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Credito inclusivo e sviluppo digitale: politiche e casi d’uso

Giovanni Nicola Pes

Vice Segretario Generale dell’Ente Nazionale per il Microcredito

Premessa

Già prima dell’esplosione della pandemia, la Commissione Europea a guida Von der Leyen aveva tracciato un solco importante di cambiamento degli indirizzi delle politiche europee per lo sviluppo e la crescita: un solco caratterizzato da due pilastri a forte connotato innovativo, connessi con la doppia rivoluzione del digitale e del green. In piena sintonia con questi indirizzi della Commissione – rivelatisi fondamentali non solo per poter affrontare nell’immediato la crisi economica e sociale in atto, ma anche per poter affrontare l’uscita dalla stessa – la progettualità dell’ENM è stata sempre più caratterizzata da una forte attenzione, da un lato, ai temi dell’innovazione e della digitalizzazione diffusa delle micro e piccole imprese e dall’altro, a quelli della transizione verde ed ecologica, nella direzione degli obiettivi ambiziosi dello European Green Deal.

Tra le tendenze più importanti che emergeranno nei prossimi anni vi sarà, infatti, un’accelerazione dei processi di digitalizzazione del sistema economico, trainata sia dalla necessaria ristrutturazione dell’offerta, sia dall’inevitabile cambiamento delle abitudini di consumo sul fronte della domanda; tali processi innescheranno una rapida trasformazione della struttura produttiva delle imprese, la cui scarsa digitalizzazione è una delle cause della bassa produttività e della lenta crescita che ha caratterizzato il sistema produttivo italiano negli ultimi anni. È proprio questo, del resto, uno degli aspetti al centro del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), le cui risorse saranno in gran parte destinate all’attivazione di processi di transizione digitale.

Il contesto economico e sociale mutato dal Covid-19

Il digitale ha rappresentato per le imprese uno degli strumenti più utili per superare il momento di difficoltà dovuto alle conseguenze del Covid-19. Si stima che, a livello globale, il 71% delle PMI sia sopravvissuto alla pandemia grazie alla digitalizzazione, con una percentuale che si riduce al 63% se si focalizza l’attenzione sul solo contesto italiano. Sempre in Italia, il 72% delle PMI ha aumentato la presenza online della propria azienda nell’ultimo anno, di cui il 17% in modo significativo. Per le PMI italiane gli investimenti si sono concentrati maggiormente nelle tecnologie a servizio del marketing (35%) e dell’assistenza clienti (31%), mentre con l’inizio dell’emergenza soltanto il 45% delle imprese era già in possesso di una soluzione di customer relationship management.

La “rivoluzione digitale” innescata dalla pandemia è destinata a produrre anche effetti positivi a lungo termine. In Italia una piccola e media impresa su tre prevede che i propri dipendenti si adattino a una modalità di lavoro ibrida, dividendo il proprio tempo tra ufficio e remote working. In primo piano, oltre ai cambiamenti nell’organizzazione interna, ci sono anche le esigenze dei clienti: in Italia, il 42% delle PMI ha ampliato i modi in cui i clienti possono entrare in contatto con loro e il 39% offre ai propri clienti maggiore flessibilità per soddisfare le loro necessità.

La transizione digitale delle micro e piccole imprese

La transizione digitale interessa in modo specifico anche le imprese di più piccola dimensione. Al riguardo, dai più recenti dati Cerved risulta che l’88% delle microimprese italiane ha un livello di digitalizzazione molto basso (77,6%) o basso (10,2%), contro l’8,8% che esprime una moderata digital capability e solo il 3,4% un’elevata digital capability. Anche tra le microimprese che mostrano un’elevata predisposizione alla crescita, questo potenziale rischia di rimanere inespresso a causa di una ancora troppo bassa diffusione delle competenze digitali. In tale contesto, tutta la strategia progettuale dell’ENM è oggi tesa a colmare il gap esistente tra le reali competenze digitali dei micro-operatori economici e le esigenze di digitalizzazione diffusa oggi richieste dal mercato, aiutando i microimprenditori a raggiungere quei requisiti minimi di digitalizzazione necessari per operare efficacemente sul mercato stesso.

A tal fine, è necessario agire lungo due direttrici:

a da un lato, favorire una maggior consapevolezza dei piccoli e micro operatori economici sull’esigenza di introdurre innovazioni digitali affidabili e sicure e, quindi, supportarli in tale percorso di innovazione. Tali operatori, infatti, spesso non pienamente consapevoli delle mutate condizioni del mercato e dei rischi connessi con un mancato adeguamento agli standard di sicurezza, devono essere resi capaci di operare in un contesto complesso e in continua evoluzione;

b dall’altro, superare il digital divide tra le imprese italiane (in particolare micro e piccole) e la media delle imprese europee. Al riguardo, una ricerca del 2020 dell’Osservatorio innovazione digitale nelle PMI del Politecnico di Milano (“La maturità digitale nelle PMI italiane”) ha evidenziato che il gap digitale tra le PMI italiane e la media europea si attesta al 37%, con punte che vanno dal 65% nei confronti della Germania al 20% nei confronti della Francia.

La strategia dell’ENM per la digitalizzazione delle micro e piccole imprese

Nella strategia dell’ENM, lo sviluppo di una maggiore consapevolezza sull’esigenza di introdurre innovazioni digitali è reso possibile innanzitutto attraverso apposite campagne di sensibilizzazione mirate al recepimento di tali esigenze da parte del target e poste in atto ai diversi livelli territoriali del Paese, grazie alle reti di comunicazione che l’Ente attiva coinvolgendo stakeholders ed aggregatori interessati, come ad esempio Camere di Commercio, associazioni imprenditoriali, acceleratori, ecc. Da parte sua, l’ENM mette a disposizione tutta la propria vasta rete di organismi convenzionati pubblici, privati e del terzo settore, al fine di diffondere presso il target, sull’intero territorio nazionale, la consapevolezza di dover acquisire una maggiore conoscenza e competenza sui temi dell’innovazione digitale.

Successivamente a tale indispensabile attività di informazione e sensibilizzazione, la prassi dell’ENM prevede l’attivazione, nell’ambito dei diversi progetti dallo stesso implementati, di veri e propri percorsi di formazione del target sui temi specifici dell’innovazione digitale e di trasferimento di competenze imprenditoriali in relazione alle specifiche esigenze di ciascuna azienda. A ciò può seguire – quale significativo valore aggiunto fornito dall’ENM – un’offerta calibrata di strumenti finanziari e di tutoraggio per l’avvio o lo sviluppo di attività innovative e digitali, grazie alla dotazione di prodotti e servizi per l’impresa governati dall’Ente stesso; strumenti che sono accessibili su tutto il territorio nazionale e risultano particolarmente adeguati per il target delle micro e piccole imprese, in quanto non comportano il rilascio di garanzie reali essendo assistiti dalla garanzia pubblica fornita dallo Stato. Ciò vale sia per i micro e piccoli operatori che operano in comparti innovativi, sia per quelli che operano nei comparti di economia più tradizionale (quali l’artigianato, il commercio, l’agricoltura, il turismo, ecc.) spesso meno consapevoli della necessità di introdurre soluzioni di innovazione digitale “sicure”.

L’obiettivo dell’ENM, quindi, è quello di realizzare un ecosistema nazionale che favorisca lo sviluppo di competenze innovative, valorizzando il know how proprio della finanza etica volta a sostenere la diffusione dell’innovazione presso il target di riferimento, muovendo in direzione dello sviluppo tecnologico, della crescita sostenibile e della diffusione di una nuova cultura imprenditoriale, più vicina al mondo della ricerca e dell’università e maggiormente disposta ad aprirsi ai flussi internazionali di capitale umano e finanziario.

L’obiettivo della transizione ecologica

Inoltre, per quanto riguarda la transizione ecologica, l’obiettivo che l’ENM si propone è quello di creare le infrastrutture necessarie in termini di capitale umano, per la realizzazione di una domanda e offerta di finanziamenti volti allo sviluppo sostenibile e all’eco-compatibilità, al fine di favorire l’incontro fra la nuova domanda e la nuova offerta. Anche in questo caso, l’azione dell’Ente è guidata dagli obiettivi fissati dalla Commissione Europea nel Next Generation EU, recepiti a livello nazionale dal PNRR, nel cui ambito un ingente volume di risorse è destinato proprio ai temi della cosiddetta “Rivoluzione verde”. L’alto potenziale legato alla presenza delle notevoli risorse ambientali del nostro Paese, ancora poco valorizzate, rappresenta per l’ENM un reale volano di sviluppo sociale ed economico su cui fare leva in un quadro di sostenibilità, equilibrio virtuoso di integrazione delle diverse dimensioni dello sviluppo economico, ambientale e sociale, nel rispetto dei territori e delle loro identità.

L’accordo ENM - MUR

Coerentemente con questi orientamenti, l’ENM ha portato avanti un’importante attività progettuale finalizzata alla diffusione dei processi di digitalizzazione delle micro e piccole imprese e alla realizzazione di progetti eco-compatibili e sostenibili dal punto di vista ambientale, volti a favorire a livello nazionale:

a l’innovazione e la digitalizzazione, attraverso la creazione e lo sviluppo delle tecnologie a servizio delle imprese e dei cittadini, nonché l’abbattimento del digital divide;

b la conoscenza e la competenza delle persone e delle imprese, attraverso gli investimenti in alta formazione, istruzione, ricerca e sviluppo;

c la sostenibilità ambientale e sociale, per una crescita equa e inclusiva, secondo gli standard del green new deal europeo, attraverso l’adozione di un modello di sviluppo totalmente improntato al benessere dei cittadini e del territorio, alla protezione dell’ambiente e ad un lavoro di qualità.

L’ENM pertanto, attraverso un’azione sistemica, ha avviato in questi anni una serie di iniziative volte a consentire alla micro e piccola impresa di poter operare efficacemente in un mercato che, anche a causa della crisi provocata dalla pandemia, rende urgente ridefinire modelli di business in senso innovativo, digitale e sostenibile.

Tra tali iniziative, assume particolare importanza l’accordo stipulato il 14 luglio 2020 con il Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR), finalizzato alla realizzazione di un’azione strutturata per la valorizzazione economica della conoscenza, nel cui ambito l’ENM assume il ruolo di cinghia di trasmissione tra il mondo della ricerca e quello dell’economia reale, segnatamente ai fini del trasferimento tecnologico, per favorire un’innovazione diffusa, rivolta non solo a coloro che operano in comparti innovativi, ma anche a coloro che operano in comparti economici di tipo «tradizionale», non sempre consapevoli della necessità di innovare e di digitalizzarsi, necessità resa ancor più urgente dalla pandemia Covid-19.

Questi i punti chiave dell’accordo:

MUR ed ENM promuovono le opportunità di sostegno economico e di tutoring a nuove microimprese e attività professionali o di lavoro autonomo rientranti nei parametri individuati dall’art. 111 del Testo Unico Bancario (TUB), i cui titolari siano giovani che frequentano corsi universitari o post-universitari, ovvero che abbiano già conseguito un diploma di laurea;

MUR ed ENM promuovono il c.d. “microcredito per la formazione”, volto a favorire la frequenza a corsi di formazione anche di natura universitaria o post-universitaria per agevolare l’inserimento dei giovani nel mercato del lavoro, nonché ai relativi servizi di job placement;

con riferimento alla missione di insegnamento (prima missione dell’università), MUR e ENM si impegnano ad attivare diverse linee di offerta formativa legate al collegamento tra la microfinanza, la finanza sostenibile e l’avvio di attività imprenditoriali;

con riferimento alla seconda missione dell’università, MUR ed ENM svolgono attività e studi finalizzati a individuare nuove soluzioni e nuovi prodotti di supporto agli individui e alle imprese;

con riferimento alla terza missione dell’università, MUR ed ENM collaborano secondo due direttrici. In primo luogo, si adoperano per la valorizzazione economica della conoscenza, operando quale “cinghia di trasmissione” tra il mondo universitario e quello economico e imprenditoriale, con particolare riferimento al trasferimento tecnologico. A tal fine, l’ENM mette a disposizione la propria infrastruttura operativa ed il proprio Innovation Hub “Officina dell’Innovazione”. In secondo luogo, MUR e ENM promuovono attività culturali e sociali, mettendo le conoscenze universitarie al servizio dell’educazione dei cittadini, con particolare riferimento alla diffusione dell’educazione finanziaria e allo sviluppo della cultura imprenditoriale.

Le iniziative dell’ENM per l’impresa digitale

A titolo esemplificativo e non esaustivo, di seguito si illustrano le principali iniziative dell’ENM riguardanti l’impresa digitale.

  1. Officina dell’Innovazione

L’ENM ha realizzato un proprio Innovation Hub, chiamato “Officina dell’Innovazione”, che è stato finanziato nell’ambito del “PON Legalità FESR/FSE 2014-2020 - Asse 4”. Officina dell’Innovazione è un ecosistema di strumenti finanziari, competenze, servizi e tutoraggio che l’ENM mette a disposizione. L’hub sostiene lo sviluppo di idee, progetti e startup per stimolare l’innovazione a beneficio del territorio, accelera l’adozione di innovazione da parte delle micro e piccole imprese (costituite o costituende), e porta sul mercato idee e iniziative imprenditoriali innovative inerenti ai settori di maggior valore per l’economia territoriale. La vision di Officina è sostenere l’ecosistema dell’innovazione nazionale da e per il territorio ed essere cinghia di trasmissione tra il mondo della ricerca e quello dell’economia reale.

L’hub si rivolge a persone appassionate di digitale e innovazione che vogliono realizzare un progetto innovativo in uno dei settori strategici per il territorio, come sanità e assistenza sociale, logistica e trasporto merci, agroalimentare, edilizia, turismo e attività finanziarie e assicurative. Officina dell’Innovazione funziona attraverso il meccanismo della Call4projects, in cui le idee imprenditoriali vengono proposte da persone che vogliono realizzare un progetto ad alto tasso di innovazione, e offre poi ai vincitori un percorso di capacity building, istruzione e formazione, con coach di alto profilo e avvalendosi di una piattaforma informatica all’avanguardia. Inoltre, i vincitori hanno la possibilità di accedere a strumenti finanziari e a un ecosistema di investitori nazionali e internazionali.

  1. Supporto a Regioni e Ministeri - L’esempio di Regione Sardegna

Nell’ultimo anno, diverse regioni italiane si sono rivolte all’ENM al fine di implementare la loro capacità di supportare la micro e piccola impresa nel processo di innovazione digitale e ambientale. Altresì, l’ENM sta rafforzando l’azione di supporto ai Ministeri, con riferimento specifico alle diverse policy di competenza. A titolo esemplificativo, l’ENM ha di recente firmato un accordo con la Regione Sardegna per il sostegno alle micro e piccole imprese sarde, al fine di favorire la transizione digitale e verde delle stesse, con fondi a valere sul “Programma Operativo Regionale FESR 2021-2027 (POR FESR 2021-2027)”.

La proposta progettuale si basa su un accordo per disciplinare lo svolgimento in collaborazione di attività di interesse comune ai sensi dell’art. 15 della Legge 7 agosto 1990, n. 241, per la realizzazione di un’azione di sistema volta a favorire l’evoluzione delle micro e piccole imprese verso modelli di sviluppo caratterizzati da innovazione, sostenibilità ambientale e digitalizzazione diffusa. Il progetto mira a migliorare la qualità, l’efficacia e l’efficienza del sistema regionale delle micro e piccole imprese, favorendone il rafforzamento della competitività, la sostenibilità ambientale, l’innovazione e la transizione digitale. Tale azione sarà sviluppata attraverso:

la definizione e la prestazione di servizi di formazione, tutoraggio, coaching, capacity building, educazione finanziaria e educazione all’autoimprenditorialità, volti in particolare a favorire la transizione delle imprese verso le nuove frontiere del digitale, del green, dell’economia circolare e delle filiere innovative;

l’ingegnerizzazione e l’erogazione di strumenti finanziari propri del microcredito, della microfinanza e, più in generale, della finanza sostenibile, nonché di nuovi strumenti agevolativi pubblici che potranno essere definiti nell’ambito della programmazione 2021-2027 dei fondi strutturali e d’investimento europei, nonché delle “Missioni” del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), al fine di fornire alle imprese il necessario sostegno finanziario per realizzare investimenti a carattere innovativo.

  1. European Digital Innovation Hub (EDIH) designato MicroCyber

Nell’ambito del programma “Digital Europe Programme (DIGITAL)”, Avviso “DIGITAL-2021-EDIH-01 — European Digital Innovation Hubs del 17 novembre 2021”, l’ENM è capofila di un partenariato pubblico-privato per la costituzione di un Europea Digital Innovation Hub (EDIH), denominato MicroCyber, che, se selezionato nell’ambito della call europea EDIH, farà parte della futura rete europea di hub d’innovazione.

Gli 8 soggetti che l’ENM, tramite un avviso pubblico di co-progettazione, riunisce nel partenariato per la costituzione del Polo MicroCyber sono i seguenti:

Deloitte Consulting Srl;

Deloitte Risk Advisory Srl;

Deloitte Officine Innovazione Srl;

CINI - Consorzio Interuniversitario Nazionale per l’Informatica, che aggrega 48 Università pubbliche distribuite sul territorio Nazionale;

Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli;

CONFAPI - Confederazione italiana della piccola e media industria privata;

CIRPS - Centro Interuniversitario di Ricerca per lo Sviluppo sostenibile, che aggrega 25 Università distribuite sul territorio Nazionale;

Digiform S.r.l.

In data 16 dicembre 2020 è stato pubblicato sul sito del MISE l’elenco delle candidature EDIHs italiane che hanno superato la fase di pre-selezione del Ministero medesimo rispetto al bando in oggetto. MicroCyber è risultato essere uno dei 45 Poli italiani selezionati, nonché uno dei più apprezzati, ed ha avuto pertanto accesso alla seconda fase di selezione che, a seguito della pubblicazione dell’apposita call ristretta europea dello scorso 17 novembre 2021, vede ora la Commissione Europea direttamente coinvolta nella selezione definitiva dei progetti, all’esito della quale saranno individuati i Poli facenti parte della rete EDIH, aggiudicatari del cofinanziamento europeo e nazionale.

Il Polo MicroCyber ha come focus tecnologico lo sviluppo e la diffusione di competenze digitali innovative, in particolare quelle inerenti alla Cybersecurity (CS), presso il target delle micro e piccole imprese e dei professionisti nelle 7 regioni del Sud Italia (Calabria, Sicilia, Puglia, Basilicata, Sardegna, Molise e Campania). L’obiettivo è rendere il livello di digitalizzazione del target sicuro e compatibile con un ambiente economico e imprenditoriale che è stato profondamente impattato dalla pandemia Covid-19. MicroCyber vuole, dunque, supportare ed accompagnare questo target in un processo di digitalizzazione sicura, attraverso:

Servizi. Il Polo offrirà al target specificato una vasta gamma di competenze manageriali, di servizi integrati (di natura logistico-organizzativa, consulenziale, tecnologica e di tutoraggio a supporto della crescita del business) a loro dedicati, con lo scopo di favorire l’adozione di servizi e tecnologie digitali sicure, la nascita di nuovi prodotti, processi e modelli di business, facilitando il collegamento tra l’università, la ricerca ed i soggetti innovatori dell’economia reale, nell’ottica di un’innovazione e di una digitalizzazione diffusa per il benessere dei cittadini e del territorio.

Strumenti Finanziari. La capacità dell’ENM di assicurare capillarmente su tutto il territorio del Sud Italia la disponibilità di finanziamenti per le imprese ed i professionisti, rafforzerà in modo significativo l’operatività futura di MicroCyber. Infatti, l’erogazione di servizi di CS che dovrà realizzare MicroCyber a beneficio di imprese e professionisti sarà ovunque affiancata dalla disponibilità di strumenti finanziari di credito garantiti dallo Stato e accompagnati da un’opportuna attività di assistenza tecnica e tutoraggio a sostengo delle stesse imprese. L’ENM potrà offrire, a titolo esemplificativo e non esaustivo, servizi come il microcredito imprenditoriale, supporto imprenditoriale al target tramite i tutor dell’ENM, supporto per la partecipazione a bandi pubblici, connessione con investitori, supporto finanziario al target tramite strumenti finanziari innovativi e alternativi al microcredito (ad esempio il crowdfunding).

  1. Ecosistema dell’Innovazione “Tech4You”

Nell’ambito del “Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), Missione 4 Istruzione e ricerca – Componente 2 Dalla ricerca all’impresa – Investimento 1.5, finanziato dall’Unione europea – NextGenerationEU”, “Avviso pubblico per la presentazione di Proposte di intervento per la creazione e il rafforzamento di Ecosistemi dell’Innovazione, costruzione di leader territoriali di R&S - Ecosistemi dell’Innovazione”, l’ENM ha partecipato al progetto “Tech4You - Technologies for climate change adaptation and quality of life improvement”.

Tech4You è dunque un progetto candidato a diventare un “Ecosistema dell’Innovazione”. Gli Ecosistemi dell’Innovazione sono grandi progetti di R&D e di trasferimento tecnologico, finanziati dal PNRR e attuati attraverso una governance “hub & spoke”, in cui gli spoke sono le unità operative e attuatrici di specifici obiettivi, e rendicontano le attività all’Hub centrale, che a sua volta rendiconta al Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR). L’ENM fa parte del progetto Tech4You sia in qualità di fondatore dell’hub, sia in qualità di affiliato spoke, quindi di soggetto attuatore di determinate attività nello specifico spoke 6, relativo alla trasformazione digitale e al trasferimento tecnologico alle imprese attive nelle regioni target del progetto, ovvero Calabria e Basilicata.

Tech4You ha come obiettivo finale il trasferimento tecnologico dalla ricerca all’economia reale alle imprese delle regioni Calabria e Basilicata, con particolare riferimento ai grandi temi ambientali, alla transizione ecologica e alla creazione di modelli di business sostenibili. Il progetto include grandi attività di ricerca industriale, di sviluppo sperimentale, di studi di fattibilità, di formazione, di supporto alla nascita di startup e di trasformazione digitale delle imprese. In particolare, lo spoke 6 fungerà da volano di sviluppo per l’innovazione digitale del tessuto produttivo dell’ecosistema, colmando il gap di conoscenze e competenze tra il sistema accademico - ampiamente riconosciuto come punto di riferimento per il settore ICT in Italia - e le imprese locali, soprattutto le PMI, che soffrono di significativi ritardi nell’adozione di piattaforme e soluzioni basate sulle principali tecnologie abilitanti. A tal fine, lo spoke sosterrà l’imprenditorialità basata sull’innovazione tecnologica legata al dominio digitale, in un’ottica multisettoriale che presterà particolare attenzione ai bisogni emergenti dagli spoke tematici dell’ecosistema. Inoltre, lo spoke sosterrà il target nella ricerca di investimenti per il suo sviluppo, incoraggiando la costruzione di imprese, promuovendo il microcredito imprenditoriale e favorendo il networking tra il target e gli investitori.

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