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STEFANO FIORE
Sono Stefano Fiore e sono un tutor dell’ENM da circa due anni.
Dopo il diploma in ragioneria, mi sono laureato in Economia e Commercio e ho iniziato ad avere i primi interessi per la consulenza aziendale.
Dopo la laurea ho iniziato le prime consulenze sulla tematica della certificazione dei sistemi di qualità aziendali, nello specifico per le cooperative sociali di tutta la Sardegna e successivamente sono passato a concentrarmi anche sul settore delle certificazioni di sistemi aziendali e sull’agroalimentare; quindi mi sono occupato di certificazione di prodotto, rintracciabilità aziendale, rintracciabilità di filiera e queste esperienze delle certificazioni di sistemi di qualità e di prodotto mi hanno permesso di entrare proprio nel vivo dei processi aziendali, avendo l’opportunità di entrare dentro le aziende e parlare con molti imprenditori e capirne i limiti e i punti interessanti di sviluppo, il funzionamento dei singoli processi.
Mi sono poi concentrato sulla consulenza aziendale in senso più ampio e dopo una breve esperienza di impiegato in una interessante azienda di Roma che si occupava di grosse commesse con Sogei, Inail e INPS, sono arrivato a scegliere di svolgere un tirocinio di dottore commercialista e revisore contabile all’interno di uno studio professionale di Sassari.
Qui ho mosso i primi passi nella consulenza aziendale rivolta nello specifico alla finanza agevolata e visti i primi risultati molto spesso positivi ho pensato di specializzarmi in questo lavoro.
Sono un libero professionista da quasi vent’anni e ho deciso di intraprendere anche il percorso di tutor aziendale. Ho fatto una selezione dei corsi e degli esami attraverso l’ENM per poter dare ulteriori risposte ai clienti ai quali non potevano essere applicati a determinati bandi e determinate agevolazioni.
Quali sono gli step che segue per aiutare il beneficiario a ottenere il microcredito?
Principalmente, in modo molto riassuntivo, il lavoro si svolge nell’assistenza e accompagnamento all’ottenimento di un finanziamento il cui importo è definito insieme all’imprenditore.
Questo ruolo non si esaurisce nell’ottenimento del finanziamento, ma la possibilità che ha il tutor è quella di accompagnare ancora per qualche anno l’azienda nel muovere i primi passi con dei flussi finanziari nuovi, quindi quelli del microcredito.
Il mio lavoro si svolge molto col passaparola, quindi molti imprenditori consigliano di rivolgersi a me in quanto evidentemente si sono trovati bene e spesso ricevo moltissime chiamate, quindi evidentemente il lavoro forse lo sto facendo abbastanza bene.
Ogni nuova pratica è una sfida, guardo sempre avanti e il passaparola è l’aspetto principale che mi permette di arrivare a contattare le persone, ma collaboro molto con commercialisti o altri professionisti, i quali conoscono l’attività per la quale sono specializzato.
Il rapporto che ho con i clienti è schietto, mi piace avere un rapporto paritario con il cliente già dal primo contatto telefonico che poi si trasforma in un primo contatto di persona.
Spiego dalla A alla Z tutto il percorso, le caratteristiche del microcredito imprenditoriale, in maniera molto approfondita perché, avendo molto rispetto per le scelte dell’imprenditore che a volte sono scelte di vita del proprio lavoro e della propria azienda, cerco di dare tutti gli elementi possibili, sia nozionistici, quindi la storia e la normativa del microcredito, ma soprattutto metto a disposizione tutto il mio background, le mie conoscenze e tutte le esperienze reali.
Questo valore aggiunto è gradito molto dai clienti che spesso a fine riunione hanno gli occhi illuminati dalla chiarezza: per me è una cosa naturale perché l’imprenditore fa scelte anche di vita per la propria azienda quindi non si può tralasciare nulla nella spiegazione di una tipologia di finanziamento che ha dei limiti, ma soprattutto delle opportunità.
Come tutor mi sento obbligato a spiegare tutto, per permettere agli imprenditori di prendere le decisioni concrete e serie basate su elementi chiari.
Secondo Lei quali sono i fattori che determinano il successo di un progetto finanziato con il microcredito?
Il fattore principale è la competenza dell’imprenditore, quindi la conoscenza che l’imprenditore ha del mercato nel quale opera o la conoscenza che il futuro imprenditore ha della fetta di mercato che vuole aggredire.
Il valore di un progetto non è la capacità di ottenere il massimo dei soldi che il microcredito a livello normativo può concedere, ma ottenere il massimo valore aggiunto da ciò che si richiede, quindi la capacità di spesa oculata per raggiungere determinati obiettivi.
Quali sono di successi più significativi che ha visto nel suo lavoro da tutor?
Mi appassiono e mi innamoro di tutti i progetti, quando scrivo un business plan: quando il progetto piace a me allora sicuramente ho quasi sempre un buon progetto, che è gradito all’imprenditore, ma anche alle banche.
I progetti che più hanno successo sono quelli che, dopo aver ricevuto il finanziamento, hanno la capacità di generare occupazione: questa è la soddisfazione maggiore perché grazie al mio lavoro, alla mia consulenza, riesco a migliorare, nel mio piccolo, il tessuto territoriale sardo, la terra in cui vivo.
Il fatto di poter contribuire nel mio piccolo a generare occupazione è una soddisfazione enorme ed è questo secondo me il vero successo di un’impresa.
Quali sono le sfide che si trova ad affrontare entrando in contatto con beneficiari che hanno background molto differenti?
Mi capita di avere a che fare con persone di differenti estrazioni sociali, differenti gradi di istruzione; quindi, cerco di spiegare al meglio anche con parole differenti a seconda della persona che ho di fronte lo strumento del microcredito e dove io ho meno competenze in determinati settori tecnici do qualche informazione generale.
Mi piace che l’imprenditore parli con il tecnico affinché, con le proprie orecchie e non per sentito dire o raccontato da me, senta e impari ulteriori elementi quali anche la gestione della vita aziendale e amministrativa.
Oltre a mettere a disposizione tutto il mio background di esperienze anche lavorative e professionali cerco di creare un gruppo di professionisti seri, e ce ne sono tanti, che possano dare una mano, soprattutto per le startup, all’inizio della costruzione di un’impresa.
Così l’imprenditore da subito sa esattamente cosa sta facendo e quali decisioni o scelte sono più adatte all’obiettivo che si prefissa.
Tre parole per definire il tutor?
Competenza, serietà e risultati: queste sono le tre parole che per me riassumono il ruolo di tutor e il significato di microcredito.



