IL MICROCREDITO PER LE ATTIVITA AGRICOLE LA GRANDEZA ISMEA PER IL MICROCREDITO AGRICOLO

Print Friendly, PDF & Email

IL MICROCREDITO PER LE ATTIVITA AGRICOLE LA GRANDEZA ISMEA PER IL MICROCREDITO AGRICOLO

MarCo PaolUZi
Coordinatore Area Credito ENM

Dopo tre anni circa dall’attivazione del Fondo di garanzia per le PMI, a seguito della pubblicazione del Decreto MiSE il 11/05/2015, dopo oltre 10.000 finanziamenti erogati per un importo di circa 200 Mil e un tasso di crescita del 150% annuo, è stato sempre più evidente la necessità di dover offrire anche al mercato agricolo la possibilità di poter accedere allo strumento microcredito. I regolamenti del Fondo per le PMI gestito da Medio Credito Centrale, non consentono di garantire le attività agricole e l’allevamento e per questo gli operatori finanziario non hanno avuto modo di poter offrire questa forma di agevolazione ad un mercato, come quello agricolo, che è fortemente in crescita, soprattutto nell’ambito del ricambio generazionale o delle nuove attività realizzate da giovani imprenditori. Mentre però la garanzia del Fondo PMI dispone di una normativa di riferimento, il DL n. 201 del 6 dicembre 2011, per la garanzia ISMEA (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare), non è prevista una normativa specifica, quindi, in attesa di un eventuale e comunque auspicabile intervento legislativo, si è dovuto procedere all’interno dell’impianto regolamentare esistente, che nulla aveva previsto per questa forma di microcredito. È stato un lavoro che ha preso il suo tempo, circa un anno di incontri tra i tecnici dell’ENM e quelli dell’ISMEA e, come ha affermato Giorgio Venceslai, Responsabile dell’Area Servizi per l’Impresa di ISMEA che si è occupato sin dall’inizio di questa collaborazione, si è proceduto con il passo dell’alpino, lento ma con la certezza di fare un buon lavoro e arrivare fino in cima. In questo modo, il 30 gennaio 2019 è stato firmato il protocollo d’intesa tra il Presidente dell’Ente Nazionale per il Microcredito, Mario Baccini e il Presidente di ISMEA Enrico Corali, al fine di disciplinare le modalità operative più efficaci per consentire l’accesso alla garanzia del Fondo ISMEA, nelle modalità compatibili con le disposizioni vigenti e nel rispetto delle rispettive competenze assegnate dalla legge. In particolare entrambi gli enti pubblici si sono impegnati a collaborare nelle seguenti aree specifiche:
• Incoraggiare lo sviluppo della micro-imprenditorialità nel settore agricolo, attraverso l’utilizzo di strumenti propri del microcredito e della microfinanza.
Per fare ciò è necessario definire i criteri di accesso alla garanzia ISMEA, che saranno semplificati e adattati alle caratteristiche dei finanziamenti di microcredito di cui all’art. 111 TUB e al Titolo I del decreto del MEF del 17 ottobre 2014, n 176, nel rispetto dei requisiti previsti dalla normativa sul funzionamento del Fondo di garanzia diretta.
• Realizzare attività di formazione professionale in merito allo strumento di microcredito agricolo a soggetti incaricati dello svolgimento dei servizi ausiliari di assistenza e monitoraggio in favore dei beneficiari.
• Promuovere lo strumento del microcredito agricolo attraverso l’organizzazione congiunta di convegni, workshop e altre attività definite da entrambi le parti.
• Diffondere e partecipare ad iniziative affini a quelle esposte.
La firma del protocollo non è stato il punto di partenza, ma al contrario possiamo definirlo un buon punto intermedio. Abbiamo lavorato anzitutto alla semplificazione dell’accesso della garanzia e successivamente alle modalità di erogazione dei servizi ausiliari di assistenza e monitoraggio previsti dall’Art 3 del DM 176, che restano come per il microcredito imprenditoriale non agricolo la chiave di volta dello strumento. Per le richieste della garanzia sarà prevista una procedura di istruttoria semplificata che non richiederà la valutazione di merito creditizio da parte del Fondo. La percentuale di garanzia sarà pari al 70% dell’importo richiesto e dell’80% nel caso di giovani agricoltori (under 40). In particolare, l’attribuzione di un livello di rischio predefinito consentirà all’istituto finanziatore di non trasmettere dati contabili dell’impresa richiedente e in sostituzione della compilazione delle sezioni “Business Plan” e “Dati economici prospettici” potrà essere trasmesso un business plan redatto dal Tutor di microcredito a supporto della sostenibilità finanziaria dell’operazione da porre in essere. Resta inteso che l’impresa garantita non dovrà presentare anomalie (sconfinamenti e sofferenze) in Centrale dei rischi di Banca d’Italia e che non dovranno risultare in capo alla stessa iscrizioni pregiudizievoli, protesti e procedure esecutive. Le operazioni di microcredito ammesse alla garanzia saranno quelle di cui al Titolo I del Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 17 ottobre 2014, n. 176 che rispettano i requisiti previsti dalla normativa in tema di garanzia diretta. Potranno quindi accedere le imprese agricole che avranno le seguenti caratteristiche:
a. titolare di partita IVA da meno di cinque anni;
b. ditta individuale con un numero di dipendenti inferiore alle 5 unità;
c. società di persone, società a responsabilità limitata semplificata, o società cooperative con un numero di dipendenti non soci inferiore alle 10 unità;
d. attivo patrimoniale (investimenti effettuati) non superiore a Euro 300.000,00 e ricavi lordi, nei tre esercizi antecedenti la richiesta di finanziamento o dall’inizio dell’attività, se di durata inferiore, fino a
200.000,00 euro;
e. indebitamento non superiore a Euro 100.000,00. I finanziamenti di microcredito avranno le finalità di cui articolo 2, comma 1, lettere a), b) e c) del Titolo I del decreto 17 ottobre 2014, n. 176 e, in particolare, saranno finalizzati:
a. all’acquisto di beni, ivi incluse le materie prime necessarie alla produzione di beni o servizi e le merci destinate alla rivendita, o di servizi strumentali all’attività svolta, compreso il pagamento dei canoni delle operazioni di leasing e il pagamento delle spese connesse alla sottoscrizione di polizze assicurative. I finanziamenti possono essere concessi anche nella forma di microleasing finanziario;
b. alla retribuzione di nuovi dipendenti o soci lavoratori;
c. al pagamento di corsi di formazione volti ad elevare la qualità professionale e le capacità tecniche e gestionali del lavoratore autonomo, dell’imprenditore e dei relativi dipendenti; i finanziamenti concessi alle società di persone e alle società cooperative possono essere destinati anche a consentire la partecipazione a corsi di formazione da parte dei soci.
Naturalmente resterà esclusa la finalità di cui all’articolo 2, comma 1, lettera d), del Titolo I del decreto 17 ottobre 2014, n. 176, in quanto riferita all’inserimento nel mercato del lavoro delle persone fisiche. La durata massima dei finanziamenti non potrà essere superiore a sette anni e, in conformità a quanto previsto dall’articolo 4 del Titolo I del decreto 17 ottobre 2014, n. 176, non potranno essere assistiti da garanzie reali e non potranno eccedere il limite di euro 25.000,00 per ciascun beneficiario. Il limite potrà essere aumentato di euro 10.000,00 qualora il contratto di finanziamento preveda l’erogazione frazionata subordinando i versamenti successivi al verificarsi delle seguenti condizioni:
a. il pagamento puntuale di almeno le ultime sei rate pregresse;
b. lo sviluppo del progetto finanziato, attestato dal raggiungimento di risultati intermedi stabiliti dal contratto e verificati dalla Banca. La Banca potrà concedere allo stesso soggetto un nuovo finanziamento per un ammontare, che sommato al debito residuo, non superi il limite di 25.000,00 euro o, nei casi normativamente previsti, il più alto limite di 35.000,00 euro. I servizi ausiliari oltre ad essere un obbligo normativo restano anche in questo caso l’elemento fondante del microcredito. Specialmente a seguito dei risultati conseguiti sul microcredito non agricolo, dove il default si è attestato ad una percentuale ben al disotto a quella del credito ordinario. Dovranno essere prestati, in fase istruttoria e durante il periodo di rimborso, i servizi ausiliari di assistenza e monitoraggio previsti dall’art. 3 del DM 174 del 2014 che, secondo l’interpretazione fornita dalle linee di indirizzo dell’ENM, nel periodo antecedente l’erogazione del credito si sostanziano, nel supporto alla definizione della strategia di sviluppo del progetto imprenditoriale e all’analisi di soluzioni per il miglioramento dello svolgimento dell’attività, oltre che nell’assistenza alla definizione dell’idea d’impresa, al fine di verificarne la sostenibilità economico finanziaria. Mentre nel periodo successivo all’erogazione, la cosiddetta fase di monitoraggio, sarà fornito supporto all’individuazione e diagnosi di eventuali criticità del progetto finanziato e orientamento verso le possibili soluzioni al fine di prevenire eventuali criticità dell’impresa. Per consentire alla rete dei tutor di microcredito iscritti nell’elenco tenuto dall’ENM di poter operare seguendo una procedura standardizzata e di elevato livello qualitativo, abbiamo richiesto all’ISMEA di poter utilizzare una versione del loro BPOL, Business Plan On Line, opportunamente adattato, al fine di poter corrispondere meglio alle esigenze di una micro attività agricola. Anche il questo caso, la collaborazione tra ENM e i tecnici ISMEA è stata massima, consentendoci in breve tempo di arrivare ad una versione che presto verrà resa disponibile agli operatori specializzati. Ultima ma non ultima va sottolineata la grande apertura ricevuta dal CONAF - Consiglio dell’Ordine Nazionale dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali - che ci ha sostenuto e con cui stiamo continuando a migliorare le modalità di erogazione dei servizi ausiliari, necessariamente specifici per le attività agricole. Con il CONAF, il 6 giugno 2019 è stato siglato un memorandum di intesa che oltre a rendere ufficiale la nostra collaudata collaborazione, rappresenta l’occasione per rendere operativo lo strumento del microcredito per l’agricoltura. Procederemo poi a coinvolgere gli istituti finanziari, le associazioni di categoria e gli ordini professionali che a vario titolo sono collegati al mondo dell’agricoltura. Sempre con il consueto passo dell’alpino che con i suoi tempi, ci ha già portati in vista della cima.

Print Friendly, PDF & Email