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Emma Evangelista

Lo sviluppo del Sistema Paese passa attraverso le competenze e le nuove tecnologie sempre più vicine all’ambiente per un’economia circolare che rimette al centro l’individuo e il pianeta. Ne abbiamo discusso con il presidente dell’ENEA, Federico Testa. Proprio il Trasferimento di tecnologie innovative alle imprese, e soprattutto alle piccole e medie imprese che negli anni del boom hanno costruito il tessuto economico italiano e che ancora oggi sono il cuore nevralgico di un’economia provata dalla crisi e dalla pandemia, le risorse di apnea divengono fondamentali. IL focus sulle PMI, di un’agenzia nata negli anni ’60 per la ricerca sul nucleare e successivamente sulle rinnovabili e l’efficienza, sta sempre più focalizzandosi sulla mission principale: affiancare e supportare il mondo produttivo, con particolare riferimento ai ‘piccoli’ nella sfida della competitività e dell’innovazione, attraverso il trasferimento della conoscenza e l’offerta di tecnologie avanzate, servizi, progetti, prodotti, infrastrutture, professionalità dedicate. Un ruolo che diviene centrale per ENEA in un governo, quello del presidente Mario Draghi, in cui viene istituito un ministero per la transizione ecologica e che vede nella centralità di questa agenzia un duplice supporto come Trade Union anche con le funzioni fino ad oggi concertate con il Ministero dello Sviluppo Economico.

Professore l’Agenda2030 impone una linea di sostegno per l’economia circolare e lo sviluppo sostenibile. Come si inquadra l’ENEA in questo grande progetto di sviluppo, per il nostro sistema Paese e per l’economia globale?

Guardi gli slogan sono bellissimi e sono condivisibili da tutti noi, la fatica che dobbiamo fare è quella di riempire di contenuti pratici queste dichiarazioni di principio. Da questo punto di vista l’ENEA ha un patrimonio di competenze di conoscenze che può essere molto utile al Paese su tematiche come l’economia circolare, chi è contrario all’economia circolare? Chi può essere contrario all’economia circolare? Nessuno! Cioè il tuo rifiuto diventa la mia materia prima, per farlo abbiamo bisogno di avere cosa entra a livello locale nelle singole imprese cosa esce e capire se quella cosa lì che esce può diventare la materia prima di uno che sta a 100 m o 100 km a seconda del valore che c’è, ecco per fare tutte queste cose c’è bisogno di mettere i piedi per terra. Le dichiarazioni di principio, da questo punto di vista l’ENEA ha delle esperienze e noi vogliamo valorizzarle e renderle disponibili al Paese.

L’ENEA nasce da un’idea futuribile. Oggi invece quell’idea come diceva Lei si concretizza e mette a terra quelle che sono le prospettive. Cosa sta facendo oggi l’ENEA per sostenere le piccole e medio imprese italiane?

Le piccole e medie imprese sono ancora la struttura portante della nostra economia, sono tanti anni che si parla di sistema economico che deve evolvere, con questo abbiamo a che fare oggi, poi come evolverà lo vedremo e lo costruiremo. Per una piccola media impresa ragionare di ambiente e sostenibilità una volta era un lusso, ma prima dobbiamo fare altre cose, produrre, essere competitivi. Adesso essere competitivi e produrre in maniera sostenibile diventa un fattore primario, quindi diventa importantissimo avere a che fare con le piccole e medie imprese che sono più difficili da gestire delle grandi imprese, perché sono tante, sono diffuse sui territori e quindi è spesso il titolare, come dico io scherzando, che fa il responsabile della produzione, va in banca a trattare i fidi, fa la contabilità e se gli avanza tempo forse pensa anche alla sostenibilità, ecco noi dobbiamo aiutare queste imprese che sono il nostro tessuto portante ad evolvere, a rimanere competitive, magari capendo che è all’interno di una rete che si costruisce il fattore dimensionale, ma questo già lo facciamo, e quindi il nostro sforzo, come ENEA, è quello che da almeno tre anni è di non limitarsi alle dichiarazioni di principio e al rapporto con quelli con cui è facile averlo, i grandi, ma provare a calare di dimensione sui territori perché questo diventa vitale per il nostro sistema economico.

Allora per quanto riguarda ENEA fa proprio questo ponte con le medie piccole imprese attraverso quelli che voi chiamate ambasciatori della tecnologia. Quindi questa nuova figura che avete inventato come può essere utile in questo momento di grave crisi economica?

Questi ambasciatori che ci siamo inventati sono uno dei tentativi di capire come arrivare alla piccola e media dimensione, e abbiamo capito che al di là di quello che si scrive sui social, sui giornali ecc.. Bisogna mandarci una persona fisica e quindi noi cerchiamo di raccogliere le disponibilità delle imprese a livello territoriale a ricevere questi ambasciatori e poi mandiamo questi soggetti il cui compito è: “Ti aiuto a capire cosa possiamo fare per te per farti evolvere, per aiutarti a affrontare temi che tu fino ad oggi non hai affrontato”, perché questo diventa un importante fattore di competitività per il futuro. È una scommessa, è difficile, è molto più difficile che limitarsi ai proclami ma se non si fa così non andiamo da nessuna parte, quindi noi vogliamo fare così!

Quindi stiamo recuperando una dimensione umana importante?

Ci stiamo provando, perché sappiamo come a livello della piccola - media dimensione non solo, ma soprattutto a livello della piccola-media dimensione questo sia un fattore rilevante, cioè hai di fronte una persona che è lì a tua disposizione per aiutarti a capire quali sono le cose che ti possono essere utili.

Parliamo di ecologia, il Presidente Mattarella ha più volte ribadito che è necessario che il Paese diventi più sostenibile e anche le sue imprese, l’ENEA lo fa da sempre e soprattutto la stima del presidente Mattarella ha per lei è un segnale di quello che può essere una ripresa in senso ecologico di tutte queste imprese e di tutte queste industrie, ma quanto è difficile oggi per voi sostenere questo percorso?

La ringrazio dell’attestato di stima del Presidente Mattarella che mi fa molto piacere. È un percorso difficile, però devo dire che anche grazie al lavoro fatto dalle associazioni ambientaliste, a volte anche in solitudine, qualche volta anche con le critiche di chi diceva “sì vabbè ma questa è ideologia e invece parliamo di cose concrete”. La sensibilità ambientale è cresciuta molto nostro Paese e non solo, quindi basta che Lei guardi la pubblicità in televisione la sera alla fine dei telegiornali, vedrà che non c’è impresa che non cerchi di convincerci che il suo prodotto è sostenibile rispetto all’ambiente e che non è nocivo. Questo è un fattore importante, naturalmente come dicevo prima, queste cose vanno poi riempite di contenuti e quindi io devo riuscire ad aiutare se posso, la singola impresa del singolo settore a capire qual è la soluzione giusta per lei, non a capire che dobbiamo essere più sostenibili in generale. Qual è la soluzione che può adattarsi alla sua realtà e su questo stiamo lavorando, io credo che sia importantissimo lavorare insieme con altri, quindi stiamo collaborando con il GSE e con altri soggetti che operano in questo ambito, proprio per cercare di portare soluzioni concrete.

L’Ente Nazionale per il Microcredito sta sviluppando una linea comune con quella dell’ENEA perchè cerchiamo di dare credito a chi non ha garanzie reali e lo facciamo proprio attraverso la formazione di tutor che si occupano di questo accompagnamento verso il credito. A Suo avviso questo potrebbe essere un pre incubatore per le aziende che poi vogliano svilupparsi in modo tecnologico attraverso l’ENEA? Assolutamente sì! Perché alla fine senza le risorse per sviluppare le soluzioni non si va da nessuna parte, quindi io vedo questo come un percorso parallelo, nel senso che non è altro, è un aspetto che va sottolineato e tenuto in considerazione, quello delle risorse disponibili per poter fare e quindi si sposa benissimo con l’idea di aiutare le imprese in concreto al di là degli slogan, a fare dei passi in avanti perché la loro sopravvivenza e la loro capacità di essere competitivi in futuro deriverà da questo. Le vecchie ricette erano, “il nostro prodotto costa 0,01 in meno del prodotto concorrente” Questo è il fattore costo, e rimane un fattore importante, ma soprattutto alla luce di quello che ho detto rimane centrale il fatto che tu sei un’impresa, riconosciuta come portatrice di un messaggio anche di sostenibilità ambientale. Per questo servono le risorse e serve la ricerca, se l’Ente Nazionale per il Microcredito ci mette le risorse, l’ENEA ci può mettere la ricerca. Parliamo di questo nuovo Governo e soprattutto di questo nuovo Ministero della Transizione Ecologica, Lei che cosa ne pensa? Io per principio non esprimo giudizi sui Governi, a me pare che l’idea di puntare direttamente sulla tematica della transizione verso un mondo diverso sia un’idea che ha certamente un senso per tutte le ragioni che Le ho detto prima, adesso naturalmente tutto ciò dovrà essere valutato e verificato nei fatti, però mi sembra un buon punto di partenza. Cosa proporrebbe Lei visto che comunque siete abituati a lavorare con il MISE, adesso dovrete interloquire con tanti altri Ministeri, uno dei più importanti sarà quello dei trasporti e per l’energia. Che cosa proponete come innovazione?

Ce ne sono di cose su cui bisogna ragionare, chiaro che il nodo dei trasporti è un nodo importante soprattutto a livello urbano in cui dobbiamo fare delle cose, ma altrettanto importante per esempio è la tematica dell’efficienza energetica su cui noi abbiamo contribuito a rendere fattuale l’ecobonus e i super ecobonus. Se mi permette, ma proprio in maniera sintetica, noi dobbiamo fare in modo che tutto ciò che è necessario a favore della sostenibilità, abbia anche delle ricadute a livello di filiera industriale. Quando noi ci siamo occupati dello sviluppo delle rinnovabili in Italia, un po’ di anni fa, era necessario in quel momento. Si può discutere degli incentivi che erano troppo alti, non erano troppo alti, va bene, dovevamo recuperare un ritardo e l’abbiamo fatto. L’unico punto visto con il senno di poi su cui avremmo potuto forse fare meglio era favorire la nascita di filiere industriali che producessero le materie prime, che servivano poi per fare quello sviluppo e invece noi per come era la situazione, non solo qui ma in tutto il mondo abbiamo finito per comprare i pannelli fotovoltaici cinesi e l’eolico in nord Europa. Se noi dobbiamo pensare a uno sviluppo, dobbiamo coniugare la possibilità di uno sviluppo sostenibile con la crescita di filiere industriali, che producano occupazione e reddito nel nostro Paese. Presidente un’ultima domanda, nucleare si nucleare no? Sul nucleare da fissione cioè il nucleare tradizionale, abbiamo fatto due referendum, non credo che sia in discussione in questo momento, non mi pare sia una cosa che viene vissuta come accettabile dal punto di vista sociale. Cosa diversa è il nucleare da fusione che è quello che non produce scorie, che non produce proliferazione, possibile proliferazione a livello militare sul quale l’ENEA sta facendo proprio in provincia di Roma, a Frascati, dopo aver fatto un bando che riguardava tutte le regioni italiane, un investimento da 650 milioni, uno degli investimenti più importanti al mondo su cui abbiamo ricevuto domande di partecipazione e di assunzione da parte di giovani ricercatori di tutto il mondo. Noi dobbiamo puntare su questo, cioè l’Italia ha buone competenze, ha una scuola, un’università che al di là di tutte le critiche che si possono fare è di livello elevato. Noi dobbiamo competere a quel livello o altrimenti se pensiamo di fare concorrenza ai Paesi in via di sviluppo sul costo della magliettina di cotone dobbiamo mettere nel conto che avremo anche un sistema sociale e una vita paragonabile a quel costo. Noi dobbiamo cercare se vogliamo mantenere gli stili di vita e le condizioni sociali che abbiamo, di competere a livello che la nostra istruzione e la nostra storia ci consente di fare.

L’EnEa è l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, “ente di diritto pubblico finalizzato alla ricerca, all’innovazione tecnologica e alla prestazione di servizi avanzati alle imprese, alla pubblica amministrazione e ai cittadini nei settori dell’energia, dell’ambiente e dello sviluppo economico sostenibile”. ENEA è specializzata nella ricerca ‘applicata’ e, proprio per la sua mission riferita alle imprese, fa capo al MiSE e non al MIUR. L’Agenzia può contare su oltre 2600 ricercatori e tecnologi in 13 Centri di Ricerca e grandi Laboratori sul territorio nazionale, con impianti sperimentali, hall tecnologiche e strumentazioni avanzate per la realizzazione di progetti, studi, prove, valutazioni, analisi e servizi con particolare riferimento all’innovazione di prodotto e di processo. I suoi punti di forza sono le tecnologie energetiche (fonti rinnovabili, accumuli, mobilità sostenibile, smart city), la sostenibilità dei sistemi produttivi e territoriali (economia circolare, beni culturali, protezione sismica, sicurezza alimentare, biotecnologie, materie prime strategiche, cambiamento climatico), fusione e sicurezza nucleare, efficienza energetica. ENEA ricopre il ruolo di Agenzia Nazionale per l’efficienza, è Coordinatore del Cluster nazionale energia e del Programma nazionale di ricerca sulla fusione.

Federico Testa - Nato a Verona nel 1954, è Professore Ordinario di Economia e Gestione delle Imprese presso l’Università degli Studi di Verona. Commissario dell’ENEA dall’agosto 2014 e Presidente dal marzo 2016, dopo l’uscita dal commissariamento. Dal 2002 al 2005 è stato Vice-Presidente di Agsm spa di Verona e nel 2006 è stato eletto alla Camera dei Deputati entrando a far parte della Commissione Attività Produttive; confermato nell’incarico, nel 2008 ha assunto l’incarico di responsabile nazionale per l’energia e i servizi pubblici del Partito Democratico.

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