L'indagine ocse pisa e il rapporto dei giovani con il denaro

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TIZIANA LANG Ricercatrice ANPAL, esperta politiche del lavoro

The OECD-PISA survey and youth relation with money. The OECD-PISA survey tests the knowledge and skills of students through a metric internationally agreed upon; linking that with data from students, teachers, schools and systems to understand performance differences. The final aim is to help schools and policy makers shift from looking upwards within the bureaucracy towards looking outwards to the next teacher, school, country. The PISA 2018 assessment of financial literacy amongst 15-year-old students is the third performed by OECD. It evaluates financial knowledges and skills of students in the 20 participating countries to measure their ability to make financial decisions and plans for their future. indagine ocsE pisa, educazione finanziaria, competenze finanziarie, giovani, gestione del denaro. Sommario 1. L’indagine OCSE PISA 2018 2. Il rapporto dei giovani con il denaro 1. l’indagine ocsE pisa 2018 L’OCSE ha recentemente rilasciato il quarto volume tratto dall’Indagine PISA 2018, il programma internazionale di valutazione degli apprendimenti degli studenti, dal titolo “Are Students Smart about Money?”1 dedicato al rapporto con il denaro degli adolescenti di venti Paesi, di cui tredici membri dell’OCSE e sette paesi partner. L’indagine PISA, come noto, esamina il livello di competenza degli studenti nella lettura, nella matematica e nelle scienze e, soprattutto, come mettono in pratica queste competenze. L’indagine fornisce, ad oggi, la valutazione internazionale più completa e rigorosa dei risultati dell’apprendimento degli studenti. I risultati di PISA indicano la qualità e l’equità dei risultati conseguiti nei Paesi che partecipano all’indagine e consentono a educatori e decisori politici di apprendere dalle politiche e dai programmi attuati negli altri paesi. Tra le principali evidenze, il fatto che circa un quarto degli studenti che hanno preso parte alla valutazione facoltativa sull’alfabetizzazione finanziaria non sono in grado di prendere decisioni, anche semplici, in merito all’uso quotidiano del denaro. Obiettivo della valutazione è di migliorare il benessere finanziario del singolo e dell’intera società, nonché consentire la partecipazione alla vita economica di ogni persona. 2. il rapporto dei giovani con il denaro L’esercizio PISA 2018 ha rilevato i vari aspetti della vita degli studenti in relazione al rapporto con le risorse finanziarie, in particolare, sono stati sondati i loro comportamenti e atteggiamenti nei confronti del denaro nonché ed esaminate le attività finanziarie digitali degli stessi. I vari ambiti della valutazione hanno toccato temi quali: la gestione di conti bancari e delle carte di debito, la comprensione dei tassi di interesse su un prestito, la scelta tra una varietà di piani di telefonia mobile. Al test hanno preso parte circa 117.000 studenti per far valutare le proprie conoscenze e capacità in materia di denaro e gestione delle finanze personali. Solo uno studente su dieci ha dimostrato di possedere livelli massimi di alfabetizzazione finanziaria, tali da consentirgli di prendere decisioni finanziarie consapevoli, in ambiti che saranno rilevanti anche nel proprio futuro. Uno studente su sette non è in stato in grado di comprendere domande di natura finanziaria. I più performanti sono stati i giovani estoni che hanno ottenuto il punteggio medio più alto, seguiti dai finlandesi, canadesi, polacchi e australiani. Uno degli ambiti investigati dal test attiene la performance dal punto di vista del genere. Pur non essendo stato evidenziato un gap di genere particolarmente significativo (2 p.p.), sono state individuate alcune differenze nei comportamenti di maschi e femmine verso il denaro e le finanze, nonché nell’atteggiamento di genere rispetto alla gestione del denaro, che possono essere messi in relazione anche al livello di competenza matematica dei singoli. In particolare, nelle ragazze è stata riscontrata una notevole propensione alla materia della finanza e dei prodotti finanziari. Si tratta tuttavia di prime evidenze, su cui l’OCSE si riserva di condurre ulteriori approfondimenti. L’indagine ha rilevato, inoltre, come i livelli di benessere incidano sui risultati in termini di alfabetizzazione finanziaria; a un elevato benessere socioeconomico corrisponde, infatti, una maggiore capacità finanziaria. Gli adolescenti che sono stati valutati hanno anche dimostrato di aver già avuto esperienze in tema di finanze. Il 54% possiede un conto corrente (in banca, posta, società finanziarie, credit union). Ma solo uno su tre sa interpretare e valutare un estratto conto. Il 73% aveva già fatto acquisti online (da solo o con un familiare) nei dodici mesi precedenti la valutazione; di questi, il 39% tramite cellulare. Entrambi questi parametri sono stati associati a migliori prestazioni nella valutazione complessiva. Da segnalare, inoltre, che il 69% degli studenti abbia dichiarato di effettuare comparazioni sui prezzi di un determinato articolo sul mercato online e nei negozi fisici. Altro aspetto positivo, che a più della metà degli intervistati (52%) piaccia discutere di questioni che riguardano il denaro. La situazione in ambito finanziario, alla luce della crisi da Covid19, è caratterizzata, da un lato, da una progressiva riduzione dei sistemi di sostegno pubblico e privato alle persone (pensioni, salute, etc.) e, dall’altro lato, dall’estrema raffinatezza e tipologia dei servizi finanziari, fondamentali per le scelte delle generazioni più giovani, che devono imparare a prendere decisioni finanziarie nella vita di tutti i giorni nella consapevolezza che avranno ricadute durature. La resilienza finanziaria dei singoli caratterizzerà la ripresa. Per proteggere il proprio livello di benessere, sarà cruciale la capacità di prendere decisioni sulle proprie finanze in tempi anche molto brevi. Appare necessario a tal fine migliorare i livelli complessivi di alfabetizzazione finanziaria, partendo dai più giovani e dai soggetti più vulnerabili. Infine, un elemento non secondario per la “resilienza finanziaria” del singolo è la comprensione della differenza tra rischio e premio, quindi, tra concetti finanziari e matematici. Con riferimento a ciò, gli studenti italiani hanno dimostrato in generale buone competenze matematiche, ma non finanziarie; compromettendo in sostanza l’esito della valutazione complessiva. Ne consegue, che la scuola non può essere l’unica istituzione responsabile dell’alfabetizzazione degli adolescenti; tuttavia, può essere il luogo dove più soggetti contribuiscono a creare competenze finanziarie. C’è dunque ancora ampio spazio per le attività del Comitato italiano per la pianificazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria2 , che dovranno essere mirate anche al miglioramento dei risultati della prossima indagine PISA nel 2021-2022.

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