VALERIO DE MARTINO

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Mi chiamo Valerio De Martino, sono iscritto all’Ordine dei Commercialisti di Napoli, sono sempre stato Dirigente d’azienda e dal 2014 ho iniziato l’attività professionale separandomi dall’ultima azienda dove ho svolto la funzione di Direttore generale.

Perché il Microcredito? c’è un aspetto fondamentale, le nuove iniziative sono state legate all’avanzamento della tecnologia e alle nuove iniziative commerciali, oltre che iniziative che consentissero di creare nuove start up e quindi anche nuovo lavoro, soprattutto per i giovani è sempre stata una funzione sociale che mi piace condividere e supportare. Il Microcredito mi è sembrata una misura adatta allo scopo, da sei anni sono tutor del Microcredito, questo negli anni mi ha consentito di fare anche delle valutazioni statistiche soprattutto nel mio territorio, in particolare della Campania e della provincia di Napoli, mi ha permesso di analizzare quelle che sono le tendenze, laddove ho visto sia giovani che vogliono iniziare un’attività sulla base di esperienze accumulate precedentemente anche se in forme non ufficiali, sia persone più mature che dopo anni di esperienze, hanno deciso di avviare una propria attività, spesso è stata deliberata con il finanziamento del Microcredito.

Come si svolge il suo lavoro di tutor, quali sono gli step che segue e in che modo aiuta i beneficiari a capire il processo di richiesta di microcredito?

Essendo stato uomo d’azienda seguo da sempre un approccio di tipo gestionale e quindi per prima cosa valuto il business e l’efficacia attuale e futura trattandosi di una start-up. La metodologia adottata comprende l’analisi del business, l’analisi rispetto all’esperienza del proponente, e la sua determinazione e competenza, e il motivo per cui se esiste l’attività richiede il finanziamento. Quindi vado ad analizzare i dati specifici dell’attività, se è una start-up adotto una metodologia tipica delle valutazioni di nuove iniziative, cercando di comprendere quello che è il mercato in cui si va a operare. Se si tratta di un’attività già esistente dialogo anche con i loro consulenti, tipicamente con i commercialisti, per capire se i numeri espressi siano veritieri. Dialogo con la banca specificatamente con BIPER, ritengo sia fondamentale il rapporto con la banca per comprendere l’andamento di alcune situazioni. Il lavoro è diventato selettivo. Dialogo anche e soprattutto con il proponente, spiegando tutti gli iter da seguire, partendo dall’allegato 1 a seguire.

Quali sono i fattori che determinano il successo di un progetto finanziato con il microcredito?

A mio avviso i fattori sono: l’effettiva idea del proponente,cioè quale è l’idea che si appresta a realizzare se si stratta di una start-up. Gli elementi fondamentali sono sicuramente: la competenza, la localizzazione, la differenziazione rispetto a un’eventuale concorrenza. Dopodiché si analizza la marginalità attesa dall’attività ossia prezzi di vendita, quantità e costo del venduto o costo industriale qualora fosse un’attività di tipo industriale, per questi intendo anche la ristorazione, sulla base del food cost che determina la qualità del prodotto e del servizio, rispetto alla concorrenza. Chiedo sempre evidenza degli estratti conto se si tratta di un’attività esistente, e nel caso di una start up chiedo una previsione dei flussi di cassa considerando l’analisi anche del circolante.

Quali sono i successi più significativi che ha visto nel suo lavoro con i beneficiari del microcredito? Qual è l’azienda più interessante che ha seguito come tutor? E quale ha avuto più successo?

Ci sono stati molti casi interessanti, sia nella ristorazione che in altre attività. In particolare c’è uno studio odontoiatrico in provincia di Napoli, che ha acquistato del materiale funzionale all’attività, e che ha avuto molto successo. L’altro è un centro estetico che ha acquistato dei macchinari utili all’attività. Ho seguito 30-35 casi circa, e di questi, posso dire che 10 hanno avuto molto successo.

Quali sono le sfide, invece, da affrontare quando si lavora con beneficiari di diverse culture e differenti background?

Le sfide sono legate soprattutto all’organizzazione perché spesso, ho incontrato persone che avevano avuto esperienza in micro realtà piuttosto disorganizzate, ad esempio per quanto riguarda tematiche come la sicurezza sul lavoro, o sulla gestione contabile.

Le sfide diciamo sono state prevalentemente di tipo culturale,però una volta comprese certe regole, è stato più semplice aiutarli.

3 parole per definire il tutor?

Ascoltatore, ampie vedute e fiducia nel proponente che ritengo sia fondamentale.

Per questo ritengo sia importante incontrare il proponente, perché guardare negli occhi una persona mentre ti racconta ti fa percepire anche l’aspetto emotivo che spesso fa la differenza.

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