PNRR: LA SFIDA È UTILIZZARE AL MEGLIO I FONDI EUROPEI

Print Friendly, PDF & Email

EMMA EVANGELISTA Direttore Microfinanza

La necessità di utilizzare risorse comunitarie è un dato di fatto che il governo Draghi ha ben presente come obiettivo vincolante alla sopravvivenza dell’economia domestica. La prima fase del progetto Recovery Found e PNRR si è brillantemente esaurita con il plauso della Commissaria UE, Ursula Von Der Leyen e con l’approvazione seguita dal primo anticipo per l’Italia dei fondi per il Piano di Ripresa e Resilienza arrivato il 13 agosto scorso con un bonifico della Commissione Ue da 24,9 miliardi di euro, ossia del 13% del totale stanziato per il piano italiano approvato da Bruxelles, che ammonta a 191,5 miliardi fino al 2026. I primi fondi sono divisi in 9 miliardi di sovvenzioni (in totale 68,9 miliardi) e 16 miliardi in prestiti (su 122,6 miliardi in totale). L’obiettivo che ora i tecnici messi in campo dal Presidente del Consiglio non dovranno assolutamente fallire sarà quello di utilizzare fino all’ultimo centesimo degli euro comunitari. Ricordiamo che il nostro Paese nel 2019, secondo il rapporto di audit prodotto dalla Corte dei Conti Europea ha speso solo il 43% dei fondi a disposizione anche a causa del ritardo nell’attuazione delle attività e dei programmi di investimento (fonte Openpolis e ECA.Europa.eu). Ma lo scenario che si prospetta dopo il 2020 è ben diverso e la Corte anche durante la crisi Covid ha continuato a fornire ai cittadini dell’UE e ai responsabili delle politiche economiche dei Governi, valutazioni indipendenti su questioni fondamentali, evidenziando ciò che ha funzionato bene e attirando l’attenzione su ciò che non ha funzionato e proprio su questi punti il presidente della Corte Klaus-Heiner Lehne ha dichiarato: “Anche per noi, in quanto Corte dei Conti Europea, c’è un tempo “prima” e “dopo” la crisi COVID-19. Il 2020 ha cambiato il nostro modo di lavorare e ha segnato una svolta nelle finanze dell’UE: nei prossimi sette anni l’UE potrà spendere 1 800 miliardi di euro, 750 miliardi dei quali saranno spesi per rispondere direttamente alla crisi COVID-19. Siamo investiti di importanti nuove responsabilità”.Dunque per il nostro Paese il conto alla rovescia é già iniziato e così il governo Draghi ha già promosso la costituzione di una Academy per i funzionari della pubblica amministrazione che dovranno coordinarsi soprattutto con gli Enti Locali per gestire le risorse. Entro la fine dell’anno, infatti, dovranno essere spesi, secondo le previsioni, almeno 15,7 miliardi. Fortunatamente buona parte di questi soldi sono già stati impegnati per il completamento di progetti già in corso, che andranno così a liberare finanziamenti nazionali già stanziati. In particolare sono 106 i progetti individuati suddivisi nelle sei aree coperte del PNRR. Il restante 87% arriverà con il completamento dei target fissati. I quasi 25 miliardi dell’anticipo andranno a finanziare innanzitutto il programma Transizione 4.0 con 1,7 miliardi e il Fondo Simest per l’internazionalizzazione delle piccole e medie imprese. Piani che rientrano nella missione sulla trasformazione digitale prevista dal PNRR. Nella seconda missione, quella per la rivoluzione verde, vedrà stanziati 1,6 miliardi a coprire interventi del biennio 2020-2021 destinati ai comuni per la valorizzazione del territorio e l’efficienza energetica. In questi tre grandi direttrici, sicuramente, trova spazio quella che è l’attivita di educazione finanziaria e di sostegno attraverso gli strumenti della microfinanza, che come già ribadito nell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, è una delle attività di maggiore efficacia per il raggiungimento degli obiettivi globali. C’è poi la terza missione sulle infrastrutture, che prevede diversi progetti già in corso per opere ferroviarie ad alta velocità: la tratta Liguria-Alpi, la Brescia-Verona-Padova, la Napoli-Bari, la Palermo-Catania e la Salerno-Reggio Calabria. Previsti anche finanziamenti per i nodi ferroviari metropolitani, circa 361 milioni, e l’elettrificazione della rete ferroviaria nel Sud per 188 milioni. Queste grandi opere contribuiranno all’efficienza del Paese e soprattutto saranno il volano di quell’asset fondamentale che raggruppa tutte le attività e gli interessi relativi allo sviluppo turistico e culturale di quello che da sempre è definito Belpaese e che può evolvere davvero grazie a questa preziosa risorsa naturale e artistica.

Print Friendly, PDF & Email
© 2019 Rivista Microfinanza. All Rights Reserved.