G20: PRONTI ALL’ECONOMIA CIRCOLARE SECONDO SOSTENIBILITÀ ED ETICA AZIENDALE

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Emma Evangelista

Direttore Microfinanza

L’economia circolare non è un concetto astratto ma un’azione di programmazione che implica il pensare come possa evolvere la nostra azienda per essere altamente produttiva, tecnologicamente avanzata e di minor impatto possibile sull’ambiente. Ideare un’attività che rispetti i dettami di sostenibilità e circolarità significa sostenere una imprenditorialità che possa essere utile non solo a noi e a terzi in senso strettamente economico, ma anche alla generazione futura che erediterà la Terra, che a noi è data in prestito. Quindi significa generare profitto, prodotto ma anche benessere. Superati anche gli indici di BES oggi le moderne imprese si avvalgono tutte di certificazione ambientale e documenti di etica aziendale per qualificarsi in un nuovo sistema economico. Gli esperti di economia e marketing si basano sul paradigma delle tre “P” di John Elkington per spiegare le 3 dimensioni della sostenibilità aziendale attuale: ambientale “Planet”, sociale “People”, economico-finanziaria “Profit”; questa la base di tutti i processi di sostenibilità d’impresa o Corporate Sustainability per cui ogni attività deve essere un’entità che generi prodotto e utile, ma nel Rispetto dell’ambiente e del suo utilizzo senza sfruttamento affinché si possa essere nell’etica di un’impresa che non genera profitto ad ogni costo a discapito del futuro. La pandemia e la grave crisi economica che stiamo attraversando, e di cui vedremo le conseguenze anche nei prossimi anni, ha comunque generato l’opportunità di riconvertire il proprio lavoro e i propri interessi favorendo la riconversione al digitale e creando nuove opportunità d’impresa. Capabilities, Soft skills, capacità relazionali e capacità multidimensionali degli individui e soprattutto dei giovani della generazione Z, sono una risorsa che ha potenziato il mondo dell’impresa sostenendo anche le capacità di internazionalizzare: strumento e risorsa imprescindibili per le piccole e medie imprese. Allargare gli orizzonti del mercato oltre i confini nazionali è sicuramente un vantaggio per un tessuto economico locale ormai provato. Allargare il campo d’azione sopratutto in senso europeo, utilizzando anche quei sostegni economici per la propria riqualificazione e per il proprio riposizionamento, attraverso una strategia inclusiva di economia circolare e sostenibile può e deve essere la logica con cui i neo-imprenditori si avvicinano alla realizzazione di un progetto vincente. Creare un’impresa certificata, in un’ottica ecologista che rimette al centro le necessità dell’individuo e la produttività e allo stesso tempo salvaguarda l’ecosistema facendo particolare attenzione a quelle che possono essere le ricadute sulla cura della persona, intesa anche come benessere psicofisico dell’individuo, che generalmente viene definita logica dell’healthcare, utilizzando naturalmente il riuso e il riciclo come elementi base di questa attività circolare, sono la prospettiva ideale dell’economia del terzo millennio che si preoccupa della salute dell’integrità del soggetto come motore e come fine dell’attività economica. Il privilegio dell’Italia sarà anche di ospitare il 20 maggio il G20 Global Health Summit, per affrontare le sfide connesse all’emergenza sanitaria. Nei mesi scorsi le principali economie del mondo hanno contribuito a contrastare la pandemia con oltre 21 miliardi di dollari e iniettando 11mila miliardi di dollari complessivi per contenere la recessione globale. Non dobbiamo dimenticare che i Paesi del G20 costituiscono il 60% della popolazione mondiale, l’80% del Pil globale e il 75% degli scambi internazionali (dati ISPI). E oggi, con una pandemia globale ancora in corso, l’Italia avrà il compito di far sedere le maggiori economie del mondo attorno a un tavolo per cercare di dare risposte coordinate e concrete a tutte le sfide comuni. La salute diventa, dunque, fattore imprescindibile per un’impresa sia essa di piccole o grandi dimensioni, e intorno ad essa si delineano le maggiori possibilità di sviluppo. Così nel futuro dalle attività di cure a domicilio, telemedicina, assistenza alla terza e quarta età, produzione di cibi salutari e app di riciclo o di vendita di cibo a km0 e lotta agli sprechi alimentari le nuove imprese seguiranno un codice etico che permetta loro di far profitto senza ‘approfittare’ ... una logica perfetta seppur ancora ad alto costo per le imprese. Proprio nell’anno di presidenza italiana del G20, il nostro Paese vuol essere il traino di questa tendenza economica globale con le sue tre “P”: ora si attendono le determinazioni delle grandi potenze industriali per l’attivazione di programmi di investimento finanziario che proprio alla luce di quanto descritto anche nell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, attivino capacità di sostegno alternative. Sarà anche l’occasione per capire come potranno i fondi di investimento privati e i Green Bond essere sostegno per una modalità differente di attività finanziaria per la crescita economica del tessuto imprenditoriale locale di forte impatto sociale.

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