MICROASSICURAZIONI CONTRO LA POVERTA'

La microassicurazione aiuta i più poveri a coprire, malgrado i loro mezzi limitati, i rischi che ne minacciano la vita quotidiana. Dal loro vissuto, anche la pratica ordinaria delle assicurazioni ne può trarre degli insegnamenti. Ne abbiamo parlato con Philippe Matthijs (KBC Banca & Assicurazioni), portatore di una ricca esperienza di microassicurazioni in Africa.

Goele Geeraert, Stefano Battaggia

Le microassicurazioni, secondo Philippe Matthijs, membro del CdA della fondazione belga Raiffeisen (BRS), si prestano soprattutto ad assicurare le persone: l’assistenza sanitaria, il ricovero in ospedale e la vita. Per restare in tema medicale, diremmo che Philippe Matthijs ha contratto il virus delle microassicurazioni. E‘ una bella storia che ha avuto inizio alla fine degli anni Ottanta. Al tempo, la compagnia di assicurazioni ABB, più tardi confluita in KBS, cominciava ad avventurarsi con cautela all’estero. Philippe Matthijs evoca questi primordi con entusiasmo: “Avevo sentito che un giorno il console del Ruanda ci aveva onorato di una visita. Stava cercando un assicuratore disposto a lavorare con le banche cooperative locali. Sono andato a trovare Jos Daniels, all’epoca direttore di ABB, candidandomi per il Ruanda, con l’obiettivo di creare una compagnia di assicurazioni. Pur tenendo all’oscuro mia moglie, contavo sul fatto che entrambi eravamo cresciuti in Congo, un Paese che lascia una traccia indelebile. Ho quindi costituito la ditta ‘Ingoboka’, che, attraverso una rete di associazioni di mutua assicurazione, aveva per scopo lo sviluppo di un’assicurazione accessibile agli agricoltori. Purtroppo, nel 1994 il genocidio in Ruanda ha messo brutalmente la parola fine al progetto e i coniugi Matthijs tornarono a casa. Nel 1998, dopo la fusione di ABB e KB con Cera, BRS cercava un rappresentante per la KBC Insurance, e Philippe Matthijs accettò la sfida, fornendo consulenza per una joint venture di sei banche cooperative impegnate in Africa occidentale.

La microassicurazione, di che cosa si tratta esattamente?

La migliore definizione che si possa dare di microassicurazione è che si tratta di un’assicurazione particolarmente adatta ai bisogni dei poveri nei Paesi in via di sviluppo. Mi riferisco principalmente alle popolazioni contadine, dato che, pur in presenza di compagnie di assicurazione locali, queste servono quasi esclusivamente la popolazione urbana benestante. La polizza di microassicurazione dev’essere molto semplice, dal momento che si rivolge a una clientela analfabeta, male a partito con concetti e costruzioni giuridiche ampollose. I ‘microassicuratori’ devono quindi prepararsi a una dura lotta di comunicazione. Non che l’assicurazione sia del tutto sconosciuta a queste persone: conoscono da secoli le casse peote o tontine, praticate da gruppi di venti persone che si incontrano ogni mese e depositano una piccola quantità in una cassa comune. Ogni mese, il salvadanaio è affidato ad un membro diverso del gruppo cooperativo. Se un membro del gruppo viene derubato o si ammala gravemente, il gruppo può decidere che riceva un aiuto utilizzando i fondi risparmiati.

Questa in realtà è una forma mista di risparmio e assicurazione.

Giusto. Tuttavia, questi gruppi hanno lo svantaggio di moltiplicarsi come funghi, salvo poi sparire altrettanto velocemente, perché sono informali per natura. Le norme che ne disciplinano il funzionamento mancano assolutamente di trasparenza. A volte, un membro della tontine scompare col salvadanaio. Al contrario, la microassicurazione ha il grande vantaggio di essere formalizzata: i membri della cooperativa ricevono un contratto scritto. Le istituzioni di microfinanza (IMF) ispirano fiducia, anche perché sono spesso sovvenzionate dalle ONG straniere. Le persone sono rassicurate: riceveranno un’indennità al pagamento di un premio.

Quali sono le polizze che entrano in gioco con le microassicurazioni?

Si tratta essenzialmente di assicurazioni legate alle persone, come l’assicurazione sanitaria, l’assicurazione per l’ospedalizzazione e l’assicurazione sulla vita. Constatiamo, inoltre, una forte domanda di assicurazione per le esequie funebri. In Africa, quando qualcuno muore, la famiglia è moralmente obbligata a invitare da sessanta a ottanta persone a una grande festa. Questo è il genere di cose per il quale alla gente piace essere coperta da assicurazione.

A quanto ammonta il premio medio di una microassicurazione?

Uno dei problemi principali risiede nel fatto che la popolazione rurale ha pochi soldi e gli assicuratori devono tenere conto delle tavole di mortalità locali per fissare i tassi. Un assicuratore non può rendere le procedure di accettazione e pagamento troppo onerose, perché altrimenti il premio diventa inabbordabile.

Quanto costa, per esempio, il premio per l’assicurazione del ricovero ospedaliero?

In Ruanda abbiamo spiegato alla gente che il trasporto in ospedale e le relative cure assorbono la metà del reddito annuo, mentre il premio di assicurazione ospedaliera rappresenta solo il valore di una cassa di birre.

E’ importante per i microassicuratori mantenere i costi al livello più basso possibile?

Le spese di gestione sono relativamente più elevate che da noi. D’altra parte, gli assicuratori devono ingegnarsi per tagliare i costi, rendendo la fase di accettazione più semplice possibile. Ciò è praticabile per l’assicurazione contro il decesso, per esempio accettando tutti senza distinzione. Si compensa il sovrapprezzo tenendo conto di un indennizzo forfettario per l’eccesso di mortalità, dovuto per esempio al fenomeno dell’AIDS. Inoltre, i microassicuratori possono ridurre i loro costi lavorando con delle banche cooperative locali. Disponendo queste di una rete, i costi di distribuzione possono essere condivisi. E quando si accoppia una programma di assicurazione con uno di credito, si elimina il rischio di selezione avversa, perché tutti coloro che ricevono un prestito, acquistano automaticamente una polizza di assicurazione. Per giunta, il fornitore di credito ha la garanzia che rivedrà i suoi soldi nel caso in cui il mutuatario muoia o divenga inabile al lavoro. Il paradosso è che la gente ha bisogno di un’assicurazione senza avere i mezzi per pagarla. A quale rimedio abbiamo pensato? Per l’assicurazione in caso di decesso, calcoliamo un premio unico che viene poi preso in prestito dalla banca che accorda un microfinanziamento.

Quali sono gli svantaggi e le insidie della microassicurazione?

La frode è un grave ostacolo allo sviluppo della microassicurazione. Spesso le persone dichiarano quello che non sono. I documenti d’identità sono facili da falsificare. Ecco perché il controllo sociale è così importante. Ed è attraverso la mutua assicurazione che esso può essere realizzato al meglio: tutti i membri del gruppo si assumono una certa responsabilità nei riguardi dell’accettazione, la fissazione del premio e la liquidazione dei sinistri.

Bisogna considerare che gli africani hanno una mentalità diversa da noi europei. Per loro, la famiglia viene sempre prima. Quando lavoravo in Ruanda, il mio assistente aveva pensato bene di dire a tutti che le decisioni riguardo il pagamento di un sinistro sarebbero sempre dovute esser prese da un belga. A pagamento rifiutato, nel caso di un sinistro non coperto, la pressione della famiglia a vendicarsi sarebbe stata troppo forte. In questi paesi, calpestare le norme è prassi generale e l’intrigo regna sovrano. Un’altra trappola: le persone sono poco scolarizzate ed hanno quindi scarsa padronanza con i principi assicurativi. In Ruanda, per esempio, la nostra assicurazione per il ricovero ospedaliero rimborsava i costi diretti di ospedalizzazione più le spese di trasporto fino alla clinica, perché è spesso molto remota e le persone non hanno i mezzi per pagare il biglietto dell’autobus. L’assicurato però non capiva che la cura nel policlinico locale non veniva rimborsata. Naturalmente, abbiamo poi aggiunto anche tale copertura. Infine, gli assicurati non capivano che non veniva rimborsato loro il premio, qualora non avessero dichiarato alcun sinistro nel corso dell’anno.

Rispetto al microcredito, le microassicurazioni stanno ancora muovendo i primi passi. Che cosa dovrebbe accadere affinché le microassicurazioni possano finalmente raggiungere la velocità di crociera?

Il divario principale tra microcredito e microassicurazione è la mancanza di scolarizzazione. I conti di risparmio ed i prestiti sono prodotti molto semplici. Le stesse persone che li attivano non riescono a capire facilmente che, ad una indennità potenzialmente importante, debbano pagare ogni anno una frazione di essa come premio. Fortunatamente, sempre più istituti microfinanziari si stanno rendendo conto che la microassicurazione li può aiutare.

I vostri colleghi hanno considerazione di voi o vi ritengono invece degli idealisti?

Sareste sorpresi di sapere quanti dipendenti di KBC investono nella fondazione belga Raiffeisen. E non solo il personale ordinario, ma anche i dirigenti.

Sempre più assicuratori vanno scoprendo la microassicurazione. C’è una mancanza di coordinamento?

Bisogna riconoscere che il progresso è un po’ anarchico. Ciò si constata anche sul campo: le ONG si fanno ormai concorrenza all’interno dello stesso paese! D’altra parte, è molto positivo che molte cose evolvano. Va inoltre osservato che, in Africa occidentale, gli assicuratori locali tradizionali stanno cominciando a vedere nella microassicurazione un nuovo mercato. Non gli è sfuggito, infatti, che le istituzioni di microfinanza hanno sviluppato, con i soldi dei donatori e le ONG, una rete di distribuzione nelle zone rurali. Questi assicuratori locali sostengono che i microassicuratori vendano illegalmente dei prodotti assicurativi per sfuggire alla supervisione degli organi di controllo. Così, tutta la favola della micro-assicurazione rischia d’essere stroncata sul nascere, perché le condizioni di solvibilità imposte dal controllo sono talmente esigenti, che i premi diventano inaccessibili per i poveri. E’ per questo motivo che un’azione è stata presa affinché venga creato un quadro giuridico speciale per le associazioni di mutua assicurazione.

Quale ruolo rivestono i riassicuratori nella microassicurazione?

Potrebbero giocare un ruolo molto importante. Per esempio, in termini di requisiti patrimoniali. Infatti, se i microassicuratori potessero riassicurare una parte dei loro rischi, il loro bisogno di copertura del capitale diminuirebbe. Attualmente sto esplorando questo sentiero a nome di sei banche cooperative in cinque paesi dell’Africa occidentale (Burkina Faso, Togo, Benin, Mali e Senegal), per arrivare a creare una società di assicurazioni transnazionale. I riassicuratori mostrano un certo interesse per il progetto perché vedono in esso la possibilità di aprire un nuovo mercato. Oggi possediamo un’esperienza di cinque anni in questo mercato e credo che per i riassicuratori valga la pena di prendere una partecipazione in queste imprese di microassicurazione.

Investite energie enormi nella microassicurazione. Come riuscite a perseverare?

In passato, ho dovuto prendermi dei congedi per visitare i miei progetti in Africa Occidentale. Recentemente, la KBC mi ha offerto l’opportunità di affrontare alcuni dei lavori durante le mie ore di servizio. Ma non cadete in errore: questo lavoro mi dà una soddisfazione intensa. Se ricordate bene, ho detto che ho vissuto in Africa. C’è anche una buona dose di idealismo. Ho avuto l’opportunità, con solo 50 euro, di salvare della gente dalla miseria definitivamente. Con questi soldi alcuni sono stati in grado di aprire un piccolo negozio che fornisce loro i mezzi di sussistenza. Infine, gli africani sono estremamente cordiali e gioiosi, nonostante la loro povertà.

Le microassicurazione è un servizio a senso unico o anche voi apprendete qualcosa dagli africani?

La microassicurazione non è affatto, come avete indovinato, un servizio di sola andata. Recentemente sono stato in Benin per lanciare un progetto di microassicurazione. Posso assicurarvi che la gente veniva da ogni dove solo per ascoltare un bianco. Sono straordinariamente interessati alla microfinanza e alla microassicurazione. Ma vogliono dire la loro. Richiedono, ad esempio, che, in caso di decesso, il capitale sia versato entro trenta giorni. Neanche in Belgio esiste un tale contratto di servizio.

E in Belgio?

Anche il nostro paese, purtroppo, ha un certo numero di persone povere che riescono appena a sbarcare il lunario. La microassicurazione potrebbe aiutarli? Simili iniziative sono già state avviate in Francia, in particolare a beneficio di persone svantaggiate che hanno uno spirito imprenditoriale nel sangue. Di questi tempi però, gli assicuratori belgi sono troppo occupati a tenersi a galla per avere lo spirito libero necessario per sviluppare prodotti adatti a questo segmento di clientela.


NOTE

1 Giornalista fiamminga freelance per Trends, HR Magazine, FD Magazine, P&O Praktijkblad, De Verzekeringswereld, Weliswaar, MO

2 Stefano Battaggia è consulente in Affari Europei

Immagine di sfondo: By Alvaro1984 18 - Own work, Public Domain

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