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Anna Piccinni Analista delle politiche, Direttorato per la Governance Pubblica, OCSE

Nel 2015 i governi membri dell Nazioni Unite hanno adottato l’Agenda internazionale in materia di sviluppo sostenibile (Agenda 2030) impegnandosi a raggiungere 17 obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals - SDGs) prima del 2030 in materia di ambiente, inclusione economica e sociale. L’agenda ha un carattere rivoluzionario, non solo perché per la prima volta tutti i Paesi si accordano a misurarsi sugli stessi obiettivi ma anche perché oltrepassa lo sviluppo sociale dei precedenti Obiettivi del Millennio allargandosi verso obiettivi economici e ambientali. Riconoscendo che queste tre sfere dello sviluppo non possano che essere allineate, l’Agenda invita i governi a indagare come interagiscono, approfondendo le affinità e risolvendo le contraddizioni. Il concetto di coerenza dell politiche viene menzionato nell’Agenda 2030 (target 17.14) proprio come mezzo di implementazione a cui i Paesi devono ricorrere, tanto quanto il finanziamento e il monitoraggio, per il raggiungimento degli obiettivi. Per coerenza delle politiche pubbliche per lo sviluppo sostenibile (Policy Coherence for Sustainable Development- PCSD) si indica la capacità dei governi a perseguire un obiettivo di politica pubblica prendendo in conto quali siano le conseguenze sugli altri obiettivi, sulle generazioni a venire e sulle possibilità di sviluppo degli altri Paesi, soprattutto quelli con redditi meno elevati. Vari studi si sono interessati a tracciare le connessioni tra l’impatto che l’avanzamento su ognuno degli obiettivi ha sugli altri 16 dell’agenda. Ad esempio per identificare quali sono i costi che investire in una economia che riduca le emissioni fossili (Target 13.2) può avere in termini di occupazione e inclusione sociale (SDG 8.5 e 10.1) v. immagine 1. Per rispondere con agilità a questo nuovo modello di formulazione delle politiche e mettere al centro della decisione le risorse disponibili e i bisogni degli individui sul lungo periodo, sono state necessarie numerose innovazioni di governance. Alcuni Paesi non iniziavano da zero nel 2015. Gia da anni cercavano di aumentare la coerenza tra le politiche nazionali e quelle per la cooperazione allo sviluppo (Policy Coherence for Development -PCD). Documentando queste innovazioni attraverso i suoi Paesi membri, l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) ha sviluppato un nuovo quadro analitico (the PCSD Framework) (Immagine 2) che è stato approvato dai suoi membri nel Dicembre 2019. Alcuni meccanismi istituzionali sono stati identificati nel PCSD per raggiungere la coerenza come la nomina di un’autoritá per lo sviluppo sostenibile che oltre a coordinare come i diversi settori del governano implementino l’AGENDA 2030, possa avere il mandato di arbitrare in caso due politiche abbiano effetti contrastanti sugli SDGs. Inoltre il Framework introduce molte innovazioni in materia di budgeting.

Molti Paesi (Messico, Finlandia, Islanda, etc) ora ‘taggano’ la loro spesa pubblica secondo il contributo che apporta ad ognuno degli SDGs. Altri Paesi, come Malta prendono in conto prima di inserire una nuova misura nel budget a quali SDGs, identificati come prioritari nella strategia nazionale, la misura contribuirà. Queste innovazioni permettono di misurare l’impatto della spesa pubblica sullo sviluppo sostenibile ed eventualmente ricalibrarlo. Altre innovazioni permettono un uso strategico degli appalti pubblici, introducendo dei criteri di sostenibilità che permettono di spostare la spesa verso beni e servizi prodotti nel rispetto dei principi di equità sociale, dell’ambiente e dello sviluppo economico. Le innovazioni che aumentano la coerenza delle politiche attraverso i sistemi di monitoraggio e di misurazione sono numerose. Il framework PCSD incentiva a misurare in modo combinato, ex-ante e durante l’implementazione, l’impatto delle politiche prendendo in conto gli aspetti ambientali, sul inclusione sociale ed economica. Una matrice di analisi dell’impatto della sostenibilità delle politiche è gia stata sviluppata in Olanda (SDGs check), in Lussemburgo (Sustainability Check) in Germania (Sustainability Impact Assessment - SIA) come in Lettonia e Irlanda per citarne solo alcune. L’essenziale è assicurare che questi strumenti trovino il loro posto nel ciclo delle politiche pubbliche e influenzino la decisione del Parlamento, dei Ministeri e delle finanze. L’Italia è tra i Paesi all’avanguardia nel riconoscere l’importanza di non prendere in considerazione solo il PIL ma altri indicatori del benessere per influenzare la spesa pubblica1 . Dal 2013 l’Istat produce un rapporto su 132 indicatori di Benessere Equo e Sostenibile (BES) sia a livello nazionale che locale2. 12 di questi indicatori sono stati inseriti dal 20183 nel documento annuale di Economia e Finanza (DEF) e in un rapporto al Parlamento restituendo un immagine piu olistica della realtà italiana e contribuendo e delle decisioni politiche piu informate. Uno degli altri meccanismi per la coerenza per i quali l’Italia è citata ad esempio è l’innovazione nel creare piattaforme di dialogo e di incentivi attraverso livelli di governo e con la società civile in vista dell’implementazione dell’Agenda 2030. Pilotati dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM) dal 2018, i tavoli di confronto con le regioni, le provincie autonome e le città metropolitane riconoscono il ruolo pivotale nel far muovere l’agenda attraverso le politiche locali che implementano piu del 40% della spesa pubblica nei Paesi OCSE. Questi tavoli non solo supportano la declinazione locale della Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile (SNSvS) ma incentivano un confronto sugli indicatori affinché l’abbondanza di dati raccolti a livello locale vengano ‘incastonati’ nella matrice di indicatori per lo sviluppo sostenibile che il MATTM articola con altre istituzioni nazionali. Il Forum sulla Strategia di sviluppo sostenibile offre alla società civile un’opportunità di dialogo con le istituzioni centrali e di sviluppare delle proposte attraverso dei tavoli di lavoro tematici. Dal 2020 l’OCSE, con il supporto della Commissione Europea, lavorerà con il MATTM nell’implementare un approccio piu efficace e coerente allo Sviluppo Sostenibile che passi per innovazioni attraverso i processi decisionali, la valutazione e il rafforzamento del dialogo pluri-attori nella formulazione e la valutazione delle politiche pubbliche attraverso tutti i livelli di governo. L’esperienza vissuta dei governi durante e postCOVID ha ulteriormente accentuato la necessità di abbandonare una visione settoriale degli obiettivi pubblici: le decisioni di salute pubblica hanno un impatto immediato sul lavoro, i trasporti, le imprese, la scuola e infiniti altri ambiti. I decisori hanno dovuto coordinare le loro risposte, prendendo in conto gli impatti negativi che agire in un ambito implicava per gli altri e in dialogo con i territori. Questa consapevolezza dovrebbe ispirare i programmi di ricostruzione per i quali i governi possono beneficiare di aiuti e di flessibilità di bilancio eccezionali. Sarà essenziale trovare coerenza tra gli obiettivi e la loro sostenibilità per le generazioni future. Ancora piu chiaro dopo questa crisi è che tutti i Paesi sono vulnerabili ai rischi globali. I rischi che accadono al di la dei nostri confini non possono essere evitati ma possono essere limitati da misure di prevenzione e di sviluppo globali, di cui la necessità di implementare gli impegni presi nel patto di Parigi per il clima e l’agenda 2030. Infine, non è mai stata così alta l’aspettativa dell’opinione pubblica per delle politiche che integrino la prospettiva di lungo periodo, per non farci piu trovare impreparati ma anche per combattere quei rischi legati al cambiamento climatico che ci rendiamo conto non essere tanto distanti. Questa aspettative cambia le priorità d’azione dei governi che sono spesso vincolari a una prospettiva di breve periodo legata al ciclo elettorale. Queste necessità trovano risposte integrate nelle raccomandazioni per la coerenza delle politiche pubbliche che oggi piu che mai può inspirare l’azione dei governi e della società civile verso un equilibrio piu diffuso e di lungo periodo

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