VIETNAM: MICROCREDITO SU MACROSCALA

Stefano Battaggia - consulente in affari europei

L'intervento dello Stato è il fondamento della microfinanza vietnamita. Tale intervento si traduce in uno stretto controllo del governo e sovvenzioni. La spina dorsale del sistema microfinanziario del Paese è infatti costituita da istituzioni pubbliche che prestano e raccolgono risparmi attraverso organizzazioni di massa, legate all’apparato del Partito Comunista. L’obiettivo principale degli interventi sono donne, agricoltori, giovani, minoranze etniche e veterani. Alcune organizzazioni guidate dal partito, come l’Unione delle Donne del Vietnam (Vietnam Women’s Union, VWU) e l’Unione Vietnamita degli Agricoltori (Vietnam Farmer’s Union, VFU), lavorano a livello nazionale e gestiscono gran parte del processo di erogazione del microcredito. La VFU, per esempio, amministra metà dei fondi della Banca del Vietnam per le Politiche Sociali (Vietnam Bank for Social Policy, VBSP), erogando prestiti e raccogliendo l’interesse, mentre il personale della VBSP raccoglie solo il pagamento finale del capitale erogato. La VBSP, insieme alla Banca Vietnamita per l’Agricoltura e lo Sviluppo rurale (Vietnam Bank for Agriculture and Rural Development, VBARD), la Società Vietnamita del Servizio di Risparmio Postale (Vietnam Postal Savings Service Company VPSC) e la Banca Cooperativa del Vietnam (Cooperative Bank of Vietnam, ex People’s Credit Fund) sono banche sotto il controllo diretto della Banca di Stato (State Bank of Vietnam, SBV) e costituiscono la cosiddetta ‘categoria formale’.
In aggiunta a queste entità ‘mammut’, che prestano circa l’80% dei microprestiti in Vietnam, oltre 40 ONG (principalmente costituite da progetti di ONG internazionali) formano la cosiddetta categoria ‘semi-formale’, che fornisce l’accesso alla microfinanza principalmente nelle zone non servite. I modelli realizzati sono articolate in tre tipi: a) un modello adatto per fornire servizi di risparmio e di credito alle donne povere, spesso finanziati da ONG internazionali attraverso l'Unione delle Donne del Vietnam (VWU) o altre organizzazioni sociali e politiche; b) un modello di credito/risparmio per lo sviluppo generale, in base al quale l’erogazione del credito è un prodotto complementare. Questi progetti si concentrano sulle attività principali, tra cui l’istruzione, la salute, l’alloggio, l’acqua e l’ambiente; c) un modello di cooperazione, che collega le organizzazioni sociali alle banche commerciali.
La SBV, che opera come banca centrale e supervisore del settore finanziario, ha creato una nuova categoria di istituzioni di microfinanza provviste di licenza, che dovrebbe inglobare le banche commerciali, le assicurazioni, le istituzioni finanziarie e le banche di sviluppo. Finora tre IMF sono state autorizzate: TYM Fund, M7 e Thanh Hoa. TYM è interamente di proprietà di VWU ed opera secondo i principi del prestito di gruppo. Molte ONG devono affrontare la trasformazione in IMF regolamentata con non poche difficoltà: spesso mancano la capacità amministrativa e di controllo per rispettare i requisiti di legge, e la formazione è un processo lungo e costoso.
Per comprendere la dimensione di queste difficoltà, possiamo considerare il caso della TYM. Nell’agosto 2010, dopo due anni trascorsi a completare la procedura di preparazione per divenire istituzione registrata e poter quindi lavorare come una istituzione finanziaria su piccola scala, l’istituzione a responsabilità limitata a socio unico chiamata “Tinh Thuong” (precedentemente nota come Tinh Thuong Fund - Vietnam Women Union, abbreviato in TYM) è diventata la prima organizzazione di piccole dimensioni con licenza a lavorare in Vietnam.
Il percorso non è stato facile: tanto per cominciare, TYM è stata sommersa dalle richieste della Banca di Stato (SBV) di fornire una valanga di documentazione, file e dati, ai sensi del regolamento della stessa banca. In secondo luogo, le operazioni di TYM hanno dovuto subire un processo di professionalizzazione completo, terminato con un flusso di lavoro più certo e metodi razionali, per es. l’assegnazione del personale addetto alle casse delle filiali. Queste operazioni hanno comunque portato benefici, soprattutto nel reperimento di capitali. Infatti, da un lato, TYM ha potuto prendere in prestito capitali da organizzazioni internazionali, con il rimborso delle valute estere garantito dopo la registrazione dei prestiti presso la SBV. Dall’altro, TYM ha acquisito il diritto di mobilitare senza limitazioni il risparmio volontario del pubblico e dei membri.
Grazie a questi vantaggi, uniti ad un design di prodotti finanziari flessibili, TYM ha alzato il tasso sui saldi di risparmio per portafoglio a circa il 55% - con un incremento di quasi il 30% rispetto alla situazione prima dell’autorizzazione. Tuttavia, una grave minaccia e deterrente a diventare un MFI regolamentata fu posta dalla Circolare n. 09/2013 / TT-NHNN del 25 marzo 2013, che fissò all’ 11% il tasso di interesse massimo dei prestiti a breve termine, imposto dagli istituti di credito e dalle filiali di banche estere sui loro debitori, al fine di soddisfare la domanda di capitale che serve ad alcuni settori economici. Di conseguenza, i cd. People’s Credit Funds e le MFI regolamentate sono autorizzati ad applicare l’aliquota massima del tasso di interesse per prestiti a breve termine del 12% annuo, troppo basso per operare in modo sostenibile - il tasso dovrebbe essere di almeno il 20%.
Una breve nota sullo sviluppo della regolamentazione microfinanziaria vietnamita. Con la Legge Bancaria 47/2010, le IMF sono state considerate alla pari degli istituti di credito ufficiali, soggetti alla vigilanza della Banca di Stato, la SBV. Il 6 dicembre 2011 è stata ufficialmente approvata la strategia di microfinanza nazionale fino al 2020: l’obiettivo era quello di sviluppare un sistema di microfinanza sostenibile orientato a mantenere il benessere sociale e allo sradicamento della povertà.
Le soluzioni applicative principali previste dalla strategia sono: l’agevolazione delle attività di microfinanza attraverso un quadro giuridico completo, il potenziamento della politiche governative e delle istituzioni di microfinanza, il miglioramento della capacità di controllo del governo e la sensibilizzazione generale verso la microfinanza. Il 4 maggio 2012, con delibera n 591 / TTG-QHQT, il governo ha approvato il portafoglio crediti della Programma di Sviluppo della Microfinanza - Sottoprogramma I, con un budget di USD 40 milioni e una assistenza tecnica legata agli aiuti non rimborsabili di ADB (Asian Development Bank) per USD 500.000. Il programma di ADB sostiene lo sviluppo della microfinanza orientata al mercato al fine di aumentare l’accesso ai servizi finanziari formali per i poveri, soprattutto nelle zone rurali. Il 30 Marzo 2013 ha emesso la decisione SBV No.572 / QD-NHNN di approvare il piano di attuazione del progetto di sviluppo del settore microfinanziario fino al 2020. Il piano si compone di due fasi: Fase 1 (dal 2011 fino al 2015) e la fase 2 (dal 2016 fino al 2020). Tuttavia, restano alcune sfide da superare. C’è una percezione tra i responsabili politici che i poveri non possano permettersi servizi finanziari senza sovvenzioni. Inoltre, essi sostengono che il microcredito commerciale, non sovvenzionato, non fornisca prestazioni adeguate per le persone indigenti. Di conseguenza, la concessione di microcrediti ai poveri resta fortemente sovvenzionata, soprattutto mediante contributi in conto interesse, che costano ai contribuenti una cifra stimata di USD 200 milioni l’anno. Anche se il governo vuole continuare ad utilizzare il microcredito per perseguire obiettivi sociali, la transizione generale del Vietnam da un’economia pianificata ad una orientata al mercato, la diversificazione delle istituzioni di microfinanza, e il decentramento influenzano sempre più il modo col quale il microcredito viene fornito in Vietnam. La microfinanza si sta evolvendo verso un sistema basato più sul mercato, con istituzioni di microfinanza emergenti e ONG autonome e specializzate, anche se la maggior parte di queste istituzioni sono ancora collegate a organizzazioni di massa statali. Da recenti normative e discussioni sembra che il governo sia intenzionato a rimuovere il controllo dei tassi di interesse. Anche se la riduzione degli oneri di bilancio sembra essere il motivo principale dietro l’idea della riduzione del contributo in conto interessi, anche l’efficacia degli aiuti in termini di orientamento a poveri è stata messa in discussione.
Per completare il quadro microfinanziario vietnamita bisogna includere le categorie informali, che servono ancora circa il 6% della popolazione povera: gli usurai e il sitema ho/hui (simile alla ROSCA o cassa peota). Circa un quarto della popolazione con bisogni finanziari prende denaro in prestito da amici e parenti, una cifra che però potrebbe sottovalutare la situazione reale.
In conclusione, il sistema microfinanziario vietnamita, il più importante al mondo per la scala (la Vietnam Bank for Social Policies conta più di 8 milioni di clienti serviti da oltre 600 filiali), può ispirare politiche di inclusione finanziaria che, pur sovvenzionate, sono fondamentalmente sostenibili (i tassi di rimborso dei micro-prestiti sono fra i più alti al mondo) e, quanto più conta, efficaci per mantenere l’ordine sociale e far progredire lo sviluppo economico del Paese.

ABSTRACT
State intervention is the bedrock of Vietnamese microfinance. Such intervention translates into government control and subsidy. The backbone of the country’s microfinance system is made of public institutions which lend and collect savings through mass organizations, connected to the Communist Party’s apparatus. The main target of intervention are women, farmers, youth, ethnic minorities and veterans. These party-led organizations, such as the Vietnam Women’s Union (VWU) and Vietnam Farmer’s Union (VFU), work nationwide and manage much of the microfinance delivery process. VWU, for instance, administers one-half of Vietnam Bank for Social Policy (VBSP) funds, disbursing loans and collecting the interest, while VBSP staff collect only the final payment of principal. VBSP along with the Vietnam Bank for Agriculture and rural Development (VBARD), the Vietnam Postal Savings Service Company (VPSC) and the Cooperative Bank of Vietnam (former People’s Credit Fund) are banks under the direct control of the State Bank of Vietnam (SBV) and constitute the so called formal category.
In addition to these mammoth entities that lend about 80% of microloans in Vietnam, over 40 NGO’s (mainly set up as projects by international NGOs) form the so called semi-formal category, providing access to microfinance mainly in unserved areas1.
Moneylenders, ho/hui2, relatives and friends - the informal category, still serve about 6% of the poor population. About a quarter of them borrows from friends and relatives; even these significant figures may understate the real situation.

NOTE
1 An interesting example is the British-run Bloom Microventures (www.bloom-microventures.org/vietnam/). Besides providing tours in areas where ethnic minority women live thanks to microfinance rural projects, they also supply clients door-to-door with fresh products grown by microloans borrowers.
2 A kind of ROSCA known as ‘ho’ in Northern Vietnam and ‘hui’ in the South.

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