sono legate a cicli produttivi e dipendono da variabili esterne come il clima e i fenomeni atmosferici. I guadagni sono stagionali e la disponibilità di liquidità limitata. I prezzi dei prodotti agricoli sono notoriamente volatili e pochi agricoltori sono in grado di produrre garanzie per i finanziatori. Strumenti finanziari: accanto ai finanziamenti a breve per l’avvio della produzione, si devono mettere in campo anche finanziamenti a medio e lungo termine per la commercializzazione, il magazzino, equipaggiamento, manutenzione delle terre e possibilità di nuovi investimenti. Sono da intensificare anche strumenti di risparmio e micro-assicurazione.
Mentre l’attenzione degli investimenti pubblici e della grande industria si è concentrata e si concentra sulle grandi produzioni e sulla scalabilità dei processi, mancano sul mercato strumenti di “micro capitale” che possano accompagnare meglio quei fenomeni correttivi (bio-Fair-local) oggi più che mai necessari. Alcuni esempi:
1. FEFISOL (FONDS EUROPEEN DE FINANCEMENT SOLIDAIRE POUR L’AFRIQUE)
FEFISOL S.A. è una SICAV-SIF di diritto Lussemburghese, società d’investimento a capitale variabile e fondo d’investimento specializzato i cui soci fondatori sono Etimos (Italia), Alterfin (Belgio) e SID (Francia).
Gli investitori sono Alterfin, Banca Etica, Caritas Foundation, CréditCoopératif, Cushman Foundation, DID, EIB, ETIMOS, FISEA/AFD, NEF, NMI Frontier SEFEA, SIDI.
La strategia d’investimento di Fefisol:
Fefisol è un fondo di impact investing totalmente dedicato all’Africa, che investe nella microfinanza (debito) e nelle PMI (equity). Almeno il 75% degli investimenti devono essere localizzati in Africa Sub-Sahariana, mentre al massimo il 25% del portafoglio può concentrarsi in Nord Africa; tutti i Paesi del Continente Africano sono considerati eleggibili.
Fefisol intende sostenere organizzazioni dall’elevato valore aggiunto in aree rurali, che devono rappresentare almeno il 50% del portafoglio investito. Per fare questo il fondo si concentra su due particolari target d’investimento: le istituzioni di microfinanza che sostengono l’inclusione finanziaria ed erogano servizi finanziari in aree rurali a micro, piccole e medie imprese con accesso limitato ai servizi bancari; piccoli produttori, organizzazioni di produttori e PMI in ambito rurale, che vendono i loro prodotti sui mercati nazionali, regionali e internazionali, inclusi i mercati del biologico e fair trade destinati all’esportazione.
Gli obiettivi d’investimento in termini di prodotto sono: 70% strumenti di credito, 25% equity e 5% garanzie. L’80% del portafoglio crediti è in moneta locale, grazie ad un meccanismo di copertura del rischio cambio sviluppato da AFD (l’Agenzia di Cooperazione allo Sviluppo Francese).
Alcuni dati finanziari:
• Costituzione: Luglio 2011
• Impegno d’investimento alla data di oggi: EUR 23.8 milioni
• Capitale attualmente conferito: EUR 15.4 milioni
• Orizzonte temporale: 10 anni (con possibile estensione)
Fefisol inoltre si avvale di un dispositivo di assistenza tecnica, atto a migliorare le capacità di management, finanziarie, di reporting e di produzione delle organizzazioni in cui investe. A questo scopo la Banca Europea per gli Investimenti e l’Agenzia Governativa Francese Proparco hanno messo a disposizione 1.2 milioni di Euro.
Secondo i più recenti dati disponibili (Marzo 2015) i Paesi in cui Fefisol ha maggiormente investito sono il Kenya (17%), Costa d’Avorio (13%), Marocco (10%), Benin (9%), Togo (7%), Uganda (6%), Burkina Faso (5%), Tanzania (5%), e Senegal (4%), preferendo attività in ambito rurale (55%) o misto (38%), rispetto a quelle in ambiente urbano (7%). La maggior pare degli investimenti sino ad oggi è avvenuta attraverso strumenti di debito (88%) e in modo minoritario attraverso equity (12%).
Questi i settori produttivi maggiormente sostenuti da Fefisol: mango, soia, cereali, trasformazione di frutta fresca e secca, caffè, cacao, anacardo, miele. 2. COOP-ID in Sri Lanka (Cooperation for Industrial Development Lanka)
Nell’ambito dell’intervento di post-emergenza a seguito dello Tsunami del 2004, che Etimos ha condotto su mandato della Protezione Civile Italiana, sono stati utilizzati vari strumenti per sostenere il rilancio del tessuto socio-economico di base, fortemente colpito dalla catastrofe.
Etimos ha promosso diverse azioni, tra cui è utile ricordare:
- Investimenti in istituzioni di microfinanza sotto forma di capitale di rischio (equity);
- Investimento in fondi rotativi per istituzioni di microfinanza che necessitavano capitale;
- Investimenti attraverso crediti alle istituzioni di microfinanza e alle cooperative di produttori;
- Investimenti in cooperative di produttori rurali, per sostenere la produzione e i processi di trasformazione, facilitando l’acquisto di nuovi macchinari e i costi operativi;
- La capitalizzazione di una nuova cooperativa di produttori biologici “Coop-Id Lanka” (Cooperation for Industrial Development Lanka). Etimos ha sostenuto la costituzione di Coop-Id dall’idea iniziale fino alla realizzazione dell’intero ciclo di produzione e al successivo sviluppo commerciale e di marketing. Coop-ID rappresenta per Etimos un modello esemplare di collegamento degli interventi di post-emergenza con le strategie di sviluppo di lungo periodo a sostegno del settore privato, in un Paese in via di sviluppo.
Coop-ID fu costituita nel 2009 nell’ambito di un progetto a sostegno dell’agricoltura, dell’agro-industria e del fair trade chiamato “Microfinancemeets small producers in Sri Lanka”.
In collaborazione con l’ONG italiana ICEI, Etimos ha sostenuto lo sviluppo dei produttori di cacao nei distretti di Kandy e Matale. Nel 2008 si erano costituite due associazioni di produttori e queste rappresentavano, insieme a Etimos, i principali investitori di Coop-Id Cooperation for Industrial Development Lanka (PVT) Ltd, una nuova società cooperativa per la produzione di cacao e spezie.
Inizialmente i produttori coinvolti erano trentacinque, per poi aumentare progressivamente sino a 180 nel 2014, quando si giunse a produrre il primo stock di cacao biologico certificato in Sri Lanka.
Etimos ha investito in Coop-Id un capitale complessivo di circa Ä 600.000, che ha consentito di finanziare attività produttive, infrastrutture e programmi di formazione per i produttori, al fine di migliorare le tecniche di produzione necessarie a conseguire la certificazione biologica.
Oggi la cooperativa è certificata con il marchio Coopbio anche per la produzione di spezie e di altri prodotti alimentari, dando vita a numerose partnership con rinomati marchi quali Ceylon Chocolates e Cargils Ceylon Limited.
Il processo di capitalizzazione inoltre sostenne fortemente la costituzione, nel 2010, della cooperativa “Matale Small & Medium Organic Agriculture Producers Cooperative Society”.
Già a partire dal 2012 la società era strutturata e ben rappresentata da 80 produttori biologici e altri 798 produttori, molti dei quali in un processo di conversione a colture biologiche.
Il meccanismo introdotto da Etimos ha permesso ai piccoli e medi produttori rurali l’accesso diretto al mercato e una conseguente maggiore redditività per i relativi prodotti, incrementando le disponibilità di prodotto.
L’obiettivo di medio periodo di Coop-ID, che è ora totalmente gestita da personale locale, è di divenire una cooperativa totalmente indipendente anche dal punto di vista finanziario e di accedere a nuovi mercati internazionali all’interno del circuito fair trade. Attività tecniche: un modo efficace per sostenere meglio il settore agricolo e rurale è quello di creare alleanze con altri attori (ONG, enti governativi, organizzazioni di contadini, ecc.) e di istituire servizi complementari come la formazione e l’assistenza tecnica (TA), oltre che aumentare le conoscenze sull’andamento del mercato e favorire servizi di networking per i produttori. Proposte progettuali: favorire il dialogo tra la microfinanza e il settore agro-industriale perché può essere un valido alleato nella diminuzione del rischio in quanto conoscere i consumatori finali, la cultura, i prezzi, i mercati e i vincoli di produzione. A volte già dispongono di reti distribuzione con gli agricoltori.
L’agricoltura può diventare anche incubatore d’impresa giovanile valorizzando parchi, terreni e beni comuni per valorizzare il territorio ed offrire continuità generazionale dei saperi e delle competenze. Enti pubblici, privato sociale ed investimenti privati diventano un nuovo paradigma di aggregazione che porta ad una pianificazione integrata delle risorse, delle opportunità di un territorio e di una comunità. Una particolare evidenza va data allo sviluppo delle fattorie didattiche, alle imprese sociali che utilizzano l’agricoltura come strumento per il recupero della persona e della sua socialità. Case study:
MICROFINANZA RURALE in CAMERUN
Un fondo di microcredito rurale per migliorare le condizioni di vita dei piccoli produttori. Obiettivi
- Migliorare le condizioni economiche e sociali di una parte della popolazione rurale
- Favorire l’inclusione finanziaria di questa popolazione
- Promuovere l’incremento della produzione agricola
- Migliorare l’organizzazione della produzione per raggiungere la sostenibilità economica e la sicurezza alimentare. L’intervento è possibile grazie alle risorse messe a disposizione dall’aziendaMaireTecnimont (30.000 euro) per costituire un vero e proprio fondo rotativo rurale, gestito in loco dall’MFI Sofina per la durata di due anni, con possibilità di rinnovo. Il fondo
Il fondo rotativo è utilizzato per finanziare un target specifico di piccoli produttori rurali, privilegiando le donne e i giovani agricoltori, attraverso un processo che si concretizza con un finanziamento a breve termine per l’acquisizione di materie prime per la produzione agricola, attraverso la fornitura ai piccoli produttori di un credito “in natura” (approvvigionamento di sementi, piccoli materiali da lavoro, fertilizzanti e prodotti per la manutenzione delle piantagioni).
Alla base vi è una convenzione tra l’MFI e alcuni partner locali per la fornitura diretta ai produttori del materiale di produzione e l’acquisto di gruppo del prodotto fornito.
L’MFI può inoltre firmare degli accordi di partenariato con società locali che forniscono questi servizi o materiali da un lato, e dall’altro con società disposte ad acquistare l’intera produzione dei clienti finanziati, garantendo così agli agricoltori la vendita del prodotto e l’incasso del ricavato.
Il valore dei beni forniti rappresenta l’ammontare del credito: l’MFI non eroga quindi il credito al cliente, ma paga direttamente la società fornitrice affinché distribuisca il servizio al produttore, e il rimborso del credito avviene direttamente, tramite il produttore, una volta venduta la merce, oppure tramite accordo con gli acquirenti partner che rimborsano il credito una volta ricevuta la produzione, proporzionalmente alla quantità ricevuta.
Questa forma di finanziamento garantisce il corretto utilizzo del credito, evitando potenziali distorsioni da parte dei beneficiari e offrendo maggiori garanzie in termini di rimborso e rispetto dei tempi; la linea di credito, inoltre, può essere utilizzata più volte in un anno, secondo i cicli di produzione delle culture finanziate, garantendo così l’ottimizzazione delle risorse. Localizzazione dell’intervento:
In un contesto come il Camerun, dove nelle zone rurali è diffusa la presenza dei cosiddetti Groupement d’intérêtcommunautaire (GIC), il progetto favorisce il rafforzamento di un GIC già esistente o l’eventuale costituzione di uno nuovo. Misurazione di impatto economico e sociale:
Attraverso questo intervento Etimos sostiene gli agricoltori nel loro lavoro quotidiano, mettendoli in condizione di disporre del capitale circolante per assicurare una gestione ottimale e regolare delle piantagioni o delle culture di cui si occupano, generando così maggiori e più regolari entrate. Questo tipo di approccio permette di far beneficiare direttamente del fondo sino a 400 produttori l’anno, considerando che si tratta di finanziamenti molto ridotti (il costo di un “kit” completo varia da 100 a 150 Euro) e che, trattandosi di un fondo rotativo, i finanziamenti si rinnovano annualmente verso gli stessi produttori, man mano che i primi beneficiari acquisiscono maggiore autonomia e restituiscono i fondi ricevuti. I dati a Giugno 2015:
Sono stati selezionati i primi 250 piccoli agricoltori beneficiari della prima tranche di finanziamento, sparsi nelle province di Haut-Nkam, Bafoussam, Bangaté, Noun e Bangou, all’interno della regione di Duala. I tempi di erogazione dei micro-crediti seguono il calendario agricolo della zona nella quale si concentra il progetto: in Camerun le semine dei prodotti principali si eseguono nel periodo che va da aprile a Settembre/Ottobre, mentre i mesi da novembre a marzo sono dedicati alla raccolta e alla commercializzazione.
Si stima che, in Camerun, il reddito del 90% dei nuclei familiari rurali oggi dipenda dall’agricoltura. Tuttavia, in questo contesto, il Paese rimane ancora un grande importatore di colture alimentari e la popolazione impiegata nel settore agricolo risulta fortemente penalizzata, ai limiti della soglia di povertà.
Il progetto si focalizza sulla parte ovest del Paese. In questa zona del Camerun il 70% della popolazione è impegnata in attività rurali come l’agricoltura, la caccia, la pesca e la pastorizia. La coltura principale è quella del caffè, che consente ai produttori i maggiori introiti.
Altro: sullo sfondo la necessità di misurare con più attenzione la sostenibilità ambientale, sociale e umana dei processi produttivi ed economici in ambito rurale. Sostenibilità che passa prima di tutto da un intervento non standardizzato ma “personalizzato” al contesto, al disagio, al territorio dove si vuole operare. In tal senso il microcredito diventa strumento agile e flessibile capace di personalizzare (intervento sartoriale) il servizio/prodotto.
Case study:
Innovazione nella finanza per lo sviluppo, il Rural Development Fund in Espirito Santo (Brasile).
Il “Rural Development Fund” è un’iniziativa di Etimos Foundation e rappresenta un’attività congiunta di attori pubblici e privati, finalizzata a sostenere lo sviluppo delle piccole imprese rurali, nello Stato dell’Espírito Santo (Brasile).
Il Fondo utilizza investimenti d’impatto responsabili per finanziare progetti d’impresa rurale, quali veicolo per lo sviluppo socio-economico dei territori in cui opera.
È un fondo d’investimento che combina la rendita finanziaria con la sostenibilità ambientale e lo sviluppo socio-economico, generando quindi un forte impatto sulle comunità locali.
Il Rural Development Fund in Espírito Santo è uno strumento basato sul capitale di rischio (micro-equity) che sarà utilizzato, per un periodo definito, per condividere il rischio imprenditoriale con imprenditori locali, in ambito rurale.
Le imprese target (investees) operano nell’ambito dell’agricoltura biologica, del caffè, della filiera del latte e del turismo rurale e si trovano nelle zone interne e meno sviluppate dell’Espirito Santo (rispetto alla zona costiera). Proprio in queste imprese molti giovani formati nelle “Scuole Famiglia Rurali” hanno trovato occupazione, valorizzando un modello educativo innovativo, di successo e sostenibile, proveniente dall’esperienza di cooperazione italiana e francese in Espirito Santo e che da qui è stato poi replicato in molti altri Stati Brasiliani.
Il Fondo di Sviluppo Rurale in Espírito Santo beneficia di tre tipologie d’investitori: pubblico (governo dello Stato dell’Espírito Santo), privato (rappresentato dall’associazione delle maggiori imprese locali “Espírito Santo emAção”), internazionale (Etimos Foundation e le imprese italiane partecipanti). I tre attori investono nel fondo risorse complessive pari a 1 milione e 500 mila euro, in una prima fase pilota.
Etimos con questa nuova azione va oltre la logica di un classico progetto di cooperazione, sostenendo lo sviluppo di imprese ad alto impatto sociale e ambientale. Obiettivi
- Promuovere lo sviluppo economico dell’area, concentrandosi sugli indicatori d’impatto identificati con le autorità locali coinvolte.
- Sostenere le attività economiche in ambiente rurale, affinché possano intraprendere processi di consolidamento, modernizzazione e innovazione tecnologica, capaci di generare contestualmente buona performance economica e forte impatto socio-ambientale;
- Attrarre capitali dal settore pubblico e privato, per promuovere investimenti di micro-equity e crediti di medio termine, per sostenere le piccole imprese rurali del territorio. In questa prima fase pilota il fondo ha l’obiettivo di finanziare 20 imprese rurali in Espirito Santo, con la prospettiva di una potenziale replicabilità in altri stati brasiliani (fase II) e in altri paesi dell’America Latina (fase III).
Il fondo ha lo scopo di sostenere la crescita delle imprese ed è accompagnato da un’attività di consulenza strategica al management delle stesse. Può essere uno strumento strategico per finanziare giovani imprenditori, start-up e imprese in fase di consolidamento, caratterizzate da un forte potenziale di rendimento.
I settori d’impresa rurale individuati in questa prima fase sono la filiera del latte, il caffè, l’agricoltura biologica ed il turismo rurale.
Queste alcune delle tipologie di capitale di rischio utilizzate dal Fondo:
- Seed capital: indirizzato ai progetti d’impresa nella fase di costituzione e sviluppo, quando l’attività non è ancora partita e si rende necessario un supporto per le analisi di mercato, dei prodotti e dei servizi;
- Start-up: dedicato ad investimenti in imprese già esistenti per il loro primo periodo di operatività. Spesso il capitale è utilizzato per azioni di marketing o per il lancio di prodotti o servizi;
- Early stage: dedicato ad imprese avviate di recente che stanno completando la fase di sviluppo del prodotto e si stanno avviando ala commercializzazione; necessitano spesso di capitale per migliorare la qualità e l’innovazione dei processi;
- Consolidamento: dedicato ad imprese con anni di operatività ma che necessitano di capitale per espandere il loro business, migliorare la propria capacità produttiva e sviluppare nuove strategie di mercato.

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