L’anno che verrà, l’anno che già è

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L’anno che verrà, l’anno che già è

Emma Evangelista - Direttore Microfinanza

Il 2023 sarà un anno di preparazione e prospettiva: l’anno della rinascita dopo il periodo post pandemico, l’anno in cui è necessario rimboccarsi le maniche per progettare un nuovo futuro, una ripresa economica importante, un nuovo avvio; segnato sicuramente da una riconversione quasi totale al digitale. L’austerity che ha segnato l’ultimo biennio, causata dai conflitti internazionali e da una nuova visione del mondo globalizzato che, a fatica, ha saputo rispondere ad un’emergenza sanitaria globale che ha coinvolto in modo importante le economie internazionali, segnerà anche questo 2023. Ciò che potrà far la dfferenza tra una crisi destabilizzante e profonda e la possibilità di riscatto economico sarà la capacità di resilienza, di programmazione e progettazione affidate al singolo con un’attenzione particolare a quelle che sono le peculiarità del soggetto che si approccia al mondo economico e finanziario in un quadro non semplice che fa riferimento, per la sopravvivenza di un progetto, alle capacità multidimensionali del nuovo imprenditore. Di primaria importanza, dunque, le attività legate allo sviluppo delle capacità tecnologiche di un’impresa, delle possibilità della stessa di aprirsi a nuovi mercati attraverso l’uso di strumenti di e-commerce che garantiscano la capacità di penetrazione e l’espansione nel Villaggio Globale. Fondamentali restano la capacità di rileggere e mettere a sistema una produttività legate al turismo a alle caratteristiche di biodiversità che il territorio offre, insieme ad un artigianato di qualità. Per poter fare la differenza nel mercato ed essere competitivi la qualità del prodotto promosso è di primaria importanza nella piccola e media impresa del nuovo made in Italy, che deve oggi differenziarsi per poter riemergere e poter, come nel secondo dopoguerra, rinvigorire quel tessuto economico di imprese territoriali che ha contribuito a essere il volano dell’economia del nostro Paese. Le capacità tutte italiane di sviluppo, innovazione, ricerca, che diventano made in Italy e impresa solida nel mondo, sono affidate alla capacità propria dell’imprenditore del futuro che capisce, da un lato, come reinventare sé stesso e la propria attività in un ambiente tecnologico e digitale, con un occhio attento alla cybersecurity e alla privacy, e dall’altro è in grado di sostenere la capacità di sviluppare imprese che sappiano valorizzare al meglio quelle che sono le caratteristiche del genio italico, dell’artigianato, del design e della cura dell’attività; rimanendo legati al proprio territorio d’origine. In questi ultimi anni si parla molto di turismo delle radici, ad esempio, perché tornare a valorizzare ciò che ci ha sempre caratterizzati è una delle possibilità per innovare e ricostruire. Il nostro Paese, per fortuna, con la sua diversità di usi, costumi, territorio è una miniera per lo sviluppo della nuova impresa, che diventa cassa di risonanza e vetrina di una Nazione attraverso la sua impresa e ciò che produce. La dematerializzazione dei servizi attraverso il digitale è fondamentale a questo scopo per una massimizzazione dei profitti e una semplificazione burocratica per chi promuove e chi fruisce. Utilizzare i nuovi strumenti per investire e progettare è sicuramente fondamentale e, a questo scopo, è utile, quanto necessaria, una educazione finanziaria e tecnologica di base che sappia supportare quelle che sono le necessità di un’azienda proiettata nel nuovo millennio. Che anno sarà il 2023? A livello economico non sarà facile, ma è l’anno che già si delinea come chiave di volta, ossia un anno di necessario cambiamento, di rigidità economica quanto di programmazione e progettazione per una rinascita dell’intero Sistema Paese. Il 2023 sarà l’anno da cui l’individuo, l’imprenditore il giovane che vogliono investire su di un progetto devono ripartire da un’idea vincente, innovativa, “folle” come la intendeva Steve Jobs, ma anche pienamente realizzabile attraverso il sostegno economico messo a disposizione dallo Stato e dall’Europa. Il 2023 è l’anno della progettazione per poter poi aprirsi alle opportunità che l’anno giubilare 2025 potrà offrire.

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