Giovanni Nicola Pes | Vice Segretario Generale ENM

PREMESSA

Occorreva dedicare un focus specifico al tema dell’immigrazione e alle iniziative sulla questione promosse dall’Ente Nazionale per il Microcredito, sia in relazione ai Paesi di destinazione che ai Paesi di provenienza degli immigrati. La microfinanza, dunque, quale strumento per l’integrazione dei migranti nonché quale strumento di contrasto ai lussi migratori illegali.

In questa sezione, innanzitutto si formuleranno alcune ipotesi d’intervento nel nostro Paese, ormai divenuto uno dei principali centri di approdo dei migranti, e saranno avanzate specifiche proposte volte a favorire la creazione e lo sviluppo di microimprese. Paolo Rita ci illustrerà che l’integrazione delle persone immigrate è innanzitutto il risultato della loro inclusione lavorativa e d’altro canto, un’immigrazione controllata e ben valorizzata può rappresentare una risorsa per il Paese ospitante: non possiamo sottovalutare, ad esempio, il fatto che le imprese condotte da immigrati rappresentano ormai il 9,4% degli operatori economici italiani.

Nello specifico, l’obiettivo del progetto che si propone è quello di promuovere l’accesso degli stranieri al mercato del lavoro attraverso la costituzione di microimprese e di iniziative di autoimpiego tramite lo strumento del microcredito, al fine di favorirne una reale integrazione e inclusione sociale e finanziaria.

Tale iniziativa prevede un intervento strutturato su tre livelli: la creazione di un Fondo di garanzia e lo sviluppo del microcredito; l’attivazione di un network pubblico/privato per l’erogazione dei servizi ausiliari di accompagnamento, monitoraggio e tutoraggio dedicato ai beneficiari del microcredito; azioni di promozione e sensibilizzazione del territorio.

Si prevede inoltre l’attivazione di sinergie tra i diversi attori e stakeholders coinvolti nell’iniziativa: le amministrazioni pubbliche, quali in particolare il Ministero dell’Interno titolare dei fondi per l’integrazione dei cittadini di Paesi terzi, l’Ente Nazionale per il Microcredito, gli erogatori dei servizi ausiliari e gli istituti bancari e finanziari.

Poi si analizzeranno le possibilità d’intervento nei Paesi obiettivo della Cooperazione allo Sviluppo, avanzando una seconda proposta volta a favorire iniziative di microfinanza finalizzate alla creazione di microimprese nei paesi d’origine dei migranti.

L’Ente Nazionale per il Microcredito intende, infatti, cooperare con le autorità nazionali dei Paesi terzi, utilizzando in modo efficace gli strumenti propri della cooperazione internazionale, al fine di perseguire la lotta alla povertà promuovendo ambienti favorevoli all’imprenditoria, favorendo l’accesso al credito e creando posti di lavoro dignitosi, come più volte raccomandato dalla Commissione Europea e dal Consiglio europeo.

In particolare, questa seconda proposta progettuale prevede la costituzione di un Fondo di garanzia e sviluppo a valere su risorse pubbliche, che possono essere integrate anche con finanziamenti privati. I beneficiari finali di tale progetto, che rappresenta un’alternativa all’emigrazione forzata, sarebbero quindi i cittadini dei Paesi terzi che dimostrino di essere in possesso di adeguate capacità realizzative o siano determinati ad acquisirle e dimostrino al contempo la volontà di realizzare un proprio progetto imprenditoriale nel loro Paese d’origine.

A questa prima sezione farà seguito l’illustrazione di una specifica iniziativa di intervento nei Paesi oggetto della Cooperazione, in corso di realizzazione da parte dell’Ente Nazionale per il Microcredito in collaborazione con diversi partner. L’Ente, infatti, è al momento coinvolto nell’implementazione del progetto “Employ - Formazione e lavoro per un’alternativa sostenibile alla migrazione nelle zone rurali del Wolaita, Etiopia”.

Valeria Manzotti, proprio in questi giorni in missione in Etiopia per l’avvio della formazione alle IMF locali, ci illustrerà che l’obiettivo primario del progetto Employ è quello di affrontare le problematiche che affliggono le aree oggetto dell’intervento, contribuendo a migliorare lo sviluppo economico locale attraverso la creazione di opportunità di lavoro e di reddito per piccoli agricoltori e mitigare le cause della migrazione che affliggono le persone più vulnerabili nel Wolaita, una delle regioni più povere dell’Etiopia.

Nello specifico, le attività che l’Ente è incaricato di realizzare all’interno del progetto Employ includono: capacity building agli amministratori locali e centrali sulle politiche del microcredito; formazione e supporto al soggetto locale a cui verrà affidata la gestione di uno specifico fondo di rotazione previsto dal progetto per dare avvio a programmi pilota di microcredito e la realizzazione di un corso di formazione rivolto a rappresentanti locali di cooperative e istituti microfinanziari sulle metodologie e i prodotti della microfinanza, attività quest’ultima che ha preso avvio nel mese di giugno.

Approfittando della nostra presenza in Etiopia, abbiamo voluto presentarvi i programmi ed i progetti realizzati da Woda – Wolaita Development Association, organizzazione non governativa locale che opera attraverso una pluralità di strumenti di finanza etica.

Infine, Khalid Chaouki, membro Commissione Esteri Camera dei Deputati e Presidente di ReGenerations Onlus, darà notizia dell’accordo che la stessa organizzazione siglerà prossimamente con l’Ente Nazionale per il Microcredito per la realizzazione di programmi di solidarietà, di cooperazione interculturale e di imprenditoria sociale, volti a promuovere l’economia della condivisione sia a beneficio dei migranti in Italia che delle popolazioni nei Paesi in via di sviluppo.

Mi auguro che l’approfondimento che si propone raggiunga l’obiettivo di mostrare che la via per affrontare il dramma dei nostri giorni passi da un programma integrato e complementare di misure che affrontino da un lato le cause della migrazione forzata dai Paesi d’origine e che promuovano dall’altro una vera integrazione sociale, culturale ed economica degli immigrati nei Paesi di destinazione.