AGOSTINO FEDELE

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Sono Agostino Fedele e sono un dottore commercialista. Da circa dieci anni mi occupo di nuove iniziative di imprese sia da un punto di vista di formazione all’autoimpresa che di progettazione. Nel 2017 sono venuto a conoscenza dell’Ente Nazionale per il Microcredito che dava la possibilità di seguire un corso per diventare tutor. Un paio d’anni fa poi c’è stata la possibilità di iscriversi all’albo dei tutor. Il microcredito è un’opportunità di accesso al credito importante soprattutto per chi non ha un background imprenditoriale e non ha i requisiti necessari per accedere al credito tradizionale.

Quali sono gli step che segue per aiutare i beneficiari?

Nella mia quotidianità ho un punto informativo, uno sportello, condiviso con professionisti di altri settori, in cui mi occupo di ascoltare e orientare le richieste imprenditoriali che ci pervengono. Nell’ambito del microcredito nel momento in cui il progetto d’impresa è affine con quelle che sono le linee di finanziamento date dal microcredito si segue l’iter classico di richiesta e successivamente di erogazione.

Quali sono i fattori che determinano il successo di un progetto finanziato con il microcredito?

Attualmente credo che il covid sia stato uno spartiacque importante in diversi settori. Nell’ambito imprenditoriale oggi è molto evidente che per fare un buon lavoro sia necessario avere delle competenze; se prima poteva sembrare un aspetto latente, oggi risulta essere fondamentale.

Quali sono i successi più significativi che ha visto nel suo lavoro?

Ad oggi ho seguito diverse operazioni di microcredito, la cosa che mi piace evidenziare almeno nel mio percorso è la bassa percentuale di default. L’attività di tutoring iniziale è fondamentale per evitare eccessivi fallimenti di progetti.

Ci sono alcune aziende che le sono risultate più interessanti o hanno riscosso maggior successo?

C’è stato un caso che reputo degno di nota per diversi fattori. I soggetti richiedenti erano extracomunitari che avevano seguito il corso FASI. Dopo il corso hanno aperto una kebaberia e tra poco, dopo tre anni di attività, lanceranno il proprio brand, una forma di franchising embrionale. Per me questo è un esempio di integrazione e di sostenibilità del progetto.

Quali sono le sfide che deve affrontare come tutor, in particolare quando si relaziona con persone provenienti da background differenti?

Sicuramente la diffusione dello strumento. Nel mio territorio dal punto di vista bancario e formativo non c’è grande diffusione. I tutor dovrebbero secondo me creare una maggiore sinergia con gli sportelli territoriali del microcredito e creare eventi informativi e formativi. Nel mio ambito professionale seguo molti percorsi di formazione che si pongono come primo step prima di passare alla fase di apertura dell’attività. La considero una sorta di alfabetizzazione imprenditoriale necessaria.

3 parole per definire il tutor

Etica, soggettività, continua formazione sia pratica sia orientativa.

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