40mila opportunità e oltre. L’importanza dei fondi per l’impresa

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Mario Baccini

Presidente ENM

Il microcredito è sempre stato una risorsa, sin dagli esordi: uno strumento che ha consentito di avviare attività d’impresa e generare opportunità. Fino ad ora il limite contenuto del finanziamento erogabile ha permesso sostanzialmente la creazione di micro e piccole attività che in Italia hanno generato un effetto leva occupazionale di circa 38mila unità impiegate grazie ai finanziamenti erogati. Da gennaio 2021 questi numeri potrebbero aumentare in modo esponenziale grazie all’aumento a 40mila euro del credito finanziabile, che può addirittura arrivare a 50mila euro nei casi previsti dopo i primi sei mesi di ammortamento, un ammontare doppio rispetto a quanto possibile finora. Quello che prevediamo in base a questo aumento sarà sicuramente l’allargamento della platea di beneficiari e delle categorie merceologiche che potranno svilupparsi, così come la possibilità per giovani e professionisti di avviare aziende di natura innovativa e digitale strutturate in modo complesso. Lo Stato, grazie alla garanzia del Fondo per le PMI della sezione Microcredito, si fa così garante di un nuovo sviluppo rigenerando nel progetto microfinanzario una fiducia nell’auto impresa. La mano pubblica interviene laddove la mano privata non può intervenire e parlo del sistema bancario perché la non bancabilità è un problema che ha dei risvolti anche sociali soprattutto in questo momento di crisi internazionale. L’Ente Nazionale per il Microcredito è una delle poche istituzioni pubbliche operative che in questo momento storico può fare la differenza per evitare che le aziende chiudano, che ci sia una mortalità oltre quella consentita dal mercato. Nelle nostre progettualità microfinanziarie si riscontrano in modo tangibile i criteri guida dell’economia sociale di mercato in alternativa all’automatismo del mercato che ha come unico obiettivo il profitto. Il nostro obiettivo è la soddisfazione dei bisogni della persona, che passano attraverso l’indipendenza economica e il superamento delle esclusioni finanziarie e sociali dei soggetti più deboli, per questo chiediamo alla burocrazia di non strozzare il Paese, mettendo a disposizione dell’Ente tutti quegli strumenti che le leggi consentono di attuare per sostenere politiche di rilancio economiche, imprese e famiglie. Il nostro prossimo obiettivo è quello di realizzare un fondo di garanzia che sostenga il microcredito sociale come strumento di superamento delle difficoltà momentanee dell’individuo, del nucleo familiare e anche come contrasto dell’usura. Mai come in questo periodo storico in cui le aziende sono in difficoltà e le famiglie hanno necessità di sussistenza si deve creare uno strumento che funga da rete di protezione sociale ma che, allo stesso tempo, non sia l’ennesima elargizione a fondo perduto che non responsabilizzi il cittadino. Attraverso la restituzione dell’impegno economico del microcredito sociale si instaura un rapporto fiduciario con il cittadino che non può accedere alle ordinarie linee di credito e che utilizza gli strumenti per superare una fase momentanea di difficoltà economica nel pieno rispetto della libertà individuale e senza dover ricorrere a espedienti o prestiti di natura non ufficiale che spingerebbero nel baratro dell’usura e della criminalità soggetti già marginalizzati. Altro obiettivo fondamentale per il raggiungimento di una parte degli obiettivi del millennio fissati nell’agenda 2030 che vedono nella sostenibilità degli strumenti microfinanziari una risorsa irrinunciabile è l’attuazione di programmi rivolti al women empowerment. L’Ente, da sempre impegnato nel sostegno dell’autoimpresa al femminile, da quest’anno, anche con la sottoscrizione dell’accordo con il Ministero per le Pari Opportunità e con l’insediamento della commissione interna, guidata dall’avvocato Alessandra Necci, propone programmi specifici per l’aiuto alle vittime di violenza attraverso il microcredito e programmi di sostegno dell’imprenditorialità in rosa. Tanto è stato fatto in questi anni e gli obiettivi sono ambiziosi per questo motivo è necessario che si mettano in campo tutte le risorse possibili per sostenere i risultati e raggiungere nuovi traguardi. A questo proposito, grazie ai fondi europei stanziati per i giovani Neet (soggetti fino a 29 anni che non studiano né lavorano ndr), siamo riusciti a formare moltissimi giovani nella cultura d’impresa. Con il progetto Yes I Start Up, in particolare, dal 2018 a oggi sono stati supportati oltre 2400 Neet; formati e seguiti fino alla creazione del proprio business plan, con il supporto degli agenti territoriali coinvolti nel progetto di accompagnamento alla misura SELFIEmployment (per la realizzazione di una azienda) che ha curato le azioni di informazione, comunicazione e coinvolgimento a livello territoriale dei Neet attraverso la rete degli sportelli microcredito; da questi progetti sono nate circa 750 nuove attività. I fondi europei, dunque, sono una risorsa indiscutibilmente utile e per questo siamo convinti che anche il piano di Recovery Fund che il governo sta approntando sarà utile alla ripresa economica del Paese e allo sviluppo di nuove linee di finanziamento, magari con l’impiego dell’espertise dell’Ente e gli strumenti microfinanziari che potranno essere utilizzati per ampliare la platea di beneficiari e nuove imprese, anche attraverso la digital trasformation e l’implementazione di nuove tecnologie per lo sviluppo delle aziende.

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