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IRENE BERTUCCI Consigliere di Amministrazione ENM

Una sempre maggiore consapevolezza sull’importanza dell’educazione finanziaria si sta affermando tra i responsabili delle economie di tutto il mondo. L’OCSE e la sua rete internazionale che si occupa di questo tema già da tempo sta cercando di animare un forum unico per costruire criteri condivisi tra i governi per scambiare opinioni ed esperienze. Oggi quasi alla fine del 2021, l’educazione finanziaria è diventata un importante complemento del corretto funzionamento dei mercati finanziari e della loro regolamentazione al fine di migliorare i comportamenti individuali finanziari, che anche a seguito delle numerose crisi o scandali bancari costituiscono una priorità politica di lungo periodo in molti Paesi. Cresce sempre più a livello internazionale su queste tematiche una fervente attività di ricerca e di sviluppo di strumenti per supportare le autorità pubbliche nel progettare e implementare le singole strategie nazionali.

In un numero crescente di Paesi è sempre maggiore la convinzione dei rischi e delle implicazioni che si possono generare a lungo termine a causa dei bassi livelli di alfabetizzazione finanziaria tra la maggioranza della popolazione, questa determinazione sta spingendo i governi dei singoli Paesi a muovere passi sempre più concreti. L’inclusione finanziaria è una priorità di politica internazionale e iniziative sul versante della domanda hanno un ruolo importante nell’aiutare gli individui ad accedere e utilizzare prodotti finanziari appropriati alle loro effettive necessità e aspettative. Già da qualche anno con il supporto del fondo fiduciario russo per l’alfabetizzazione finanziaria e l’istruzione è stato lanciato un progetto sul ruolo dell’educazione finanziaria come strumento per l’inclusione sociale. Le linee guida sono state sviluppate dalla rete internazionale dell’OCSE sull’educazione finanziaria, che comprende ad oggi i rappresentanti di oltre 130 economie. In seguito all’approvazione dei leader del G20 dei principi sulle strategie nazionali per l’educazione finanziaria, queste linee guida hanno costituito parte essenziale di un manuale di politica sull’attuazione delle singole strategie nazionali. Come è noto i progetti di orientamenti sono stati resi disponibili per una consultazione pubblica tra dal gennaio 2014 e sono stati quindi rivisti sulla base delle osservazioni ricevute. Le linee guida sono state successivamente approvate dal comitato tecnico e dagli organismi preposti al tema dell’educazione finanziaria (quali il Comitato sui mercati finanziari e l’assicurazione e il Comitato sulla previdenza privata). La versione definitiva degli orientamenti è stata inclusa nella relazione intermedia sull’attuazione delle strategie nazionali per l’educazione finanziaria trasmesse ai ministri delle finanze del G20 e ai governatori delle banche centrali riuniti. Ho voluto fare questo piccolo percorso cronologico, proprio per far capire quanto ormai il tempo delle decisioni non possa essere ulteriormente dilatato e i singoli Paesi e l’Unione Europea devono ulteriormente accelerare la strutturazione omogena del quadro normativo di riferimento su queste delicatissime tematiche. L’obiettivo è quello di far sì che le succitate linee guida mirino ad essere diffuse e utilizzate attivamente dalle autorità finanziarie e dagli altri soggetti coinvolti nell’educazione finanziaria. I risultati di questo lavoro mostrano che i bassi livelli di inclusione sociale sono associati ai più bassi livelli di alfabetizzazione finanziaria. Recenti ricerche hanno permesso di identificare le soluzioni adottate per fornire educazione finanziaria per l’inclusione sociale, questo rapporto evidenzia le sfide e le soluzioni trovate e vengono illustrate le principali lezioni apprese e le potenziali prospettive future. Il manuale fornisce una panoramica dello status delle strategie nazionali in tutto il mondo, un’analisi delle pratiche rilevanti e studi sui principali insegnamenti tratti. Il manuale include anche un elenco di controllo per azione, inteso come uno strumento di autovalutazione per i governi e le autorità pubbliche. Lo strumento in questione monitora i progressi da parte dei governi delle principali economie del mondo nell’attuazione delle strategie nazionali per migliorare l’educazione finanziaria. Include contributi di ventuno economie di membri del G20 e ha coinvolto i Paesi (Argentina, Australia, Brasile, Canada, Repubblica popolare di Cina, Francia, India, Indonesia, Italia, Giappone, Corea, Messico, Paesi Bassi, Federazione Russa, Arabia Saudita, Singapore, Sud Africa, Spagna, Turchia, Regno Unito e Stati Uniti) così come l’Unione europea. La pubblicazione mette in evidenza le caratteristiche principali delle esperienze del paese e in particolare la spiegazione razionale per lo sviluppo di strategie nazionali, il loro status, gli obiettivi principali e i loro elementi fondanti. Sottolinea inoltre le diverse strutture stabilite per progettare e implementare le strategie nazionali, il ruolo delle parti interessate e loro principali indicazioni esecutive. Gli articoli si concentrano sulle tendenze e sulle prospettive internazionali e principali dei mercati finanziari nazionali e sulle questioni strutturali agli sviluppi dei mercati finanziari. Questo include la regolamentazione dei mercati finanziari, i mercati obbligazionari, la gestione del debito pubblico, le assicurazioni, le politiche previdenziali nonché le statistiche finanziarie. Nel loro sviluppo le economie più avanzate promuovono una cooperazione più agevole e più sostenibile tra le parti interessate evitando la duplicazione delle risorse e consentendo lo sviluppo di tabelle di marcia articolate e mirate con obiettivi misurabili e realistici sulla base delle valutazioni nazionali dedicate. L’analisi comparativa mostra come i Paesi osservati abbiano superato una serie di sfide come la mancanza di risorse, l’identificazione di una primaria istituzione, raccogliendo tutte le parti interessate intorno a obiettivi comuni e avviando in modo efficiente la fase operativa. Le esperienze analizzate in questo rapporto forniscono un quadro globale della situazione e una selezione di soluzioni pertinenti e strumenti per affrontare questi problemi in modo definitivo. Questa relazione comparativa dovrebbe essere vista come un documento di base e come complemento ai principi di alto livello sulle strategie nazionali per l’educazione finanziaria preparati dall’OCSE e dalla sua rete internazionale. Questa carta presenta i risultati di un network internazionale dell’OCSE su uno studio pilota di educazione finanziaria intrapreso in 14 Paesi. L’analisi si concentra sulle variazioni della conoscenza finanziaria, sulle dinamiche di comportamento in tutti i paesi e le ricadute sui dati socio-demografici. I risultati evidenziano una mancanza di conoscenza finanziaria tra una percentuale significativa della popolazione in ciascuno dei Paesi analizzati. Inoltre, c’è un ampio margine di miglioramento in termini di comportamento finanziario. Questi risultati permetteranno ai Paesi in questione di identificare le esigenze e le lacune nella erogazione di educazione finanziaria e nello sviluppare strategie o politiche nazionali. Forniscono anche una buona base di conoscenze per sviluppare i principi e le raccomandazioni dell’OCSE. Una tavola rotonda sulla situazione del mercato dei capitali e della riforma finanziaria in Asia (così detta “tavola rotonda” di Tokyo) si tiene annualmente presso l’istituto Banca di sviluppo asiatico. Le tavole rotonde sono congiuntamente organizzate e sponsorizzate dall’Istituto ADB e l’OCSE, con il sostegno finanziario dal governo del Giappone. La tavola rotonda è stata fondata a seguito della crisi finanziaria asiatica e offre un forum di discussione tra le istituzioni asiatiche regolatorie, esperti, professionisti, studiosi e organizzazioni internazionali su temi specifici di interesse principale dal punto di vista della riforma del mercato dei capitali in Asia. Il risparmio a lungo termine e gli investimenti da parte delle persone migliorano la protezione finanziaria anche sostenendo la crescita e lo sviluppo. È emerso come competenze e conoscenze finanziarie sono positivamente correlate al comportamento che indica una forte connessione tra i livelli di risparmio di ricchezza finanziaria e i livelli di alfabetizzazione finanziaria. Tuttavia, la quantità e la qualità di investimenti e risparmi di lungo periodo spesso sono modesti, puntare a un ruolo importante per l’educazione finanziaria significa aumentare i livelli di alfabetizzazione finanziaria e quindi migliorare la propensione al risparmio fra le persone. Risultati iniziali suggeriscono la necessità di un’ulteriore, mirata valutazione dei programmi di istruzione per confrontare l’intensità della prestazione al fine di identificare gli approcci ottimali. Molti governi tentano di incoraggiare i cittadini a risparmiare di più, o per esprimerci in modo più appropriato, preferiscono istituzioni formali a forme spontanee di risparmio. I giovani si trovano oggi a dover fronteggiare situazioni e scelte finanziarie più impegnative di quelle vissute alla stessa età dai loro genitori. L’educazione finanziaria nelle scuole può produrre anche benefici “indiretti” per le famiglie: i giovani possono veicolare in maniera più o meno volontaria quanto acquisito anche ai loro genitori. L’iniziativa di educazione finanziaria finalizzata a introdurre tale materia direttamente nei programmi formativi delle scuole, è volta a promuovere un programma di sviluppo che assicuri alle giovani generazioni le competenze sia per assumere in futuro scelte consapevoli in campo economico e finanziario sia come cittadini consapevoli delle criticità dei nostri tempi.

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