ANTONIO LAIERNO

Print Friendly, PDF & Email

Sono Antonio Laierno, consulente aziendale laureato in Economia e Commercio e sono specializzato in Finanza d’Impresa Ordinaria agevolata e contributi Europei e sono anche giornalista freelance nel settore economico finanziario. A seguito di una breve esperienza bancaria durata quattro anni, ho aperto la partita iva per svolgere una libera professione e da circa ventisei anni seguo le imprese nelle fase di start-up, crescita, sviluppo e consolidamento dal punto di vista finanziario, ma anche da punto di vista di controllo di gestione e pianificazione. Oggi sono a capo di un studio associato che si occupa in primis di agevolazioni pubbliche e lavoro in qualità di Euro progettista, sia in finanza ordinaria accompagnando i clienti nella crescita e nel consolidamento attraverso un accurato servizio di controllo di gestione. Lo studio Laierno e partners si occupa quindi sia di finanza pubblica, sia di finanziamenti a privati e consulenza aziendale come ad esempio contabilità e gestione tributaria. Sono iscritto all’Ente Nazionale per il Microcredito dal 2017, in qualità di tutor, in passato mi sono occupato già di microcredito, la scelta di iscrivermi come tutor all’Ente è per dare un servizio e un valore aggiunto alle imprese e quindi per guidare le start up nella direzione giusta affinché possano realizzare i propri obiettivi. Il tutor a mio avviso è una figura fondamentale che guida l’imprenditore nella giusta direzione per far si che quest’ultimo non commetta errori.

Come si svolge il suo lavoro di tutor, quali sono gli step che segue e in che modo aiuta i beneficiari a capire il processo di richiesta di microcredito?

Innanzitutto, per intercettare i clienti che necessitano di un finanziamento di Microcredito, ci sono diversi canali, si tratta di conoscenze dirette o conoscenze di altri studi commerciali che mi segnalano il cliente interessato ad avviare un’iniziativa imprenditoriale o attraverso amicizie. L’attività inizia con una prima chiacchierata con il potenziale imprenditore al fine di capire quali sono le sue esigenze, qual è il suo background imprenditoriale e quali sono le sue competenze nel settore, per capire lo sviluppo dell’attività che intende sostenere. Mi è capitato di dover consigliare di non avviare l’attività, perché prematuro o perché non c’erano i requisiti giusti.

Il mio obiettivo, che è anche delle banche e dello Stato, è di capire se il cliente è meritevole e può approcciarsi a un finanziamento oppure se deve attendere ancora per acquisire maggiore esperienza per avviare la start-up.

Quindi, fatta una prima intervista, e stabiliti questi punti, spiego al cliente, il finanziamento del Microcredito, e le sue caratteristiche in maniera approfondita. Fatta questa prima panoramica al cliente, si passa poi al kit relativo alla documentazione richiesta, e all’acquisizione di tutte le informazioni necessarie da parte dell’imprenditore, rispetto a quelle che sono le sue competenze, utili alla redazione del business plan che verrà poi presentato alla banca. La figura del tutor tra cliente e banca è fondamentale, in quanto quest’ultimo accompagna l’imprenditore nell’ottenimento del finanziamento ma illustra alla banca, quali sono le potenzialità dell’avvio di quella determinata impresa.

Quali sono i fattori che determinano il successo di un progetto finanziato con il microcredito?

A mio avviso molto dipende da competenze e background del potenziale imprenditore che rendono il business plan sicuramente più dettagliato.

Quali sono i successi più significativi che ha visto nel suo lavoro con i beneficiari del microcredito?

Da quando svolgo l’attività di tutor, e anche da qualche anno prima in qualità di consulente, sono soddisfatto dei risultati. In questi anni, ho realizzato e accompagnato a ottenere il microcredito circa 127 aziende, e la soddisfazione maggiore deriva dal fatto che queste hanno a loro volta assunto 214 persone dando loro un futuro. I titolari d’impresa negli anni si sono rivolti a me anche per altre esigenze e quindi ho cercato di aiutarli a valorizzare maggiormente l’asset imprenditoriale, di sviluppo, e di consolidamento, attraverso l’acquisto, ad esempio, di un furgone, o attraverso l’ammodernamento.

Print Friendly, PDF & Email
© 2019 Rivista Microfinanza. All Rights Reserved.