FASI: OPPORTUNITA PER I MIGRANTI REGOLARI

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FASI: OPPORTUNITA PER I MIGRANTI REGOLARI

Paolo Tancredi
Coordinatore Operativo Progetto F.A.S.I.

Cosa ha a che fare il Microcredito con il PON legalità? Cosa c’entra l’autoimprenditoria con l’integrazione della popolazione immigrata? Sono queste le domande che ci siamo sentiti fare dagli interlocutori che si approcciavano per la prima volta al progetto F.A.S.I.(Formazione, Autoimprenditoria e Start-up per Immigrati regolari) che, grazie a una brillante intuizione dell’Ente Nazionale per il Microcredito sposata dal Ministero Degli Interni, si avvale, appunto, dei fondi del PON legalità 2014-2020. La risposta a queste domande sta al centro dell’analisi dei bisogni a cui il progetto vuole rispondere. Le proporzioni crescenti e il carattere strutturale che il fenomeno migratorio ha assunto in Europa e, in particolar modo in Italia, hanno comportato e comportano la necessità di rafforzare e sviluppare politiche dell’immigrazione basate su un approccio integrato al fine di gestirne i diversi aspetti: dall’efficace controllo e gestione delle frontiere esterne, ai servizi di accoglienza e di integrazione socio-lavorativa nel tessuto economico nazionale dei migranti regolari, inclusi i titolari di protezione internazionale. Con il progetto F.A.S.I., l’Ente Nazionale per il Microcredito intende perseguire l’obiettivo di intervenire nell’organizzazione di quei percorsi d’integrazione socio-lavorativa rivolti ai migranti regolarmente presenti sul territorio nazionale inclusi i titolari di protezione internazionale. Da una parte, il progetto, sulla base dell’analisi su un campione molto significativo (10.000 soggetti profilati con un questionario molto approfondito), selezionerà 3.000 immigrati a cui saranno somministrati servizi di formazione professionale, accompagnamento e orientamento al lavoro propedeutici all’accesso al mercato del lavoro e/o all’avvio di start-up, per favorire il conseguimento di una piena autonomia occupazionale. Contemporaneamente, previa puntuale mappatura dei soggetti, istituzionali e non, che sui territori interessati si occupano dell’integrazione della popolazione immigrata e un’analisi accurata del contesto socio economico con cui si confronta la popolazione immigrata, F.A.S.I. si prefigge lo scopo di supportare il miglioramento dei servizi di base presenti nell’ambito territoriale di intervento, che è rappresentato dalle Regioni Meno Sviluppate, target degli interventi del PON “Legalità” 2014 – 2020: Basilicata, Campania, Calabria, Puglia e Sicilia. D’altro canto la popolazione immigrata costituisce, in larga parte, un target ideale per quella che è l’attività dell’Ente Nazionale per il Microcredito; si tratta di soggetti, infatti, caratterizzati da una fortissima carica motivazionale a migliorare le proprie condizioni, con fortissima propensione al rischio di impresa, ma che per oggettive condizioni devono colmare un forte gap che li vede svantaggiati nell’approccio a tutte le procedure necessarie nel nostro Paese per avviare un’attività e nel raggiungere la famigerata bancabilità per approvvigionarsi della finanza necessaria. A quest’ultima esigenza, come è noto, rispondono tutti i servizi ausiliari che la legge Italiana indica a corredo dell’erogazione del microcredito e che costituiscono la vera specializzazione dell’Ente Nazionale per il Microcredito, che la stessa normativa individua come istituzione preposta all’erogazione di tali servizi. Tali considerazioni teoriche che hanno dato la spinta all’idea ed al finanziamento di F.A.S.I., con grande soddisfazione dello staff che sta operando alla sua realizzazione pratica, a ormai 18 mesi dal suo avvio, sono confermate e avvalorate dai primi output che il progetto comincia a evidenziare. L’attività di mappatura degli stakeholder istituzionalie non, l’analisi delle evidenze statistiche e la fotografia del contesto socio economico, che hanno costituito il lavoro del centro studi( Ce.S.M.Mi.) di cui si avvale il progetto, mettono in risalto una imponente attività nel campo dell’integrazione della popolazione immigrata nei territori delle Regioni target del progetto, ma allo stesso tempo confermano l’esigenza di un approccio integrato che metta a sistema i soggetti interessati e che sia più mirato alle esigenze e alle peculiarità delle varie tipologie di immigrati coinvolti, che oggi ammontano a circa 500.000 individui nelle 5 regioni interessate. Il Centro Studi e Monitoraggio delle Migrazioni è stato costituito dall’Ente Nazionale per il Microcredito con un duplice obiettivo: 1) supportare da un punto di vista scientifico multidisciplinare le diverse attività operative previste dal progetto F.A.S.I.; 2) implementare con percorsi di analisi, studio e ricerca teorica e/o applicata strumenti e modelli di impact finance funzionali alla promozione dell’autoimprenditorialità dei migranti. Il quadro di riferimento nazionale ed internazionale nel quale si inserisce l’attività del Ce.S.M.Mi. è quello dello sviluppo sostenibile, con particolare attenzione alla sua declinazione in chiave di inclusione finanziaria. All’esito di questo importante lavoro di studio e approfondimento, sono previste dal progetto azioni di sensibilizzazione e coinvolgimento degli attori territoriali anche per mezzo di specifici eventi, da realizzarsi nelle province interessate. Contemporaneamente l’attività di profilazione, svolta avvalendosi di un centinaio di Soggetti Attuatori distribuiti sul territorio e selezionati attraverso un avviso pubblico, sta mettendo in luce una popolazione che ha potenzialità eccellenti ed una buona propensione a valorizzare gli strumenti che il F.A.S.I. può mettere a disposizione a coloro che verranno selezionati per partecipare all’attività formativa e alla consegna del pacchetto di accompagnamento all’autoimprenditoria, obiettivo finale del progetto. Il numero di profilazioni caricate sull’apposita piattaforma informatica ha già superato le 2.000 unità, in linea con l’obiettivo finale di 10.000 e procede in continuità, nel frattempo sono pronte le prime sessioni formative che dovrebbero partire all’inizio del nuovo anno. Questo campione parziale, tuttavia, risulta essere soddisfacente per omogeneità con la popolazione immigrata regolarmente presente sul territorio delle regioni interessate. Rimandiamo ad altro contributo il dettaglio dei dati che emergono da queste prime profilazioni, ma possiamo anticipare che la distribuzione è assolutamente coerente con i dati provenienti dalle statistiche ufficiali sui 500.000 presenti nelle 5 Regioni meno sviluppate. Volendo solo accennare ad alcune caratteristiche macroscopiche si può citare la distribuzione di genere: il 30% del campione è donna; la distribuzione sul territorio: Campania e Puglia sono le regioni più interessate con una concentrazione sui grandi agglomerati urbani come Napoli, Catania, Palermo ed anche Bari; i Paesi di provenienza: grande presenza di Africa del nord e subsahariana ma anche Asia e Sud America; situazione lavorativa: il 30% svolge un lavoro dipendente ma vorrebbe migliorare la propria condizione. Il questionario somministrato ai beneficiari, realizzato con il supporto di un qualificato Comitato Scientifico, è molto approfondito ed avremo modo di analizzarne i risultati in una successiva pubblicazione. Gli obiettivi del F.A.S.I. non comprendono la fase successiva di accompagnamento dei beneficiari che accederanno ai pacchetti e che vorranno implementare i percorsi suggeriti, è un’esigenza che, a mio parere, dovrà essere colmata con un successivo progetto o con la realizzazione di una fase 2. A prescindere dagli obiettivi del progetto, che il qualificato e motivato team che mi affianca è sicuro di raggiungere, il F.A.S.I. sembra essere, fin da ora, uno strumento formidabile per trasformare il complesso fenomeno dell’immigrazione da problema a vera e propria risorsa per lo sviluppo dei territori

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