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Vittorio Emanuele Agostinelli

Consulta giovanile del Pontificio Consiglio della Cultura

COVID-19, YOUNG PEOPLE AND SUSTAINABLE FINANCE - Abstract


On July 21st 2020, European leaders approved the Next generation Eu. This is a special fund for economic recovery, to be financed in the three-year period 2021-2023 with European government bonds (the Recovery bonds), which will be used to restart Europe after the Covid-19 pandemic. The Recovery Fund-Plans are the national reform projects that each

single member country will have to present in Brussels to obtain assistance from the Recovery Fund. A unique opportunity for the EU member states to provide an answer to the main challenges EU will face in the coming years. The Covid-19 economic crisis has hit and is hitting hard all countries of the world: consumption is decreasing, the economy slows down, many companies, large and small, have closed or are in danger of doing so. And the worst, unfortunately, could still come. Italy needs new legislative instruments and measures to ensure that all the allocated resources arrive efficiently and with an effective socio-economic impact on the real economy.


Finanza sostenibile, mercato del lavoro, formazione e occupazione giovanile, disuguaglianze territoriali e politiche sociali.


Sommario

1. Introduzione.

2. Next Generation EU e quadro finanziario pluriennale 2021-2027.

3. EU Green Deal, finanza sostenibile e giovani.

4. Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza “Next Generation Italia”.

5. Microcredito e Covid-19.


1. Introduzione

Nel pieno della prima estate da Covid-19 il 21 luglio 2020 i leader europei hanno approvato il Next Generation Eu, altrimenti noto in Italia con il nome di Recovery fund o “Fondo per la ripresa”. Si tratta di un fondo speciale per la ripresa economica, da finanziare nel triennio 2021-2023 con titoli di Stato europei (i Recovery bond), che servirà a far ripartire l’Europa dopo la pandemia. I Recovery fund-Plan sono i progetti nazionali di riforme che ogni singolo Paese membro dovrà presentare a Bruxelles per ottenere gli aiuti del Recovery Fund. La scadenza per l’invio del documento alla Commissione Europea per la valutazione è fissata ad aprile 2021. Francia e Germania hanno già pronto il proprio Recovery Plan mentre in Italia sono state definite le linee guida che serviranno a giustificare come verranno spesi i 209 miliardi di euro in arrivo dall’Unione Europea, 127,6 miliardi sotto forma di prestiti e altri 81,4 come sovvenzioni.

2. Next Generation EU e quadro finanziario pluriennale 2021-20271

Next Generation EU è uno strumento di ripresa temporaneo da 750 miliardi di euro che consentirà alla Commissione Europea di ottenere fondi sul mercato dei capitali. Tale strumento contribuirà a riparare i danni economici e sociali immediati causati dalla pandemia di coronavirus, per creare un’Europa post Covid-19 più verde, digitale, resiliente e adeguata alle sfide presenti e future. Il dispositivo per la ripresa e la resilienza è il fulcro di Next Generation EU e metterà a disposizione 672,5 miliardi di euro di prestiti e sovvenzioni per sostenere le riforme e gli investimenti effettuati dagli Stati membri. L’obiettivo è attenuare l’impatto economico e sociale della pandemia di coronavirus e rendere le economie e le società dei Paesi europei più sostenibili, resilienti e preparate alle sfide e alle opportunità della transizione ecologica e di quella digitale. Gli Stati membri stanno preparando i loro piani di ripresa e resilienza, che daranno diritto a ricevere fondi nell’ambito dello strumento per questi scopi. Next Generation EU stanzia anche 47,5 miliardi di euro per REACT-EU, una nuova iniziativa che porta avanti e amplia le misure di risposta alla crisi e quelle per il superamento degli effetti della crisi attuate mediante l’iniziativa di investimento in risposta al coronavirus e l’iniziativa di investimento in risposta al coronavirus Plus. REACT-EU contribuirà a una ripresa economica verde, digitale e resiliente.

I fondi saranno ripartiti tra: - il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR)

- il Fondo Sociale Europeo (FSE)

- il Fondo di Aiuti Europei agli Indigenti (FEAD)


Tali finanziamenti aggiuntivi saranno erogati nel periodo 2021-2022 nel quadro di Next Generation EU. Il piano assegnerà anche ulteriori finanziamenti ad altri programmi o fondi europei quali Orizzonte 2020, InvestEU, il Fondo per lo sviluppo rurale o il Fondo per una transizione giusta.

Per contribuire a riparare i danni economici e sociali causati dalla pandemia di coronavirus, la Commissione Europea, il Parlamento Europeo e i leader dell’UE hanno concordato un piano di ripresa che aiuterà l’UE ad uscire dalla crisi e getterà le basi per un’Europa più moderna e sostenibile. Il bilancio a lungo termine dell’UE, unito all’iniziativa Next Generation EU, uno strumento temporaneo pensato per stimolare la ripresa, costituirà il più ingente pacchetto di misure di stimolo mai finanziato dall’UE. Per ricostruire l’Europa dopo la pandemia di Covid-19 verrà stanziato un totale di 1.800 miliardi di euro. L’obiettivo è un’Europa più ecologica, digitale e resiliente.

Il nuovo bilancio a lungo termine potenzierà i meccanismi di flessibilità volti a garantire la possibilità di fare fronte a esigenze impreviste. Sarà quindi adeguato non solo alle realtà attuali, ma anche alle incertezze future.


3. EU Green Deal, finanza sostenibile e giovani2

L’agenda verde sarà il cuore della strategia di crescita dell’Unione Europea. In base al quadro tracciato dalla Commissione una delle principali linee guida per individuare settori e attività cruciali per la ripresa è l’EU Green Deal, il piano di politiche e di investimenti presentato alla fine di dicembre del 2019 per compiere la transizione verso un’economia più verde e inclusiva. Integrando l’EU Green Deal nel piano di rilancio dell’economia, le istituzioni europee hanno scelto di non posticipare gli obiettivi ambientali e climatici, bensì di farne il perno per la creazione di nuovi posti di lavoro (un milione di green job, secondo le previsioni) e per rendere l’economia più resiliente e competitiva nel lungo periodo.

La finanza è un ingranaggio cruciale per il funzionamento di questo piano e l’obiettivo dell’UE è far sì che i flussi di capitale siano diretti verso progetti, organizzazioni e settori in linea con le ambizioni ambientali dell’UE: almeno il 30% di Next Generation EU e del budget 2021-2027 dovrà essere speso per conseguire gli obiettivi climatici assunti con l’Accordo di Parigi e con l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

In particolare, il Consiglio ha accolto la proposta della Commissione, precisando che tutte le spese dell’UE saranno vincolate al principio del “do no harm”: non potranno cioè finanziare attività o progetti che abbiano impatti negativi su clima e ambiente. Quanto al settore privato, la comunicazione della Commissione UE precisa che gli investimenti potranno essere guidati dalla tassonomia delle attività eco-compatibili, una classificazione di settori economici e di criteri tecnici che definiscono quali attività possono essere considerate sostenibili dal punto di vista ambientale.

Lo scorso 25 Novembre 2020 il Forum per la Finanza Sostenibile presenta il manuale “Investimenti sostenibili per il clima” sottolineando come investire nella decarbonizzazione dell’economia favorirà il rilancio dalla crisi generata dall’attuale pandemia da Covid-19 e contribuirà a uno sviluppo socioeconomico di lungo periodo.

Alla priorità “verde” assegnata dal Patto europeo per il clima si aggiunge un presente in continua evoluzione, con istanze e trasformazioni sociali che aumentano.


“La crisi epocale che stiamo attraversando sta facendo emergere gli effetti di vuoti strutturali e di ritardi accumulati da tempo. Se la caduta dell’occupazione non è stata drammatica come quella del PIL, grazie al massiccio ricorso alle varie tipologie di ammortizzatori sociali, la diminuzione dell’occupazione si è tuttavia concentrata nel lavoro autonomo e in quello dipendente a tempo determinato (-13%), dove la componente femminile e quella giovanile sono elevate”.


È quanto scrive il presidente del CNEL Tiziano Treu nell’editoriale del nuovo numero del “Notiziario sul mercato del lavoro e la contrattazione del CNEL”, che aggiunge:


“La crisi ha colpito, in particolare, le fasce più deboli, lavoratori precari e a termine e, in generale, giovani e donne. Il rilancio dell’occupazione è un obiettivo prioritario delle politiche pubbliche. Il CNEL ha evidenziato come non siano sufficienti provvedimenti isolati e settoriali, e come gli stessi provvedimenti di incentivo, quali le decontribuzioni previste nella legge, non siano sufficienti a garantire una crescita durevole della occupazione, specie in periodi di crisi. Servono misure strutturali che affrontino i problemi alla radice. Occorre utilizzare le risorse europee per rafforzare il programma “Garanzia giovani” trasformando tale strumento in un effettivo ponte verso il lavoro. Vanno valorizzati e potenziati gli strumenti di transizione dalla scuola al lavoro, in particolare il meccanismo dell’apprendistato, strumento che in altri Paesi ha contribuito in grande misura a facilitare l’accesso dei giovani al mercato del lavoro regolare”.

4. Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza “Next Generation Italia”3

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), nell’ambito del programma straordinario di Next Generation EU, è la grande occasione dell’Italia per fornire una risposta alle principali sfide che dovrà affrontare nei prossimi anni. La bozza di PNRR del 07/01/2020 in discussione offre una visione d’insieme delle principali linee strategiche di investimento. Il Piano è costituito da 6 Missioni, che a loro volta raggruppano 16 Componenti in cui si concentrano 47 linee di intervento per progetti omogenei e riforme coerenti. I singoli Progetti di investimento sono stati selezionati al fine di concentrare gli interventi su quelli più trasformativi, a maggiore impatto sull’economia e sul lavoro.

Nelle bozze di lavoro preliminari di PNRR, si stimava un impatto positivo sul PIL reale crescente nel corso del tempo e pari a 2,3 punti percentuali aggiuntivi nell’anno finale del Piano rispetto allo scenario tendenziale di finanza pubblica. L’incremento della quota di investimenti che ora arriva al 70% del RRF (con conseguente riduzione della quota di incentivi al 21%), assicurerebbe, secondo stime in corso, un impatto sul PIL di circa 3 punti percentuali e un incremento occupazionale superiore a quello precedentemente stimato. L’effetto leva che potrà essere applicato a numerose linee progettuali, e le riforme strutturali che accompagneranno il Piano, aumenteranno ulteriormente tale impatto.


Le sei missioni e linee di intervento sono qui di seguito riportate:


Missione 1 - Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura (45,9 miliardi)

La prima componente riguarda la digitalizzazione e la modernizzazione della PA. I programmi di individuazione dei fabbisogni, mirati sulle nuove competenze e professionalità di cui la PA è carente, e quelli di reclutamento straordinario, da realizzare in tempi rapidi, sono rimodulati in modo più funzionale all’attuazione prioritaria dei progetti del RRF ed è prevista un’evoluzione del portale del reclutamento PA. L’intervento sulla PA passa sia attraverso il rafforzamento e la valorizzazione delle competenze e la semplificazione dei processi decisionali e autorizzatori, sia attraverso investimenti nelle infrastrutture digitali, che dotino la PA di interfacce condivise che consentano di fornire servizi moderni, interoperabili e sicuri. In questo ambito, lo sviluppo di un cloud nazionale e la effettiva interoperabilità delle banche dati delle PA avviene in parallelo e in sinergia con il progetto Europeo GAIA-X, nel cui ambito l’Italia intende avere un ruolo di primo piano. In questo quadro, occorre valorizzare in particolare la dimensione e l’impatto di genere (ad esempio in relazione allo sviluppo dello smart working, e all’accesso a posizioni dirigenziali) e quello sui giovani (ad esempio in relazione al reclutamento straordinario per l’esecuzione del PNRR). Uno specifico profilo di investimento nell’ambito della missione, con una sua autonomia progettuale, è volto a potenziare la digitalizzazione ed il capitale umano del sistema giudiziario italiano al fine di accelerare lo smaltimento del pregresso. Lo stanziamento totale per questa componente è di 11,3 miliardi. La seconda componente, “Digitalizzazione, ricerca e sviluppo e innovazione del sistema produttivo”, riguarda l’innovazione e la digitalizzazione delle imprese, ivi comprese quelle del comparto editoria e della filiera della stampa, la realizzazione di reti ultraveloci in fibra ottica, 5G ed investimenti per il monitoraggio satellitare. Viene finanziato il rafforzamento del programma Transizione 4.0, concentrando le risorse sulla dimensione più innovativa. Si prevedono inoltre progetti per sostenere lo sviluppo e l’innovazione delle catene del valore e delle filiere industriali strategiche più avanzate dal punto di vista dell’innovazione tecnologica e della sostenibilità ambientale, nonché la crescita dimensionale e l’internazionalizzazione delle imprese attraverso l’utilizzo di strumenti finanziari a leva. Si prevede a tal fine di costituire, all’interno di un sistema imperniato su una sezione operativa con un apporto di 2 miliardi. Lo stanziamento totale per questa componente è di 25,8 miliardi, integrati da 800 milioni di ReactEu. La terza componente, “Turismo e cultura”, significativamente rafforzata, mira ad incrementare il livello di attrattività del sistema turistico e culturale del Paese attraverso la modernizzazione delle infrastrutture materiali e immateriali, la formazione e il potenziamento delle strutture ricettive attraverso investimenti in infrastrutture e servizi turistici strategici. Anche in tale ultimo caso, si prevede la creazione di un fondo di fondi, con un fondo operativo di 500 milioni (facendo leva sui fondi PNRR per coinvolgere capitali europei - BEI/InvestEU - e privati per aumentare la portata dell’intervento su infrastrutture di ricettività e dei servizi turistici). È stato inserito un progetto Cultura 4.0 con l’obiettivo di promuovere l’integrazione tra scuola, università, impresa e luoghi della cultura attraverso l’interazione tra le imprese creative ed artigianali con attività di formazione specialistica turistica, archeologica e di restauro. Il disegno degli interventi punterà a valorizzare in particolare la dimensione femminile, generazionale e territoriale del cluster, disegnando gli interventi in modo da destinare una quota significativa di risorse alle regioni del Mezzogiorno e agli ambiti di attività caratterizzati da un’incidenza relativamente elevata di professionalità femminile e giovanile. Lo stanziamento totale per questa componente è di 8 miliardi.


Missione 2 - Rivoluzione verde e transizione ecologica (68,9 mld)

La prima componente, “Agricoltura Sostenibile ed Economia Circolare”, si articola su due linee progettuali. La prima punta a conseguire una filiera agroalimentare sostenibile, migliorare la competitività delle aziende agricole e le loro prestazioni climatico-ambientali, a potenziare le infrastrutture della logistica del comparto. La seconda linea punta alla realizzazione di nuovi impianti, in particolare nelle grandi aree metropolitane del Centro e Sud Italia, per la valorizzazione dei rifiuti al fine del completamento del ciclo e all’ammodernamento di quelli esistenti in linea col Piano d’azione europeo per l’economia circolare. Si investirà nel potenziamento e innalzamento tecnologico della raccolta differenziata, nello sviluppo di impianti di produzione di materie prime secondarie, nella conversione del biogas per la produzione di bio-metano da impiegare nei trasporti e anche per usi civili. Inoltre, questa linea di azione punta alla costituzione, nel quadro del fondo dei fondi connesso al PNRR, di un fondo operativo volto a far leva sulle risorse del piano per favorire lo sviluppo dell’economia circolare e della chimica sostenibile. Lo stanziamento totale per questa componente è di 5,2 miliardi, a cui si aggiungono 300 milioni di ReactEu. La seconda componente, “Energia rinnovabile, idrogeno e mobilità sostenibile”, punta a incrementare la quota di energia prodotta da fonti rinnovabili in linea con gli obiettivi europei, a stimolare lo sviluppo di una filiera industriale in questo ambito e a potenziare e a digitalizzare le infrastrutture di rete elettrica. L’aumento della produzione da fonti rinnovabili sarà realizzato in misura importante tramite lo sviluppo di parchi eolici e fotovoltaici offshore. Un’ulteriore linea progettuale, che viene rafforzata, riguarda gli investimenti nella filiera dell’idrogeno, elemento cruciale di uno dei flagship del NGEU (power up) e della strategia europea di abbattimento delle emissioni. Tra gli investimenti previsti all’interno di questa componente figura lo sviluppo del DRI connesso al progetto di decarbonizzazione dell’ex Ilva di Taranto e alla produzione di acciaio verde in Italia. Una specifica linea di azione è rivolta allo sviluppo della mobilità sostenibile attraverso il potenziamento delle infrastrutture per il trasporto rapido di massa e delle ciclovie e a un imponente rinnovamento del parco circolante di mezzi per il trasporto pubblico locale. Si promuove il rilancio dell’industria italiana produttrice di mezzi di trasporto pubblico e della relativa componentistica tramite una coerente e prevedibile politica di public procurement, il sostegno alla ricerca e sviluppo delle aziende della filiera autobus e più in generale dell’automotive, nonché contributi agli investimenti laddove praticabile dato il regolamento RRF e la normativa europea sugli aiuti di Stato. La distribuzione territoriale degli investimenti di questa componente dedicherà una quota significativa di risorse, superiore al 34%, al Mezzogiorno. Lo stanziamento totale per questa componente è di 17,5 miliardi, a cui si aggiungono 680 milioni di ReactEu. La terza componente “Efficienza energetica e riqualificazione degli edifici” punta all’efficientamento energetico del patrimonio edilizio pubblico e privato con contestuale messa in sicurezza e digitalizzazione delle strutture. Per quanto riguarda il patrimonio privato, è prevista l’estensione della misura del superbonus del 110% al 31 dicembre del 2022 per il completamento dei lavori nei condomini e al 31 dicembre del 2023 per gli IACP e per gli interventi di messa in sicurezza antisismica. È anche potenziato lo stanziamento per gli interventi di efficientamento energetico e riqualificazione degli edifici pubblici delle aree metropolitane. Lo stanziamento totale per questa componente è di 30,4 miliardi, a cui si aggiungono 320 milioni di ReactEu. La quarta componente, “Tutela del territorio e della risorsa idrica”, riguarda la tutela del territorio e della risorsa idrica, attraverso interventi sul dissesto idrogeologico, sulla forestazione e tutela dei boschi (finanziati per 1 miliardo dalle risorse FEASR), sugli invasi e la gestione sostenibile delle risorse idriche (finanziati per 520 milioni dalle risorse FEASR). È stata introdotta una nuova linea progettuale di 500 milioni (di cui 200 del ReactEu) dedicata alle infrastrutture verdi urbane. Lo stanziamento totale per questa componente è di 14,3 miliardi, a cui si aggiungono 200 milioni di ReactEu.


Missione 3 - Infrastrutture per una mobilità sostenibile (32 mld)

La prima componente, “Alta velocità di rete e manutenzione stradale 4.0”, si focalizza sulle infrastrutture necessarie alle grandi linee di comunicazione del Paese, innanzitutto quelle ferroviarie, in un’ottica di mobilità rapida, sostenibile e tecnologicamente avanzata. Accanto a un consistente intervento sulla rete ferroviaria, che è stato ulteriormente potenziato nel Mezzogiorno grazie al supporto dei fondi FSC, sono previsti alcuni investimenti per la messa in sicurezza e il monitoraggio digitale di viadotti e ponti stradali nelle aree del territorio che presentano maggiori problemi. Le risorse complessive per questa componente sono pari a 28,3 miliardi. La seconda componente, “Intermodalità e logistica integrata”, prevede un programma nazionale per gli investimenti per la logistica e la digitalizzazione dei porti - a partire da Genova e Trieste e per il rinnovo delle flotte portuali e dei mezzi di terra e la navigazione fluviale. La componente è stata potenziata per finanziare investimenti nei porti del Sud, mentre sono stati eliminati gli incentivi al rinnovo delle flotte e del parco veicolare. Le risorse complessive per questa componente sono pari a 3,7 miliardi.


Missione 4 - Istruzione e ricerca (27,9 mld)

La prima componente, “Potenziamento delle competenze e diritto allo studio”, è dedicata al potenziamento delle competenze e del diritto allo studio, alla lotta contro la povertà educativa e ai divari territoriali nella quantità e qualità dell’istruzione. La componente è stata significativamente rafforzata nella sua dotazione finanziaria. Le linee portanti sul contrasto ai divari territoriali sono costituite da un forte investimento su asili nido, scuole di infanzia e sezioni primavera, potenziato per colmare il divario nei confronti dei Paesi europei più avanzati, in particolare nel Mezzogiorno, insieme a interventi sulle scuole con maggiore incidenza di abbandono ed esiti educativi deboli, e finanziamenti per alloggi per studenti. Per il potenziamento della didattica si prevedono interventi per la didattica digitale integrata, le competenze STEM e il multilinguismo, con un focus specifico alla formazione delle donne. È stato inserito un progetto da un miliardo per l’estensione del tempo pieno nelle scuole. Parallelamente si investirà, con maggiori risorse, nelle infrastrutture (cablaggio, laboratori, aule didattiche). Infine, si intende favorire una maggiore integrazione tra scuole superiori e università e il rafforzamento dell’istruzione professionalizzante rivolta al mondo del lavoro. Si tratta di una componente particolarmente significativa non solo per la dimensione generazionale del PNRR, ma anche per quelle di genere e territoriale. Appare opportuno a tal fine sviluppare ulteriormente gli investimenti e i progetti operativi all’interno di precise linee di riforma. Le risorse complessive per questa componente sono pari a 15,4 miliardi, a cui si aggiungono 1,35 miliardi di ReactEu. La seconda componente, “Dalla ricerca all’impresa”, guarda alla ricerca di base, applicata e al trasferimento tecnologico. Mira a rafforzare il sistema della ricerca lungo le diverse fasi della maturità tecnologica e a innalzare il potenziale di crescita del sistema economico, agendo in maniera sistemica sulla leva degli investimenti in R&S, tenendo conto dei divari territoriali e della tipicità delle imprese. Una prima direttrice di intervento, significativamente potenziata, è rivolta al rafforzamento della filiera di R&S nel sistema della ricerca e nel sistema economico, attraverso il potenziamento delle grandi infrastrutture di ricerca, i partenariati allargati per lo sviluppo di progetti di ricerca orientati alle sfide strategiche di innovazione che il Paese ha davanti a sé. In particolare, sono stati introdotti interventi per due miliardi volti al finanziamento del fondo programma nazionale della ricerca, dei nuovi PRIN, e del fondo per l’edilizia e le infrastrutture di ricerca, in particolare nel Mezzogiorno. Una seconda direttrice si focalizza sul potenziamento dei meccanismi di trasferimento tecnologico, incoraggiando - con partnership ed investimenti pubblici e privati - l’innovazione attraverso l’uso sistemico dei risultati della ricerca da parte del tessuto produttivo. Sono contemplati, in quest’ambito, investimenti per il potenziamento di strutture di ricerca e la creazione di “reti nazionali” di R&S su alcune tecnologie abilitanti (Key Enabling Technologies), la creazione di “ecosistemi dell’innovazione” attorno a “sistemi territoriali” di R&S. L’ultima direttrice prevede interventi di sostegno all’innovazione nelle PMI attraverso dottorati innovativi e green. Le risorse complessive per questa componente sono pari a 10,7 miliardi, a cui si aggiungono 500 milioni di ReactEu.


Missione 5 - Inclusione e coesione (27,6 mld)

La prima componente, “Politiche per il lavoro”, che è stata significativamente potenziata, si concretizza nella revisione strutturale delle politiche attive del lavoro, nel rafforzamento dei centri per l’impiego e della loro integrazione con i servizi sociali e con la rete degli operatori privati; nella modernizzazione del mercato del lavoro al fine di migliorare l’occupazione e l’occupabilità, soprattutto giovanile (attraverso l’apprendistato duale e il servizio civile universale), e in particolare dei NEET, delle donne e dei gruppi vulnerabili; e nella promozione di nuove competenze (attraverso la riforma del sistema di formazione). Nello specifico si interverrà nella ridefinizione degli strumenti di presa in carico dei disoccupati con politiche attive dedicate e progettazione professionale personalizzata. La dimensione di genere, generazionale e territoriale di questa componente è ulteriormente rafforzata dalla complementarità con le misure di decontribuzione per i giovani, le donne ed il Sud, parzialmente finanziate attraverso il ReactEu. Le risorse complessive per questa componente sono pari a 6,7 miliardi, cui si aggiungono 6 miliardi di ReactEu. La seconda componente, “Infrastrutture sociali, Famiglie, Comunità e Terzo Settore”, è stata anch’essa potenziata e mira a intercettare e supportare situazioni di fragilità sociale ed economica. Una specifica linea d’intervento è pensata per le persone con disabilità o non autosufficienti e prevede l’incremento di infrastrutture e la messa a disposizione di servizi e reti di assistenza territoriale. Si interviene inoltre con progetti volti ad intercettare le principali vulnerabilità sociali in materia di povertà materiale, disagio abitativo, attraverso il rafforzamento dei servizi sociali, l’adozione di modelli innovativi di presa in carico dei soggetti più fragili, anche nei confronti di situazioni più complesse (nuclei familiari in difficoltà temporanea, senza dimora) e potenziando le iniziative di housing sociale. In questa componente, sono integrati gli interventi previsti dal Family Act coerenti con le priorità strategiche e trasversali del PNRR. Un’attenzione particolare è riconosciuta ad interventi di rigenerazione urbana, anche come strumento di supporto all’inclusione soprattutto giovanile, e al recupero del degrado sociale e ambientale. Nell’ambito di questa componente, in particolare, l’azione pubblica mira a valorizzare il contributo del Terzo Settore, che gioca un ruolo importante in relazione a questa ed altre linee di intervento del Piano. Le risorse complessive per questa componente sono pari a 10,5 miliardi a cui si aggiungono 380 milioni di ReactEu. La terza componente, “Interventi speciali di coesione territoriale”, prevede il rafforzamento della Strategia nazionale delle aree interne rilanciata dal Piano Sud 2030, con interventi sulle infrastrutture sociali e misure a supporto dell’imprenditoria giovanile e alla transizione ecologica indirizzati al maggior numero di aree caratterizzate da accesso limitato ai servizi di base e svantaggi socioeconomici, anche al fine di limitare i fenomeni di spopolamento. Sono inseriti in questa componente ulteriori fondi per la ricostruzione privata e il potenziamento della ricostruzione di servizi pubblici nelle aree colpite dai terremoti del 2009 e 2016. Inoltre, la componente include interventi concentrati nelle regioni del Sud per realizzare infrastrutture e laboratori per il trasferimento tecnologico in contesti urbani marginalizzati da rigenerare. È infine finanziato un programma per la riqualificazione e l’accessibilità da parte delle comunità dei beni immobili confiscati alle mafie. Le risorse complessive per questa componente sono pari a 4,2 miliardi.


Missione 6 - Salute (19,7 mld)

La prima componente, “Assistenza di prossimità e telemedicina”, incrementata di quasi tre miliardi, è finalizzata a potenziare e riorientare il SSN verso un modello incentrato sui territori e sulle reti di assistenza socio-sanitaria; a superare la frammentazione e il divario strutturale tra i diversi sistemi sanitari regionali garantendo omogeneità nell’erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza - “LEA”; a potenziare la prevenzione e l’assistenza territoriale, migliorando la capacità di integrare servizi ospedalieri, servizi sanitari locali e servizi sociali. Si vuole anche sviluppare un modello di sanità pubblica ecologica e un sistema di sorveglianza della sanità pubblica veterinaria e sicurezza degli alimenti, in grado di preservare la salute dei cittadini a partire dalla salute dell’ambiente mitigando l’impatto dei fattori inquinanti.

Lo stanziamento totale per questa componente è di 7,5 miliardi, a cui si aggiungono 400 milioni di ReactEu.

La seconda componente, “Innovazione dell’assistenza sanitaria”, anch’essa significativamente potenziata, è finalizzata a promuovere la diffusione di strumenti e attività di telemedicina, a rafforzare i sistemi informativi sanitari e gli strumenti digitali a tutti i livelli del SSN, a partire dalla diffusione ancora limitata e disomogenea della cartella clinica elettronica.

Lo stanziamento totale di questa componente è di 10,5 miliardi, a cui si aggiungono 1,3 miliardi di ReactEu.


5. Microcredito e Covid-194

La crisi economica da Covid-19 ha colpito e sta colpendo duramente tutti i Paesi del mondo: i consumi si riducono, l’economia rallenta, tante imprese, grandi e piccole, hanno chiuso o rischiano di farlo. Ed il peggio, purtroppo, potrebbe ancora arrivare. L’impatto delle misure di lockdown varate a Marzo 2020 per contenere la diffusione della pandemia è stato estremamente negativo per l’economia italiana. Le continue misure e limitazioni che si susseguono, nel tempo, rischiano di danneggiare aspramente le microimprese e le famiglie.

Se la pandemia dovesse protrarsi, gli effetti sull’economia sarebbero come una lunga onda capace di portare al fallimento anche aziende fino a ieri solide. Il 25% degli italiani ha difficoltà di accesso ai servizi finanziari e bancari. Il settore della microfinanza ha sofferto, ma è riuscito a superare la crisi, continuando a sostenere le piccole imprese e le famiglie, con prestiti per le nuove aziende fino a € 35.000,00 che il decreto liquidità di aprile 2020 ha esteso fino a € 50.000,00. I prestiti sono coperti e garantiti dallo Stato grazie al fondo di garanzia per le piccole e medie imprese con la previsione di prestiti anche per le famiglie fino a € 10.000,00.

Il microcredito consente di essere vicini alle realtà più fragili, che difficilmente riescono ad ottenere fondi dalle banche. Il microcredito non è da intendersi semplicemente quale credito di piccolo ammontare, ma è soprattutto attenzione alla persona, che porta ad accogliere, ascoltare e accompagnare chi si rivolge alle istituzioni di microfinanza, fino alla chiusura del programma di credito, e anche dopo, all’interno di un modello di sviluppo delle comunità locali, basato su equità, solidarietà e sostenibilità ambientale. Le piccole imprese trovano spesso le porte chiuse presso le banche, mentre la microfinanza fa ogni sforzo per accogliere le richieste che vengono presentate.

Come denunciato dal Prefetto Annapaola Porzio, Commissario Straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura, sono sempre di più i piccoli negozianti e gli imprenditori che cadono nella rete dell’usura rischiando di finire in mano alla criminalità organizzata. Quando ci si trova in una situazione di sovraindebitamento si rischia di divenire preda di forze negative illegali, che da questa crisi economica stanno trovando nuovo terreno di coltura e di alimento. Come si è già visto in occasione della crisi economica del 2008, i danni e le ferite si sono protratte nel tempo, per gli anni successivi. Questa nuova crisi colpisce imprese già fortemente provate in maniera devastante. Ecco perché è necessario un maggiore impegno per il microcredito con l’attivazione di nuovi strumenti legislativi e provvedimenti per far sì che le risorse, che pure vengono stanziate, arrivino nei tempi giusti e con un reale ed effettivo impatto sulla vita sociale ed economica del Paese.

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