E-COMMERCE VOLA OLTRE LA RETE. IN ITALIA VALE 71 MILIARDI DI EURO

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E-COMMERCE VOLA OLTRE LA RETE. IN ITALIA VALE 71 MILIARDI DI EURO

ELISA PANDOLFI

Raddoppiato in 6 anni il volume d’affari del commercio on line, è il primo driver di crescita dell’economia italiana. Per ogni 100 euro investiti nel settore se ne creano altri 148 di indotto.

Numeri da record per l’e-commerce in Italia. Il giro d’affari tocca quota 71 miliardi di euro l’anno. Ad oggi, tra i settori privati, è il primo driver di crescita dell’economia della Penisola. Per ogni 100 euro investiti nel settore se ne generano altri 148 nel resto dell’economia. I dati emergono dal principale studio condotto in Italia sulla rete economica del commercio on line. Un approfondimento realizzato da Netcomm, il Consorzio del Commercio Digitale Italiano, in collaborazione con The European House – Ambrosetti, gruppo professionale attivo sin dal 1965 tra i principali studi di consulenza strategica economica e finanziaria operante in Italia, in Europa e nel mondo. Si tratta dell’aggiornamento dello studio intitolato “Il ruolo e il contributo dell’e-commerce e del digital retail alla crescita dell’Italia” presentato a Roma nei giorni scorsi ad una Tavola Rotonda cui hanno partecipato i più importanti player del settore, oltre a rappresentati delle istituzioni.

EVIDENZE

Lo studio indica come la rete del valore dell’e-commerce e del digital retail si posizioni al primo posto tra le 99 attività economiche italiane del panel per incidenza sul fatturato complessivo del settore privato (al secondo posto il commercio all’ingrosso, al terzo posto la metallurgia). Il valore passa dall’1,2% a 2,1% tra il 2016 e il 2020 sul totale del fatturato complessivo del settore privato. In questi cinque anni il contributo del comparto e-commerce alla crescita del fatturato del totale delle attività economiche italiane del settore privato è salito al 40,6%. Si stima che nel 2021 la crescita di questa filiera sia del +4,4% rispetto al 2020, attestandosi dunque a quasi 71 miliardi di euro di volume d’affari contro i 68 miliardi del 2020. Rispetto al 2016 in cui il settore totalizzava 36 miliardi di euro, la crescita è del +95%. Un mercato dunque che in 6 anni è quasi raddoppiato. Anche dal punto di vista occupazionale, la crescita è significativa. Nel quinquennio 2016-2020 si è passati da 218 mila addetti a 378 mila, con una crescita annua pari al 11,6% (si intendono addetti all’intero comparto, commercio on line e servizi collaterali di supporto quali logistica, pagamenti digitali, servizi informatici etc.). Positivo anche il moltiplicatore economico della filiera dell’e-commerce e del digital retail. Ovvero la capacità che un investimento nel settore e-commerce possa creare un beneficio più generale su tutto il tessuto economico circostante, tra indotto diretto e indiretto. Il moltiplicatore si attesta oggi a un valore di 2,48: questo significa che per ogni 100 euro investiti nella filiera estesa dell’e-commerce e del digital retail in Italia se ne generano ulteriori 148 nel resto dell’economia. Positivo è anche il moltiplicatore in termini occupazionali. Per ogni 100 unità di lavoro generate in modo diretto dalle attività dell’e-commerce e del digital retail, si attivano ulteriori 141 unità di lavoro in attività collaterali, dirette o indirette. A livello geografico, le imprese che lavorano in questa filiera sono ben distribuite sul territorio italiano, ma più della metà del fatturato proviene dal Nord-Ovest (51,1%, con un importante contributo offerto dalla Lombardia). Tra i sotto-settori, emerge il ruolo di traino esercitato dalla logistica, che ha conosciuto una fase di ripresa durante la pandemia, la cui crescita (CAGR) si attesta al +13,7% medio annuo in termini di fatturato.

ANALISI DEI DATI

Approfondendo i dati del quinquennio 2016 2020, va considerato che la rete del valore dell’e-commerce e del digital retail si articola in due macro-aggregati. Da un lato quello specifico delle vendite online (che oltre ai marketplace e retailer totalmente o parzialmente attivi sul canale online il segmento comprende anche piattaforme pubblicitarie, servizi integrati per la presenza web e le attività di customer care), dall’altro quello dei servizi a supporto delle attività di e-commerce, tra cui logistica, packaging e sistemi di pagamento. Il primo segmento, quello delle vendite online, in Italia nel 2020 ha registrato un fatturato di quasi 41 miliardi di euro (CAGR 2016-2020 in crescita del 13,1%). Vi operano 673mila imprese distribuite in tutta Italia, con una lieve prevalenza nel Nord-Ovest (28%) e nel Centro Italia (27%). Come per il comparto complessivo, il 57% del fatturato delle vendite online si concentra nel Nord-Ovest, in particolare in Lombardia. Per quanto riguarda invece il segmento dei servizi a supporto dell’e-commerce e del digital retail in Italia, il 2020 ha fatto segnare un fatturato di 27 miliardi di euro (CAGR 2016-2020 con in crescita del 13,6%). Il segmento è composto da circa 50mila imprese localizzate in tutto il Paese, con una lieve prevalenza nel Mezzogiorno (34%) e nel Nord-Ovest (26%). Circa la metà (43%) del fatturato si concentra nel Nord-Ovest, con la leadership della Lombardia.

GLI EFFETTI

Dalla survey condotta presso le imprese è emerso come la vendita online abbia permesso agli operatori di avere un rapporto diretto con la clientela (per un quarto dei rispondenti attivi nel canale B2B e per il 22% attivo nel canale B2C) e di offrire un’esperienza più completa e soddisfacente (soprattutto in chiave multicanale nel segmento B2C), integrandosi spesso in maniera positiva con la rete di vendita tradizionale. In questo contesto, per 1 operatore su 5 l’ingresso nel canale online ha permesso di ridurre i costi di gestione dell’ordine, mentre solo per una minima parte dei rispondenti (10% nel B2B, 6,4% nel B2C) ha implicato un ridimensionamento della rete fisica retail, a conferma della convivenza e del mutuo supporto tra segmento online e offline. Passando agli investimenti futuri, per le imprese coinvolte nella survey gli ambiti principali su cui si dovrà investire sono di nuovo quelli connessi al mondo della vendita on line. Al primo posto l’investimento nel digital marketing, prima voce sia per il canale B2B (38,5% del panel) sia per il canale B2C (23,9% del panel). Seguono al secondo posto gli investimenti per il miglioramento della user experience, in particolare il sito di e-commerce (23,1% del panel B2B, 22,9% per il B2C). Al terzo posto l’incremento della presenza su marketplace per il B2B (15,4%), mentre per le imprese B2C l’incremento del team dedicato al canale e-commerce (22,2%).

LE PROPOSTE

A margine dello studio, Netcomm e The European House - Ambrosetti hanno formulato delle proposte finalizzate a sostenere lo sviluppo della filiera estesa del commercio elettronico in Italia, individuando 3 ambiti di intervento. Politiche per lo sviluppo dell’“industria del commercio”, upgrade delle competenze e tecnologie digitali e rafforzamento del digital export. Si propone innanzitutto di destinare parte dei fondi del PNRR agli investimenti tecnologici delle imprese dell’industria del commercio, a partire dai 13,4 miliardi di euro previsti dal Piano Nazionale «Transizione 4.0», includendo un esplicito riferimento alle tecnologie immateriali. Per quanto concerne l’upgrade delle competenze e tecnologie digitali, si suggerisce di prevedere finanziamenti destinati alle imprese per la formazione di potenziali risorse da impiegare nel settore dell’e-commerce e del digital retail, a condizione che queste accedano a corsi certificati e che, allo stesso tempo, le imprese si impegnino ad assumere la risorsa al termine di tale programma di formazione. Il ruolo di ente certificatore, nel caso italiano, potrebbe essere assunto proprio da Netcomm. Infine, per quanto riguarda il rafforzamento del digital export, si raccomanda di incoraggiare accordi con i principali marketplace ed e-Tailer internazionali B2C e B2B per la promozione in apposite “vetrine” delle produzioni del “Made in Italy” e di semplificare gli adempimenti doganali, tramite l’adozione di procedure doganali e commerciali semplificate e accelerate.

I COMMENTI

“Alla luce dei risultati di questo studio non possiamo che decretare una volta per tutte la fine della concezione di e-commerce come un semplice ‘trend’. La rete del valore del commercio digitale è molto di più: stiamo parlando di una filiera concreta e tangibile che fa crescere la nostra economia più di tutte le altre 98 attività economiche prese in considerazione e che riguarda 723 mila imprese”. Commenta Roberto Liscia, Presidente di Netcomm, il Consorzio del Commercio Digitale in Italia. “Il commercio digitale e la sua filiera si configurano, e si configureranno sempre di più, come un ecosistema in cui canale tradizionale e digitale coesistono e collaborano in un orizzonte strategico di crescita. Per questo oggi chiediamo ai rappresentanti politici e istituzionali di sostenere lo sviluppo di questa filiera attraverso precisi interventi e investimenti che consentano di colmare il gap di competenze digitali che scontiamo a livello europeo e rafforzare l’export digitale.”

“L’e-commerce e il digital retail rappresentano un fenomeno articolato e in crescita nel nostro Paese, con ramificazioni e interrelazioni cross-settoriali. L’approccio olistico adottato per ricostruire la rete estesa del valore di questo settore consente di mettere in luce il contributo offerto dai diversi settori economici coinvolti a monte e a valle nel percorso di vendita e acquisto online, con un elevato effetto moltiplicatore economico (2,48) e occupazionale (2,41) sul sistema-Paese. L’indagine condotta presso le imprese italiane indica che l’e-commerce è riconosciuto come un canale prioritario per la crescita del business, con investimenti crescenti che verranno indirizzati sul digital marketing e sull’export digitale. Oltre ad essere una grande opportunità per l’internazionalizzazione delle produzioni del Made in Italy, il settore rappresenta un’opportunità anche per la creazione di valore per l’Italia.” – afferma Lorenzo Tavazzi, Partner e Responsabile dell’Area Scenari e Intelligence di The European House – Ambrosetti – “I settori coinvolti nella filiera valgono oggi 71 miliardi di Euro. Non solo. Questo sistema industriale e di servizi ha una elevata capacità di attivazione su tutto il resto dell’economia: per ogni 100 euro generati nella filiera estesa dell’e-commerce e del digital retail in Italia se ne generano ulteriori 148”.

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