TITOLO DEL WORKSHOP: Il microcredito come base per l’attrazione di grandi investimenti

COORDINATORE: Michele De Gasperis - Investment Association of China

PARTECIPANTI: Francesco Marcolini - Workshop Eurasia

Giovanna Palma - Camera dei Deputati, Commissione Agricoltura

Marco Berardo Di Stefano - Confagricoltura, Presidente Rete Fattorie Sociali

Fabrizio Migliorati - FederLazio - Responsabile Confidi

Lucio Coggiatti - ITA ICE - Partenariato e Analisi Settoriali per Investimenti Esteri

Carlo Capria - Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento Programmazione Economica

Michele De Gasperis, rappresentante italiano dell’Investment Association of China, ha salutato il pubblico presente e introdotto i relatori della tavola rotonda. Ha poi presentato l’organismo che rappresenta, che afferisce al National Development and Reform Commission della Repubblica Popolare Cinese, e che come funzioni è in parte accostabile al nostro Ministero dello Sviluppo Economico, rappresentandone la divisione dedicata agli investimenti cinesi. L’organizzazione è inoltre presente in tutte le città cinesi e in 120 paesi. Ha infine introdotto il tema dell’incontro, “Il microcredito come base per l’attrazione di grandi investimenti”, evidenziando quanto i temi dei microfinanziamenti e quello dei grandi investimenti siano in realtà strettamente legati: queste piccole erogazioni di denaro, infatti, rivestono oggi un ruolo molto importante per le MPMI per sviluppare il proprio business, dando loro la possibilità di aggregarsi, crescere e trasformarsi in realtà più importanti e attrattive per gli investitori esteri. Successivamente, la parola è passata al Dr. Francesco Marcolini, referente di Workshop Eurasia, che si è concentrato sul concetto di microcredito applicato nel campo della cooperazione internazionale, portando gli esempi del suo utilizzo in India e in altre parti del mondo, e in ambito italiano, elencando gli attori principali nel nostro paese, evidenziando i numerosi pregi ed elencando alcune criticità del nostro modello: poco supporto alle aziende nelle fasi successive all’erogazione del microcredito, progetti che ricevono finanziamenti non sempre validi, comunicazione poco efficace, collegamento con le associazioni delle imprese del territorio, grandi e piccole, da migliorare. E’ intervenuto poi il Dr. Marco Berardo Di Stefano, Presidente Rete Fattorie Sociali di Confagricoltura, che ha illustrato il concetto di agricoltura sociale, il funzionamento della Rete, la struttura dell’organizzazione e le sue relazioni con gli altri organismi del settore. Molte attività che vengono svolte nell’ambito delle reti sociali avvengono attraverso piccole iniziative, che coinvolgono giovani che tornano all’agricoltura o persone in difficoltà o di altri paesi che necessitano di piccoli investimenti per iniziare una determinata attività. L’utilizzo del microcredito garantisce i finanziamenti necessari per avviare progetti che coinvolgano questi soggetti, e che in caso di successo rappresentano un risparmio per le casse dello Stato sui costi di assistenza che andrebbero sostenuti nel caso in cui queste persone non trovassero un impiego. Inoltre, nelle fattorie sociali è possibile produrre beni di produzione particolari e non di massa, che possono rappresentare opportunità interessanti per gli investitori stranieri. Per permettere questo tipo di attività lo strumento del microcredito è essenziale. L’Onorevole Giovanna Palma è intervenuta per raccontare l’utilizzo del microcredito in realtà territoriali ancora depresse. Ha fatto riferimento all’origine del microcredito come strumento di supporto delle fasce più svantaggiate della popolazione, e ha portato alcuni esempi di piccole erogazioni rilasciate a realtà imprenditoriali del suo territorio di origine affinché queste tornassero a emergere. L’Onorevole ha inoltre esortato affinché lo strumento del microcredito sia usato non solo come semplice supporto per le imprese in difficoltà, ma anche come mezzo che consenta di unire le aziende di uno stesso territorio perché possano aggredire non solo il mercato nazionale ma anche i mercati internazionali con maggiore competitività. Il Dr. Fabrizio Migliorati, Responsabile Confidi – FederLazio, si è focalizzato sull’esperienza della sua organizzazione con l’iniziativa “Fondo Futuro” della Regione Lazio. Tra il 2005 e il 2014, in Italia sono state effettuate 102.000 operazioni di microcredito, per un valore di circa 1,2 miliardi di euro. Il fenomeno è importante, e ha assunto una rilevanza maggiore a causa del processo di deindustrializzazione avvenuto anche nel Lazio, che ha portato il numero di nuove attività commerciali e di soggetti che si avvicinano a forme di lavoro autonomo a essere in costante aumento. Non fornire assistenza adeguata a questa vastità di microimprese, che potrebbero in futuro diventare PMI e grandi imprese, equivale a lasciare morire le attività produttive di domani. Il diritto al credito, in un contesto come quello presentato, va perseguito, poiché spesso soggetti che non possono offrire garanzie sull’investimento sono portatori di idee imprenditoriali brillanti. E’ inoltre importante far precedere una valutazione oggettiva dell’idea imprenditoriale presentata, e accompagnare le imprese stesse nelle fasi successive al rilascio del finanziamento: spesso, invece, una volta terminata l’attività di microcredito, i soggetti coinvolti sono lasciati soli, riscontrando difficoltà a proseguire la propria attività d’impresa. Pertanto, sarebbe opportuno creare un sistema di rete che fornisca assistenza e supporto a questi soggetti, consentendo – auspicabilmente – alle microimprese di crescere e diventare PMI. Inoltre, coinvolgendo soggetti fragili e che necessitano di supporto finanziario, sarebbe auspicabile accorciare i tempi di erogazione del microcredito. Il Dr. Lucio Coggiatti di ITA ICE, dell’Ufficio Partenariato e Analisi Settoriali per Investimenti Esteri, ha evidenziato come esista una complementarietà temporale tra l’attività della sua organizzazione e quella del microcredito: quest’ultima, infatti, consente a start-up e microimprese di crescere e svilupparsi fino a diventare realtà imprenditoriali importanti che attraggano grandi investimenti esteri. Quello degli investimenti esteri per ICE è un tema piuttosto recente, attribuito all’Agenzia dal 2014, e che ha portato alla creazione di una struttura più articolata rispetto al passato, che accompagni l’investitore estero dalla proposta iniziale fino all’assistenza post-insediamento. In questa attività, ICE riceve degli indirizzi strategici dal MISE, e si relaziona con tutte le amministrazioni competenti nel campo: Presidenza del Consiglio, Ministeri, Ambasciate, Regioni, Associazioni di Categoria e i propri uffici ICE nel mondo. Presso alcuni uffici internazionali ICE sono stati inoltre costituiti desk dedicati proprio all’attrazione degli investimenti esteri. Infine, negli ultimi anni sono state avviate attività di promozione e comunicazione dell’offerta italiana in diverse occasioni pubbliche e online. Infine, il Dr. Carlo Capria, del Dipartimento Programmazione Economica della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha sottolineato come il nostro sia un Paese di micro, piccole e medie imprese, evidenziando la necessità che queste siano supportate. In questo senso, il Governo ha realizzato diverse iniziative per favorire l’aggregazione delle microimprese in rete d’impresa, affinché queste siano in grado di presentarsi competitivamente sui mercati esteri. Successivamente ha dato evidenza, rifacendosi a quanto detto dal Dr. Di Stefano, di come i dati sul comparto agricolo siano molto positivi (+10% del lavoro autonomo nel settore). Ha inoltre auspicato una riforma della giustizia che semplifichi il quadro normativo italiano, oggi meno attrattivo per un qualsiasi investitore straniero rispetto a quello di altri paesi. E’ stata poi esposta una panoramica dei fondi destinati al supporto delle MPMI e alle attività di microcredito, con l’augurio che vengano presentati progetti adeguati e di qualità che possano avere accesso ai finanziamenti. Ha elencato una serie di attività di collaborazione già avviate con l’estero, specialmente con la Cina, nel campo dell’innovazione, della cultura e dello sport. Infine, tornando sul microcredito, si è concentrato sulla nascita di questo modello, su come sia nato per dare supporto alle fasce più bisognose nei paesi in via di sviluppo, e ha evidenziato come l’Italia sul panorama internazionale abbia tutto il potenziale necessario per imporsi in ogni settore.

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