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Erminia Mazzoni

Avvocato - Ex Europarlamentare

Esperto di Diritto e Politiche dell’UE

What’s about Next Generation (Eu)?

In the past seven years, the Youth Guarantee has contributed to gain positive results. In 2013 the youth unemployment rate, including young people aged between 15 and 24 years, was to 24.4%; in 2019 it was down to 14.9%. The improving macro-economic context has certainly played a role, but a recent study suggests that the Youth Guarantee coupled with European funding has created opportunities for young people and has triggered structural reforms in Public Employment Services and education systems in the Member States1. However, due to the COVID-19 pandemic the young unemployment rate, in April 2020, was to 15,8% and it is deemed to raise quickly. Most economic studies show that young people and women are usually the first ones to be laid off. They work more often in the informal economy or in non-standard forms of employment, with no or little social protection, and women, in addition, suffer the overburden of family care activities. Therefore the Commission felt it important to reinforce the Youth Guarantee to help alleviating the impact of the COVID-19 crisis and preventing another youth unemployment crisis. The proposal integrates the changing realities of the labour market as well as the twin digital and green transitions2. Indeed, if teleworking, agile work and distance learning have become a reality for millions of people in the EU, the limits of the current level of digital preparedness in Europe have also emerged. Thus the European Commission even proposed the Agenda of new Skills, which therefore sets out a strategy for action in 12 areas.

Parole chiave:

GARANZIA GIOVANI

UN PONTE VERSO IL LAVORO

AGENDA EUROPEA DELLE COMPETENZE

TRANSIZIONE VERDE E DIGITALE

NEXT GENERATION EU

Sommario

  1. Introduzione
  2. Le proposte della Commissione:

2a. Un Ponte Verso il Lavoro

2b. La Nuova Agenda delle Competenze

  1. Conclusione

  1. Introduzione

Da mesi si parla di Recovery Plan o Piano per la Resilienza e la Ricostruzione, ma più correttamente dovrebbe parlarsi di Next Generation Eu o Piano per le Future Generazioni, all’interno del quale, tra gli altri, c’è anche il Fondo per la Ricostruzione. L’Unione Europea ha, infatti, lanciato un imponente piano per rispondere alla emergenza socio-economica del postpandemia, che si da come obiettivo generale quello di rimettere in piedi il sistema Europa puntando a una ricostruzione che utilizzi i nuovi mattoni e non le macerie lasciate dalla CoViD.

Il nuovo corso dell’Unione Europea, avviato dal Presidente della Commissione, la tedesca Ursula Von der Leyen, nella fase acuta di diffusione del Virus Sars- CoV - 2, ha finalmente mostrato il volto solidale dell’UE come definito negli artt. 2 e 3 del TUE. Con la Iniziativa sugli Investimenti per Rispondere al Coronavirus (CRII), la Commissione ha mosso il primo passo verso lo straordinario impegno di risorse comuni che trova sintesi nel Next Generation EU. Oggi ci troviamo di fronte a una possibilità di azione unica, per un totale di 750 miliardi di Euro.

In questo scenario, il tema dell’occupazione per le future generazioni è decisivo e va affrontato in maniera seria e incisiva. Qui si apre, però, il delicato tema delle materie assegnate dal TFUE alla UE, che ha consentito alla Commissione unicamente di definire gli indirizzi. Spetta, infatti, agli stati adottare le politiche per la regolamentazione del mercato del lavoro e all’Unione resta il compito di finanziare, nei limiti del proprio Bilancio, le azioni positive poste in essere in base agli indirizzi dati. Ecco perché la Commissione Europea, valutato il forte impatto della pandemia, in particolare su giovani e donne, e ritenendo opportuno intervenire per rafforzare la Garanzia Giovani e non solo, ha scelto, anche questa volta, lo strumento della proposta di Raccomandazione al Consiglio e della Comunicazione e non altro strumento normativo direttamente applicativo, dovendo mantenersi nei limiti della propria competenza e rispettare i principi fondanti del TFUE della proporzionalità e della sussidiarietà.

  1. Le proposte della Commissione:

La Commissione Europea, a Luglio di quest’anno, ha, pertanto, formulato la proposta di Raccomandazione al Consiglio Europeo “Un Ponte Verso il Lavoro”3, annunciata già a Gennaio, per sostituire quella adottata il 22 Aprile del 20134, con la quale si approvò il Pacchetto per la Garanzia Giovani, e ha presentato al Parlamento Europeo, al Consiglio Europeo, al Comitato Economico e Sociale e al Comitato delle Regioni l’Agenda europea delle competenze per la competitività sostenibile, l’equità sociale e la resilienza5. Lo sforzo economico che l’UE vuole mettere in campo, attraverso il programma Next Generation EU e il bilancio UE 2021-2027, si aggira sui 22 miliardi di euro.

Lo stimolo ad accelerare l’iter di tali iniziative è partito dalla esigenza di aggiornare le strategie di sviluppo e di crescita dell’Unione, in ragione del mutato quadro economico previsionale, quale effetto della riduzione del tasso di occupazione e della inversione del tendenziale di crescita del Pil, registrate tra la fine del 2019 e l’inizio del 2020.

2a. Un Ponte Verso il Lavoro

Nei sette anni appena passati Garanzia Giovani ha prodotto risultati sicuramente positivi; purtroppo il blocco dell’economia, dovuto alle misure di contenimento adottate per fronteggiare il Coronavirus, sta azzerando tali effetti. La disoccupazione giovanile, che aveva raggiunto nel 2013 il picco del 24,4% e alla fine del 2019 era scesa al 14,9%, già ad aprile 2020, è risalita al 15,4% in tutta l’UE e al 15,8% nella zona euro (in Italia ha toccato il 20,3%), con la prospettiva di un ulteriore peggioramento. Dentro questi numeri ritroviamo anche una parte di quei 6,5 Milioni di NEET, censiti nel 2013, che in questi anni sono stati raggiunti da offerte di lavoro, proposte di completamento degli studi o di tirocini, o sono stati accompagnati verso l’autoimpiego.

Purtroppo i giovani e le donne, sono i soggetti più vulnerabili. Il Rapporto sulle previsioni economiche future, redatto a Maggio di quest’anno dagli Uffici della Commissione Europea6, prevede che essi saranno i più colpiti dall’effetto CoViD.

I giovani ancora non occupati, perché vedono allontanarsi le prospettive di lavoro in un’economia che si contrae, mentre, gli occupati, perché sono i primi ad essere espulsi dal mercato, avendo per lo più contratti precari.

Le donne, giovani e non, già minoritarie nel mercato del lavoro e svantaggiate all’ingresso, dal canto loro subiscono in misura 5 volte superiore agli uomini il carico delle attività di cura, in una fase in cui la rete dei servizi pubblici acuisce le proprie criticità.

L’iniziativa “Un ponte verso il Lavoro” prende avvio dai punti deboli emersi nella fase applicativa di Garanzia Giovani, quali il limite di età troppo basso, il tempo di soli 4 mesi previsto per traghettare i beneficiari verso il mondo del lavoro e la mancata attenzione alle differenti condizioni di partenza. La proposta punta, di conseguenza, a supportare la esigenza fortemente avvertita di finalizzare gli interventi verso obiettivi mirati, come la inclusione di soggetti svantaggiati per livello di istruzione, per condizione fisica, per collocazione geografica o per appartenenza a minoranze etniche e l’abbattimento di barriere culturali di genere.

La Commissione Europea ha, pertanto, formulato dei correttivi per rendere l’intervento più performante. L’esecutivo Ue propone agli Stati, per quanto al vecchio Pacchetto garanzia Giovani, di ampliare le opportunità, coinvolgendo anche “i giovani vulnerabili, cioè appartenenti a minoranze razziali ed etniche, con disabilità o che vivono in alcune aree rurali, remote oppure in aree urbane svantaggiate… di portare il limite di età a 29 anni e di prevedere un periodo di pre-ingresso nello strumento di aiuto non computato nei 4 mesi …”3.

Ma la cosa più importante è che la nuova iniziativa - “Bridge to Work - Boosting Youth Employment.” - punta ad accompagnare le transizioni verde e digitale, costruendo un ideale ponte tra i giovani, nella fase in cui si attrezzano per entrare nel mercato del lavoro, e quest’ultimo, indirizzando le competenze verso le richieste delle imprese attraverso la predisposizione di un puntuale sistema di mappatura della platea di possibili beneficiari, di successiva consulenza, di orientamento e di tutoraggio su misura.

Il pacchetto si articola in 4 azioni: a. il rafforzamento della Garanzia Giovani con misure aggiuntive a sostegno dell’occupazione giovanile; b. la modernizzazione dei sistemi di istruzione e formazione; c. la promozione di apprendistati promossi con il coinvolgimento delle parti sociali e d. la creazione di reti per giovani imprenditori e centri di formazione intersocietari.

Nello specifico, le azioni si sviluppano attraverso le seguenti misure:

  • “sovvenzioni di avviamento e prestiti per giovani imprenditori
  • sistemi di tutoraggio e incubatori di imprese
  • bonus per le PMI che assumono apprendisti
  • sessioni di formazione per acquisire nuove competenze necessarie sul mercato del lavoro
  • sviluppo delle capacità dei servizi pubblici per l’impiego
  • formazione in materia di gestione della carriera nell’ambito dell’istruzione formale
  • investimenti nelle infrastrutture e nelle tecnologie dell’apprendimento digitale”.

La piattaforma pensata dalla Commissione UE mette in gioco le competenze di Istituzioni Europee e Stati Membri, necessarie perché le singole azioni siano organizzate in piani strategici nazionali, che mettano insieme, in un sistema integrato, strumenti, obiettivi e risorse. Potremmo dire che la proposta della Commissione è un’ottima traccia per costruire l’Europa del futuro.

2b. La Nuova Agenda delle Competenze

Con l’ ”Agenda delle competenze”, che punta a sviluppare le competenze professionali necessarie all’economia europea, l’UE vuole, entro il 2025, finanziare 540 milioni di attività di formazione, di cui 60 milioni per gli adulti con bassa qualifica e 40 milioni per i disoccupati, per portare il numero di adulti con competenze digitali di base fino a raggiungere i 230 milioni.

Con le sue 12 azioni, da sviluppare in collaborazione con Stati membri, aziende e parti sociali, l’Agenda si da l’obiettivo di consentire alle persone di intraprendere l’apprendimento permanente e di sbloccare investimenti pubblici e privati puntando sul capitale umano e sulle abilità delle persone.

Si prevede che il passaggio dell’UE a un’economia circolare, efficiente sotto il profilo delle risorse, digitalizzata e a impatto climatico zero, insieme alla diffusione dell’Intelligenza Artificiale e della robotica, condurrà alla creazione di nuovi posti di lavoro, mentre altre occupazioni cambieranno o scompariranno del tutto. A loro volta i cambiamenti demografici potranno generare nuove opportunità di lavoro nel settore sanitario, dell’assistenza e nell’economia d’argento3.

La pandemia di Covid-19 ha da subito evidenziato l’importanza di avere adeguate competenze digitali. Se, infatti, il telelavoro, il lavoro agile e l’apprendimento a distanza sono diventati realtà per milioni di persone nell’UE, sono anche emersi i limiti dell’attuale livello di preparazione digitale e di infrastrutturazione in Europa. In altre parole, a seguito della pandemia, molti europei avranno la necessità di riqualificarsi professionalmente o perfezionare le competenze che già possiedono, per adattarsi ai cambiamenti del mercato del lavoro causati dalla crisi che ha pesantemente colpito diversi settori.

La strategia di intervento, articolata in 12 azioni, prevede nello specifico:

  • Un patto per le competenze
  • Il miglioramento dell’analisi del fabbisogno di competenze
  • Il sostegno dell’UE agli interventi strategici nazionali in materia di sviluppo delle competenze
  • Una proposta di raccomandazione del Consiglio relativa all’istruzione e formazione professionale per la competitività sostenibile, l’equità sociale e la resilienza
  • L’attuazione dell’iniziativa delle università europee e sviluppo delle competenze degli scienziati
  • La definizione delle competenze a sostegno delle transizioni verde e digitale
  • L’aumento dei laureati in discipline STEM e promozione delle competenze imprenditoriali e trasversali
  • La profilazione delle competenze per la vita
  • L’iniziativa per i conti individuali di apprendimento
  • Un approccio europeo alle microcredenziali
  • La piattaforma Europass
  • Il miglioramento del quadro di sostegno per sbloccare gli investimenti privati e degli Stati membri nelle competenze.

Anche in questo caso, è indispensabile che la fase propulsiva e attuativa delle 12 azioni sia sostenuta da un approccio nazionale e sovranazionale coordinato.

La visione multidisciplinare espressa dalla Comunicazione della Commissione impegna i soggetti istituzionali a compiere uno sforzo di armonizzazione dei diversi sistemi coinvolti.

  1. Conclusione

La Commissione ha innescato un meccanismo sicuramente virtuoso, ma non del tutto coerente con le premesse, almeno per la parte relativa alla occupazione femminile.

La proposta, per rafforzare “la dimensione di genere”, si limita a prevedere “Specifiche campagne di sensibilizzazione e di comunicazione possono contrastare gli stereotipi di genere in giovane età e incoraggiare le giovani a considerare un ventaglio più ampio di percorsi educativi e professionali. Le giovani possono essere sostenute assicurandosi che siano a conoscenza non solo del proprio potenziale, ma anche dei propri diritti, tramite consulenza, orientamento e tutoraggio. Ciò include attività di assistenza e contrasto agli stereotipi di genere nelle decisioni in ambito educativo e professionale. A tale proposito la fase propedeutica è inoltre sostenuta da rinvii a partner che forniscono servizi sociali di supporto, quali assistenza all’infanzia, assistenza sanitaria e sostegno psicologico.”.

Forse un modo non adeguato di affrontare il tema del Gender Gap nel mondo del lavoro e addirittura un’occasione sprecata. Il Rapporto ultimo del World European Forum, richiamato dalla Commissione nei suoi atti, segnala un divario tra donne e uomini, recuperabile in 99.5 anni, il Documento sulle Previsioni economiche del futuro, redatto dalla stessa Commissione, segnala che non solo i giovani, ma soprattutto le donne verranno particolarmente colpite dagli effetti della crisi post-CoViD, “Tra i NEET il divario di genere è in parte aumentato in questi anni. In media nell’UE il divario era di 3,2 punti percentuali nel 2013 contro i 3,8 punti percentuali del 2019.”7 e ci si limita a prevedere misure per abbattere le barriere culturali.

La nuova iniziativa dovrebbe, piuttosto, allargare il suo orizzonte con misure mirate all’occupazione femminile e trasformare la Youth Guarantee in Youth and Female Guarantee, perché il ponte che si vuole costruire possa essere attraversato da tutti i soggetti vulnerabili.

La speranza è nel lavoro che abbiamo davanti. Questi strumenti, ancora allo stato di proposta, dovranno essere ridefiniti attraverso il coinvolgimento dei diversi stakeholder, in applicazione del metodo di costruzione delle decisioni bottom-up.

NOTE

1 Study for the Evaluation of ESF Support to Youth Employment - Final Report, March 2020.

2 Explanatory Memorandum to COM (2020)277 final - 2020/0132 (NLE) - Proposal for a Council Reccomendation.

3 Proposta della Commissione Europea di Raccomandazione al Consiglio - Comm (2020) 277 del 1.07.2020 final - 2020/0132 (NLE)

4 Raccomandazione del Consiglio sulla Istituzione di una Garanzia per i Giovani 2013/C 120/01

5 Comunicazione della Commissione Europea al Parlamento Europeo, al Consiglio Europeo, al Comitato Economico e Sociale e al Comitato delle Regioni - Comm (2020)274

6 Previsioni economiche europee, primavera 2020. Documento istituzionale 125, maggio 2020. Commissione europea

7 SWD (2017) 286 final/2, Roma integration indicators scoreboard (2011-2016)

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