TITOLO DEL WORKSHOP: La microfinanza come strumento di innovazione sociale nei programmi di cooperazione territoriale

COORDINATORE: Antonella Valmorbida - Associazione Europea per la Democrazia Locale (ALDA), Segretario Generale

DISCUSSANTS: Maria Cristina Stimolo - Regione Sicilia, Dirigente del dipartimento Affari extraregionali

Serena Angioli - Regione Campania, Assessore ai Fondi Europei, Politiche giovanili, Cooperazione Europea e Bacino Euro Mediterraneo

RAPPORTEUR: Marco Boaria - Responsabile Unità Risorse e Sviluppo ALDA, Associazione Europea per la Democrazia Locale*

Il workshop si è inserito nel dibattito e nelle attuali riflessioni sulla valenza dell’innovazione sociale, inclusa la microfinanza, quale strumento per promuovere cooperazione territoriale in Europa e nei paesi del vicinato, con particolare riferimento al bacino euro-mediterraneo. Come è noto, i servizi di microfinanza e microcredito non si sono sviluppati solo in Africa, America Latina o Asia, ma anche in Europa, continente in cui sono nati dopo la caduta del muro di Berlino. A causa della rigidità del settore bancario che non è stato in grado di rispondere ai nuovi bisogni emergenti, i servizi di microcredito rappresentano opportunità di sostegno finanziario importanti per le fasce povere della popolazione e per combattere esclusione economica e sociale. Il ruolo del microcredito, quindi, è concepito e riconosciuto sempre più come lo strumento di supporto per gruppi sociali a rischio di emarginazione, compresi i migranti, le donne e disoccupati, e al tempo stesso volano di crescita economica e coesione sociale. In seguito alla crisi economica e l’incremento dei flussi migratori nei paesi europei, le Istituzioni Europee hanno focalizzato la loro attenzione sul problema dell’esclusione finanziaria come causa primaria dell’esclusione sociale e la disoccupazione. Tassi di disoccupazione elevati e l’impossibilità di usare servizi di credito bancari hanno aumentato l’importanza dei meccanismi alternativi per promuovere l’imprenditorialità, come il microcredito. Ciò ha indotto le Istituzioni stesse ad includere la microfinanza tra gli strumenti della strategia Europa 2020, sottolineando l‘importanza dell’imprenditorialità come strumento di crescita smart, sostenibile ed inclusiva. L’Unione Europea evidenzia due obiettivi principali rispetto al microcredito: 1) fornire accesso al credito ai potenziali imprenditori per combattere disoccupazione e 2) fornire accesso al credito ai gruppo svantaggiati per combattere esclusione sociale. Con l’idea di garantire sviluppo equilibrato dei territori dell’Unione Europea, nonché parità di accesso alle opportunità sociali ed economiche, la UE ha attivato programmi di supporto ai servizi di microfinanza e microcredito che mirano a ridurre il divario economico tra le varie regioni Europee attraverso l’elaborazione e l’implementazione di una politica di sviluppo e di cooperazione europea basata sui principi di solidarietà economica, sociale e coesione. Ad oggi sono diversi i programmi europei disponibili per sostenere l’accesso al finanziamento delle piccole e medie imprese - come CIP e JEREMIE - ed alcuni altri focalizzati sulla microfinanza - come JASMINE e EPPA - e PROGRESS, con lo scopo di facilitare l’inclusione al mercato di lavoro. Inoltre, il programma per l’occupazione e l’innovazione sociale (EaSI) e il Fondo Sociale Europeo, mirano ad aumentare i livelli occupazionali, promuovere imprenditorialità e a migliorare l’inclusione sociale favorendo pari opportunità e non-discriminazione, e garantendo opportunità di mobilità e educazione, crescita economica e creazione di nuovi posti di lavoro in Europa. Microfinanza non solo contribuisce all’inclusione finanziaria ma rappresenta uno dei fattori essenziali per l’implementazione dell’Agenda 2030. Essa ha un impatto significativo sul raggiungimento dei “Sustainable Development Goals”, confermando così il suo ruolo di catalizzatore per lo sviluppo globale ed inclusivo. Nell’Unione Europea, dove il 24,8% della popolazione è a rischio di povertà ed esclusione sociale, con 24 milioni di disoccupati, la microfinanza diventa uno strumento di politica sociale essenziale nel promuovere lavoro autonomo, sostenere microimprese e combattere esclusione sociale e finanziario nei diversi paesi e tra i diversi paesi. Il workshop ha visto l’interazione di tre esperti - provenienti da due amministrazioni regionali italiane, Regione Campania e Regione Sicilia, e dall’ALDA, l’associazione Europea per la democrazie locale, che hanno riflettuto sullo stato dell’arte dello strumento “microfinanza” a livello europeo, con un focus particolare sull’impatto locale e regionale, e su come le autorità regionali possano maggiormente promuoverlo ed applicarlo, anche nell’ottica della cooperazione territoriale europea. ALDA è nata nel 1999 per iniziativa del Congresso dei Poteri Locali e Regionali del Consiglio d’Europa per coordinare e supportare la rete di Agenzie della Democrazia Locale (ADL) esistente nei Balcani dai primi anni novanta. La maggior parte delle Agenzie della Democrazia Locale hanno sede nei Balcani, indirizzando l’attività e l’esperienza in quest’area geografica; tre Agenzie della Democrazia Locale sono oggi attive anche nell’Est Europa e nel Caucaso Meridionale, in Georgia, Armenia e Ucraina. Tre nuove Agenzie sono inoltre in fase di costituzione in Ucraina, Moldova e Tunisia. ALDA lavora oggi - grazie alla sua rete di 250 soci provenienti da oltre 40 Paesi - nella maggior parte dei Paesi europei ed è sempre più attiva nei Paesi di Vicinato (Partenariato Orientale) e nel Mediterraneo. Negli ultimi anni ALDA è diventata uno degli attori più dinamici in Europa, riunisce nella stessa rete autorità locali, associazioni di autorità locali, organizzazioni non governative e organizzazioni della società civile, e coopera con la Commissione Europea nell’ambito del dialogo strutturato sulla Cittadinanza attiva. Nell’ambito della promozione della buona governance e della partecipazione dei cittadini a livello locale, ALDA concentra la propria attività su vari temi, come integrazione europea, iniziative civiche, coinvolgimento dei giovani, diritti umani, migrazione, pari opportunità, sviluppo economico sostenibile, decentramento e volontariato. Proprio per queste sue caratteristiche, ALDA rappresenta un attore chiave nell’implementazione del modello di sviluppo territoriale promosso dall’Unione Europea, volto a favorire progetti realizzati a livello locale attraverso la collaborazione di attori pubblici e privati in una logica di tipo bottom-up, con l’attenzione – allo stesso tempo – alla creazione di spazi, opportunità e risorse per promuove cooperazione multi-stakeholders a livello transnazionale. In questo contesto ALDA costituisce un centro di competenza per le amministrazioni pubbliche, promuovendo e facilitando il lavoro di “traduzione” dei programmi di sviluppo locale in progetti per l’accesso ai finanziamenti europei. ALDA rappresenta dunque un ponte sull’Europa e la sua azione avviene a “doppio senso di circolazione”, sia con la predisposizione e realizzazione di progetti a partire dalla realtà del territorio, sia con interventi in sede europea aventi ricadute a livello locale.

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