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Luca Raffaele Direttore generale di next nuova economia per tutti e presidente next social commerce

1. introduzione

Abbiamo bisogno di ripensare il modo in cui viene concepita l’innovazione in Italia. Passare dalla mera innovazione tecnologica ad un processo di medio lungo termine capace di connettere anche gli aspetti economici, sociali e ambientali. Per rispondere a queste esigenze, NeXt Nuova Economia per Tutti ha realizzato il percorso “Prepararsi al futuro” che ha l’obiettivo di promuovere un nuovo tipo di Responsabilità Sociale Territoriale, attraverso un modello “bottom up”, ossia sensibilizzando i cittadini – a cominciare dai più giovani - ad “agire” consapevolmente, individualmente e come comunità, al fine di orientare con le proprie scelte e azioni le aziende e le istituzioni ad adottare “sistemi sostenibili”, ossia strategie atte a creare valore sociale e ambientale nel territorio. I giovani, che hanno la responsabilità e la speranza di costruirsi un futuro “migliore”, possono quindi essere individuati come i promotori del cambiamento se aiutati in una riflessione approfondita sui termini e sui vantaggi della sostenibilità, diffondendo il loro entusiasmo e la loro visione alle altre generazioni. Gli obiettivi specifici del progetto sono: 1 Sensibilizzare i giovani e gli studenti ad essere parte attiva del loro futuro facilitando il confronto, sui temi della sostenibilità, tra le persone, le istituzioni pubbliche e private, le imprese locali e le organizzazioni del Terzo Settore per far emergere bisogni e proposte per il territorio. 2 Fornire degli strumenti di progettazione sociale per delineare un modello di Responsabilità Sociale Territoriale, che tenga conto delle specifiche esigenze del territorio e delle ricadute ambientali e sociali delle azioni messe in atto. 3 Formare le figure di “promotori etici locali”: giovani che potranno affiancare le organizzazioni presenti nel territorio o decidere di costituirne di nuove, comunicando un punto di vista nuovo della “sostenibilità”. 4 Creare e consolidare reti territoriali per connettere e valorizzare il lavoro svolto dalle organizzazioni sulla responsabilità sociale. 5 Contribuire a mappare il territorio individuando le buone pratiche avviate dalle imprese virtuose nel campo sociale e ambientale che fungono da modello di riferimento per quelle meno responsabili.

2. fare rete con il territorio a partire da istituti superiori e università

L’esigenza di “fare rete” è viva ed attuale: aiuta le istituzioni a capire quali scelte e quali progetti sia opportuno sostenere, i giovani ad inserirsi in un confronto e trovare nuove opportunità professionali, le imprese ad allargare la propria conoscenza e le proprie opportunità, che possono nascere proprio da strategie aziendali sostenibili. Così dicendo risulta fondamentale la collaborazione tra tutti i soggetti – istituti scolastici superiori, e tecnico-professionali, università, imprese e organizzazioni locali – in una logica di economia collaborativa. In tale ottica, il progetto si integra con i programmi sia liceali che universitari sui temi trattati, non solo per la vicinanza dei contenuti, ma anche per l’aspetto laboratoriale e di formazione partecipata, che consente agli studenti di confrontarsi con organizzazioni sociali ed economiche all’esterno del proprio perimetro, di confrontare cognizioni e convinzioni in modo qualificato e di sviluppare creativamente idee sorrette dalle competenze e dai principi ispiratori del progetto.

3. strumenti di intervento

NeXt,insieme alla sua compagine associativa ha messo in campo diversi tipi di strumenti sia per rafforzare le competenze di giovani e studenti sull’autoimprenditorialità in chiave sostenibile, sia per supportare la nascita di nuove imprese. Per evitare il rischio di frammentazione e parcellizzazione delle idee progettuali, è stato elaborato lo strumento di un Canvas NeXt, un business model rivolto a tutti gli startupper che vogliono sviluppare un’idea imprenditoriale ancorata ai principi della Nuova Economia. Il Canvas NeXt rappresenta un business model che sintetizza graficamente come l’idea proposta (la futura startup di Economia Civile) sia in grado di creare valore economico, sociale e ambientale rispondendo agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, tenendo conto delle “reti” da attivare nel territorio, le risorse e le attività necessarie per avviarla, i segmenti di clienti ed early adopters a cui rivolgersi, i suoi aspetti economici finanziari e la sua sostenibilità. I riferimenti da cui il Canvas NeXt prende spunto sono: - il modello delle S.I.A.V.S (Startup Innovative a Vocazione Sociale), per il suo contenuto ad alta innovazione sociale espresso da questa particolare tipologia di Startup, che per sua natura si coniuga con i principi della Nuova Economia. - i modelli Lean Canvas e Design Thinking, in quanto rappresentano il riferimento metodologico ed empirico con i quali NeXt intende strutturare il suo Canvas, con particolare riferimento al processo dell’Apprendimento Convalidato, un ciclo iterativo di feedback che prevede tre momenti consequenziali nella crescita di una startup: creazione, misurazione e apprendimento. - la responsabilità sociale del territorio, intesa come la riscoperta del ruolo chiave che una pluralità di istituzioni, ivi inclusi i cittadini, possono recitare attivamente all’interno del loro contesto di riferimento perseguendo, tramite la costruzione di un’efficiente rete territoriale, obiettivi di bene comune. Il processo del Canvas NeXt Il Canvas NeXt è un business model che fa sintesi, anche graficamente, dei processi atti a coniugare gli aspetti di sostenibilità economica, sociale e ambientale necessari per una startup che voglia rispondere con un’adeguata costruzione dell’offerta di prodotti e/o servizi ai bisogni del territorio. Il punto di partenza è, inevitabilmente, l’analisi del territorio. Un’analisi orientata a rilevare le criticità in termini di benessere multidimensionale, finalizzata a individuare la domanda, più o meno nascosta, di benessere alla quale l’idea imprenditoriale dovrebbe rispondere. Data questa impostazione, il framework BES entra nel Canvas NeXt come quadro di riferimento per l’emersione e la conseguente identificazione del business della startup. Tuttavia, dato che il fine non giustifica i mezzi, o, per meglio dire, un prodotto/servizio che voglia realmente rispondere ai bisogni di benessere multidimensionale del territorio non può essere realizzato tramite un’attività produttiva che si svolge in contrasto con i principi di uno sviluppo che sia equo e sostenibile, il Canvas NeXt introduce come metriche chiave per la costruzione dei processi produttivi della costituenda startup gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Inoltre, per rendere operativi e vivi all’interno del business i principi della Nuova Economia, l’intero Canvas NeXt si muove sui binari della responsabilità sociale del territorio, tramite sistemi di partecipazione diffusa e il rafforzamento delle “reti” da attivare nel territorio di origine, sia in riferimento al reperimento delle risorse multidimensionali e delle attività necessarie per avviare la Startup, sia per la definizione dei segmenti di clientela “early adopters” a cui rivolgersi per primi. Sulla base di queste premesse, il Canvas NeXt affonda le sue radici nei tradizionali canvas utilizzati per sviluppare le S.I.A.V.S (Startup di innovazione a vocazione sociale) per evolversi tramite un percorso empirico caratterizzato dagli elementi tipici del Lean Canvas e del Design Thinking. L’utilizzo del framework BES all’interno di un business model, come accennato in precedenza, costituisce un importante elemento innovativo del Canvas NeXt rispetto ai tradizionali Canvas S.I.A.V.S e a quelli di stampo Lean, i quali basano l’iter di costruzione dell’idea su un’offerta di valore che non tiene conto della domanda di benessere multidimensionale e che, la maggior parte delle volte, risulta avulsa rispetto al contesto di riferimento. NeXt, grazie ad anni di lavoro con e nelle comunità locali, ha intuito l’importanza di collegare l’idea imprenditoriale ad un sistema codificato di misurazione del benessere equo e sostenibile, facilitando, di fatto, la capacità della nascente start-up di rispondere, anche attraverso l’utilizzo degli indicatori del BES, alle criticità presenti nel contesto locale di riferimento. In altri termini, il Canvas NeXt permette di individuare ex-ante l’impatto generativo che la costituenda realtà imprenditoriale intende apportare con la sua azione produttiva.

HUB NEXT

Sulla base delle esigenze di startup, imprese e istituti bancari è nata la piattaforma di pre-incubazione NeXt Hub che ha l’obiettivo di creare un ecosistema di innovazione in grado di offrire un servizio di accompagnamento più strutturato per le startup. Il bisogno al quale si vuole rispondere è quello della scarsa programmazione e della mancanza di business model sostenibile risultano tra le principali cause di fallimento (tra il 75-90%) di molte start-up. Per questo motivo, nella fase di pre-incubazione viene fornito il supporto necessario per individuare i punti di forza di un progetto sui quali costruire un modello di business efficace. Fra i servizi solitamente offerti, si trovano: servizi di identificazione di opportunità imprenditoriali, supporto allo sviluppo imprenditoriale, consulenza nella ricerca di fonti finanziarie, studi e ricerche di mercato e prototipazione del prodotto/servizio. Il percorso prevede 6 incontri di formazione personalizzata (via web o de visu) dalla durata di 2 ore ciascuno, due volte al mese per tre mesi continuativi dall’inizio del corso. Agli incontri di formazione seguirà la possibilità di scaricare materiale formativo online grazie al quale ciascun team di lavoro potrà lavorare comodamente a distanza e rivedere i contenuti. La metodologia utilizzata nel percorso è quella della Lean Innovation orientata alla riduzione degli sprechi in termini di energie, risorse economiche e tempi di realizzazione, per proporre soluzioni mirate ed efficaci in risposta a un’evoluzione rapida del mercato di riferimento e in linea con i bisogni specifici e reali del proprio target. La metodologia si presenta come un sistema ciclico a crescita continua composto da 3 fasi principali che dovranno essere validate con regolarità dal team di lavoro durante il periodo di accompagnamento: - Creazione: in questa fase si lavorerà alla creazione di un minimo prodotto/servizio fattibile per testare l’utilità percepita; - Misurazione: durante la fase di testing verranno predisposti indicatori chiave ad hoc per tener conto dei primi feedback sul prodotto/servizio proposto; - Apprendimento: terminata la fase di testing verranno elaborati e analizzati i feedback per apportare le modifiche di miglioramento al prodotto/servizio. Esistono diverse opportunità per chi vuole fare impresa ma, oltre agli strumenti di innovazione multidimensionali da utilizzare per la creazione di progetti sostenibili, bisogna lavorare per creare ecosistemi di innovazione dove startup, imprese, università e istituti di credito sono coinvolti attivamente nella costruzione di una Rete solida e duratura

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