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PAOLO COSCIONE
Mi chiamo Paolo Coscione e sono un dottore commercialista e revisore legale, svolgo la mia attività professionale come commercialista nel mio studio professionale di Roma.
Come studio professionale operiamo un po’ su tutto il territorio nazionale e qualcosa anche di internazionale con il Parlamento Europeo. Faccio parte ormai da molti anni di Commissioni di studio dell’Ordine dei Commercialisti di Roma, in passato anche di una Commissione Nazionale e negli ultimi tempi sono stato inserito nella Commissione Finanza di imprese.
Per quanto riguarda l’attività professionale di commercialista, come studio seguiamo imprese di vario genere, ditte individuali e molti professionisti. Mi sono avvicinato al mondo dell’Ente Nazionale Microcredito molti anni fa, quando ero tra i primai a fare il corso per diventare tutor Enm e in quell’occasione mi sono reso conto che il microcredito era una buona opportunità per le nuove piccole e medie imprese che si accingevano ad entrare nel mercato del lavoro o anche di coloro che dopo precedenti esperienze decidevano di mettersi in proprio e di svolgere un’attività.
Ho iniziato quindi in maniera umile e modesta a svolgere l’attività di tutor Enm e man mano che si andava avanti arrivavano sempre più pratiche di svariato genere e non solo nella provincia di appartenenza ma anche in altre zone Nazionali, perchè comunque mi è stato consentito di operare su tutto il territorio Nazionale.
Come si svolge il suo lavoro di tutor, quali sono gli step che segue e in che modo aiuta i beneficiari a capire il processo di richiesta di microcredito?
Sappiamo bene che non tutti possono richiedere il microcredito, innanzitutto c’è un limite temporale: le aziende che hanno meno di cinque anni di vita e che devono essere iscritte alla camera di commercio e devono essere società a responsabilità limitata semplificata, società di persone e le cooperative. Le società per azioni che sono più grandi e le società a responsabilità limitata tradizionale, non possono accedere ancora, anche se per queste ultime c’è un progetto di legge e siamo in attesa che amplino il panorama delle società che possono usufruire del finanziamento. Spesso dei colleghi mi prospettano la possibilità di aiutare qualcuno che ha l’esigenza di ottenere il finanziamento assistito dalla garanzia dell’Ente Nazionale per il Microcredito e allora il primo step è quello di incontrare la persona per avere delle informazioni più specifiche, gli chiedo la visura o il bilancio, se già sono in attività, oppure vedo che cosa hanno fatto in precedenza, se sono persone che vogliono intraprendere quindi sono ancora nella fase della progettazione. La parte più difficile di questo lavoro è capire chi veramente vuole fare impresa, chi è motivato, e chi ha un’idea realizzabile, insomma chi è meritevole di ricevere il finanziamento. Va tutto un pò a intuito, la nostra è una attività di ascolto, ascoltiamo per capire se sono persone idonee a ricevere il microcredito.
Sulla base delle statistiche, tra quelle che mi vengono prospettate e quelle che vengono lavorate, diciamo che un 60% vanno a buon fine. È ovvio che non tutte vengono finanziate perchè alcuni ci nascondono che hanno delle pregiudizievoli e questo ci fa perdere del tempo e loro vivono nell’illusione di poter essere assistiti ma noi questo nelle linee guida lo abbiamo scritto. Il microcredito è vero che assiste coloro che non hanno garanzie però è anche vero che se hai delle pregiudizievoli gravi le banche non ti finanziano, perché fanno sempre dei controlli. A questo proposito secondo me, l’Ente potrebbe affinare meglio la nostra attività mettendo un ufficio che si occupi di verificare la Crif.
Qual è l’azienda più interessante che ha seguito come tutor? E quale ha avuto più successo?
Ne ricordo due, in due diversi settori: una è la storia di un signore molto grande che in passato aveva fatto il giardiniere e che voleva riprendere a fare questa attività insieme al figlio. Come prima cosa hanno acquistato un trattorino per fare manutenzione dei giardini e adesso hanno fatto anche dei lavori per la Pubblica Amministrazione. Li seguiamo anche come studio perchè alla fine si sono riviolti a noi e la cosa bella è che lui appena comprato il trattorino per arare il terreno, mi ha inviato un video con un messaggio in cui mi diceva: “Dottore lei mi ha cambiato la vita” ed era felicissimo e questa per me è stata una grande soddisfazione. Ad oggi l’azienda va bene, ha dato lavoro a tre persone, sono persone che si sono messe al lavoro molto seriamente e hanno portato avanti un buon progetto, sono stati bravi loro, perché noi gli abbiamo dato un aiuto per partire ma poi sono stati bravi loro a continuare.
L’altra storia è quella di un ragazzo giovane che era andato in Inghilterra a fare il pizzaiolo, poi tornato in Italia voleva riprendere a lavorare nel suo paese di origine nella provincia di Frosinone. Questo ragazzo ha messo su una pizzeria di alta qualità ed ha un gran successo e riscontro in ambito locale; addirittura ultimamente oltre a dare lavoro a tre persone ha messo una cameriera robot, la quale è motivo di attrazione in un piccolo centro. In particolare ricordo questi due ma ce ne sono anche altri, questi che ho raccontato sono quelli che mi hanno colpito di più perchè ho visto effettivamente l’entusiasmo negli occhi di queste persone quando hanno ottenuto il finanziamento, avevano motivazioni serie e queste li ha portati poi ad avere attività floride.
3 parole per definire il tutor?
Serietà, intuizione e capacità di ascolto. Il tutor deve avere la capacità di ascolto, quindi capire che cosa vuole fare quella persona che si ha davanti, avere l’intuizione di capire se effettivamente quella persona ha le capacità e poi deve essere una persona seria, perché comunque il soggetto che richiede il finanziamento si sta indebitando e necessita di consigli seri e giusti.
C’è un modo (e Lei lo applica) per monitorare e valutare l’impatto sociale ed economico dei prestiti concessi? E quali sono le criticità che un tutor deve affrontare?
È evidente che far nascere un’impresa è sempre un valore, perché l’impresa produce ricchezza, produce ricavi; è chiaro che, l’imprenditore deve avere le competenze per poter svolgere una determinata attività e se è alle prime armi deve affidarsi ai consulenti e ai tutor, che possono dargli dei consigli per evitare di indebitarsi troppo e fare il passo più lungo della gamba. L’impatto sociale quindi è importante perché comunque si creano dei posti di lavoro. Il prodotto interno lordo è la produzione delle imprese, quindi se un’impresa produce, sicuramente abbiamo un incremento economico. Noi dopo un pò di tempo ricontattiamo i beneficiari per vedere come vanno le cose; quindi non solo li accompagniamo nella fase iniziale di strat up ma li andiamo ad esaminare anche successivamente per vedere come sta andando l’investimento e magari suggerirgli qualche correttivo.
Una delle maggiori problematiche che incontriamo noi tutor, è trovare poca cognizione delle operazioni di microcredito da parte dei dipendenti degli istituti di credito. Molto spesso non le conoscono nemmeno, siamo noi a dovergliele spiegare. Il più delle volte c’è diffidenza nell’operazione di finanziamento nei confronti di persone che non offrono garanzie, ma la garanzia siamo noi che valutiamo che quell’idea può essere finanziabile. Altra cosa è la lungaggine, perchè chi vuole intraprendere un’attività deve poterlo fare in tempi ragionevoli, purtroppo questo non accade, ci sono stati casi in cui si è dovuto attendere 6/9 mesi per avere un responso. In parte una sorta di selezione la facciamo già noi tutor, quindi le banche dovrebbero fidarsi di quella che è la nostra esperienza, perchè sono molti anni che facciamo questo lavoro e assistiamo le imprese.



