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Programmi e risorse europee a sostegno dell’imprenditorialità

Tiziana Lang

Ricercatrice ANPAL, esperta di politiche del mercato del lavoro

Abstract

The article describes the policies and programmes of the European Union in support of entrepreneurship, micro-enterprises, and self-employment in particular for social enterprises and young social entrepreneurs. A number of good practices implemented by regional and transnational partnership to develop entrepreneurial skills among young students are reported.

  1. La politica per l’autoimprenditorialità e la microimpresa in Europa

La politica per l’autoimprenditorialità e la micro e piccola impresa nell’Unione europea è stata rilanciata e rafforzata nel quadro dell’azione complessiva dell’UE a sostegno dell’economia e della ripresa resiliente e sostenibile nel continente duramente colpito dalla pandemia da COVID-19. Alle risorse del quadro finanziario pluriennale 2021-2027 sono stati affiancati sostanziosi investimenti e garanzie previsti del NextGenerationEU.

1.1 Le misure a sostegno delle micro, piccole e medie imprese nell’Unione europea

Nella programmazione 2021-2027 si da piena attuazione alla riorganizzazione dei programmi e misure a supporto degli investimenti per le imprese, voluta dalla Commissione Europea in seguito alle valutazioni condotte sugli strumenti finanziari disponibili nel precedente quadro finanziario (2014-2020) che hanno evidenziato come proprio la varietà di strumenti disponibili abbia determinato alcune sovrapposizioni tra i rispettivi ambiti di applicazione nonché dato origine a incompatibilità tra le diverse discipline di attuazione (norme di ammissibilità, rendicontazioni, obblighi di relazione). L’effetto più paradossale di tale incompatibilità si è avuto nel divieto di combinare fondi di diversa provenienza in un unico strumento quando tale opportunità sarebbe stata utile per sostenere progetti che necessitavano di diverse tipologie di finanziamento.

La Commissione ha pertanto avviato, con il supporto delle altre istituzioni europee, una riforma di tali strumenti che prevede l’istituzione di un unico fondo al fine di semplificare l’offerta finanziaria e di integrarla in un unico sistema di garanzia di bilancio. Muovendo dall’esperienza del Fondo Europeo per gli Investimenti Strategici (FEIS)1, si è deciso pertanto di istituire un unico programma che riunisse e semplificasse 14 strumenti finanziari della precedente programmazione, utilizzando le garanzie e il bilancio dell’Unione per attirare altri investitori con l’obiettivo primario di sostenere gli investimenti per le micro e pmi, ossia, lo strumento InvestEU2.

Quest’ultimo, inoltre, integra le iniziative già intraprese nell’ambito della strategia sull’Unione dei mercati dei capitali3 quali, a titolo esemplificativo, il programma per la competitività delle PMI (COSME4). (v. figura 1)

Nelle intenzioni della Commissione, InvestEU deve contribuire a risolvere le varie criticità con cui si confronta la maggioranza delle imprese europee, che nel 99.0% dei casi sono micro, piccole e medie imprese. (v. figura 2)

Non è possibile, tuttavia, considerare InvestEU un mero strumento finanziario per il rafforzamento della componente imprenditoriale dell’economia europea. Infatti, come definito nel Regolamento istitutivo5 del 24 marzo 2021, lo strumento InvestEU deve contribuire a sostenere, mediante operazioni di finanziamento e investimento, una serie di obiettivi delle politiche dell’Unione, ossia: “[…] competitività (ricerca, innovazione, digitalizzazione); crescita e occupazione (in particolare, gli obiettivi dello sviluppo sostenibile e dell’accordo di Parigi; resilienza, inclusione sociale e innovazione sociale dell’Unione; promozione del progresso scientifico e tecnologico, della cultura, dell’istruzione e formazione; integrazione dei mercati dei capitali e rafforzamento del mercato interno […], per diversificare le fonti di finanziamento delle imprese dell’Unione e per promuovere la finanza sostenibile; promozione della coesione economica, sociale e territoriale; ripresa sostenibile e inclusiva dell’economia dell’Unione dopo la crisi COVID-19, anche attraverso il sostegno al capitale delle PMI […], nonché il sostegno di una transizione sostenibile.” (articolo 1 del Regolamento istitutivo).

Si tratta di obiettivi generali molto vasti e ambiziosi ai quali il Consiglio e il Parlamento hanno stabilito di destinare parte delle risorse del Quadro finanziario pluriennale 2021-2027 (2,8 miliardi di euro), integrate dai rientri derivanti dagli strumenti finanziari della programmazione 2014-2020, e un contributo aggiuntivo dal Next Generation EU pari a circa 5,6 miliardi di euro per un ammontare complessivo di 8,4 miliardi di euro in prezzi correnti. InvestEU è atteso attivare garanzie per circa 26,2 miliardi di euro a prezzi correnti che, grazie a un effetto moltiplicatore, dovrebbero mobilitare oltre 370 miliardi di euro di investimenti aggiuntivi nel prossimo settennio per la realizzazione dei quattro obiettivi specifici del programma (v. figura 3) in relazione alla quota di risorse attribuita dal regolamento a ciascun obiettivo ai sensi dell’allegato I del Regolamento.

Gli investimenti che rivestono un’importanza strategica per l’UE, come il Green Deal europeo e la transizione alla digitalizzazione o la maggiore resilienza, possono essere sostenuti nel quadro di tutti gli ambiti di intervento del programma. In particolare, al sostegno alla transizione verde dovrà essere indirizzato almeno il 30% degli investimenti complessivi, soprattutto nei territori più interessati dal processo di transizione (es. decarbonizzazione) verso gli obiettivi climatici dell’UE.

Con specifico riferimento alla microfinanza è opportuno rilevare che l’ambito di intervento di riferimento è quello dedicato agli investimenti sociali e alle competenze, cui sono destinate il 10,6% delle risorse di InvestEU (v. figura 3). Tra gli interventi ammissibili: la microfinanza, il finanziamento dell’imprenditoria sociale, l’economia sociale nonché le misure per promuovere la parità di genere, il supporto allo sviluppo e rafforzamento delle competenze nelle imprese sociali, la formazione e i servizi connessi, le infrastrutture sociali comprese le infrastrutture sanitarie ed educative, l’edilizia popolare e gli alloggi per studenti, l’innovazione sociale, la salute e l’assistenza a lungo termine, le attività culturali e creative con finalità sociale, e l’integrazione delle persone vulnerabili, compresi i migranti.

Appare opportuno menzionare, inoltre, il cosiddetto “comparto degli Stati membri” che può essere impiegato per le operazioni a valere sui fondi in regime di gestione concorrente (ad es. FESR, FSE+, Fondo di Coesione, FEAMPA, FEASR), attraverso un apposito comparto della garanzia dell’Unione nel Fondo InvestEU, con i medesimi obiettivi specifici del programma declinati in relazione a specifici fabbisogni territoriali (nazionali o regionali). L’articolo 10 del regolamento InvestEU, infatti, stabilisce che “gli importi assegnati da uno Stato membro su base volontaria a norma delle disposizioni sull’utilizzo del FESR, dell’FSE +, del Fondo di coesione e del FEAMPA erogati tramite il programma InvestEU […] sono utilizzati a copertura della parte della garanzia dell’Unione concessa nell’ambito del comparto degli Stati membri che copre le operazioni di finanziamento e di investimento nello Stato membro in questione o per l’eventuale contributo al polo di consulenza InvestEU”. Quindi, detti importi devono essere utilizzati per contribuire al conseguimento degli obiettivi specificati nell’accordo di partenariato, previsto dal regolamento sulle disposizioni comuni per gli anni 2021-20276, che effettivamente contribuiscono agli obiettivi specifici del programma InvestEU onde attuare le misure pertinenti stabilite nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza del Paese membro di riferimento. Pertanto, le regioni o le amministrazioni centrali che desiderano fruire della garanzia dell’Unione in InvestEU, per gli investimenti previsti dai programmi regionali e nazionali (PR e PN) della programmazione 2021-2027, dovranno indirizzare tali strumenti finanziari o programmi/progetti verso gli obiettivi specifici del programma InvestEU.

La garanzia totale di 26,1 miliardi di euro opera indirettamente tramite accordi di garanzia sottoscritti tra la Commissione e i cosiddetti partner esecutivi (tra i quali Cassa Depositi e Prestiti, CDP7). Il 75% della garanzia è implementata tramite il Gruppo Banca Europea per gli Investimenti (BEI e FEI), il principale partner finanziario della Commissione Europea, e il restante 25% direttamente tramite gli altri partner. In questo modo si intende valorizzare il ruolo di questi istituti, consentendo l’accesso diretto alla garanzia europea, eliminando il passaggio intermedio per la BEI in modo da garantire una flessibilità maggiore nella gestione della stessa e, conseguentemente, più ampie possibilità di finanziamento dei progetti.

Un breve cenno alla governance del programma:

un comitato direttivo amministra il programma stabilendone l’orientamento strategico e operativo;

un comitato consultivo composto da rappresentanti dei partner finanziari e rappresentanti degli Stati membri fornisce consulenza alla Commissione e al comitato direttivo su finanziamenti e investimenti.

Ai due comitati si affiancano il Polo di consulenza (InvestEU Advisory Hub) e il Portale dei progetti di investimento per l’assistenza allo sviluppo dei progetti e la consultazione dei progetti di investimento finanziati. (Tab. 1)

  1. Il Piano d’azione per l’economia sociale

Il Piano d’azione per l’economia sociale mira “a potenziare l’innovazione sociale, a sostenere lo sviluppo dell’economia sociale e a rafforzarne il potere di trasformazione economica e sociale” 9. Il piano propone una serie di azioni per il periodo 2021-2030 tra le quali la creazione di un quadro normativo adeguato e di opportunità di sviluppo per i soggetti dell’economia sociale, e il riconoscimento dell’economia sociale e del suo potenziale economico. Alla base del piano d’azione, elaborato in seguito a un processo consultivo di due anni con tutti gli stakeholder coinvolti, ci sono le due iniziative per l’imprenditoria sociale del 201110 e per lo Start-up e scale-up del 201611. Nel periodo 2014-2020, sono state mobilizzate dai programmi a gestione diretta dell’UE risorse per almeno 2,5 miliardi di euro per l’economia sociale e altri temi correlati (ad esempio, microfinanza, innovazione sociale, imprenditorialità inclusiva). Grazie all’effetto moltiplicatore degli strumenti finanziari per la microfinanza e l’impresa sociale, sono stati mobilitati almeno 7,9 miliardi di euro da risorse UE, nazionali e private (queste stime sono riprese nel documento di lavoro della Commissione europea che affianca il Piano d’azione per l’economia sociale. Riguardano, pertanto, solo l’economia sociale e temi connessi).

Come esplicitato nel Piano d’azione (par.2) “L’economia sociale comprende una serie di soggetti con modelli imprenditoriali e organizzativi diversi, che operano in un’ampia gamma di settori economici: agricoltura, silvicoltura e pesca, edilizia, riutilizzo e riparazione, gestione dei rifiuti, commercio all’ingrosso e al dettaglio, energia e clima, informazione e comunicazione, attività finanziarie e assicurative, immobiliari, professionali, scientifiche e tecniche, istruzione, salute umana e attività sociali, arte, cultura e media”. Nello specifico contesto del piano, la definizione di “economia sociale” si riferisce a tutti quei soggetti che condividono l’idea del primato delle persone, del fine sociale e/o ambientale rispetto al profitto, del reinvestimento di utili ed eccedenze in attività di interesse della società (interesse generale) o dei membri e utenti (interesse collettivo), e che adottano una governance democratica e/o partecipativa.

2.1 Il Piano d’azione e l’imprenditoria sociale

Il Piano d’azione dedica un’ampia sezione agli interventi a sostegno delle imprese sociali e per lo sviluppo delle loro capacità (e competenze) riconoscendone il considerevole alla crescita sostenibile e alla creazione di nuova occupazione. Grazie al sostegno mirato fornito a livello nazionale e dell’UE, in particolare attraverso il Programma Europeo per l’Occupazione e l’Innovazione Sociale (EaSI)12, sempre più intermediari e investitori (in particolare le banche etiche) hanno potuto conoscere natura e consistenza dell’economia sociale (e delle imprese sociali) e hanno iniziato a offrire finanziamenti rimborsabili e supporto mirato allo sviluppo dell’economia e delle imprese sociali. Grazie al bollino EuSEF13 gli investitori possono identificare con facilità i fondi che investono nelle imprese sociali.

Come segnalato nei richiamanti documenti della Commissione, il settore della microfinanza ha registrato negli ultimi dieci anni (a partire dalla crisi economica e finanziaria del 2008) una notevole crescita in Europa. Molte istituzioni di microfinanza hanno adottato come missione sociale il supporto alle persone vulnerabili o che non riescono ad accedere al sistema bancario tradizionale per l’avvio di piccole attività autonome e microimprese (anche imprese sociali). In questo modo le istituzioni microfinanziarie hanno sostenuto la nascita di nuovi posti di lavoro sia delle persone vulnerabili sia dei loro dipendenti. Tuttavia, nonostante questo sviluppo positivo, le imprese sociali continuano a non poter contare su mercati finanziari di ampio respiro, con il conseguente persistere di uno squilibrio tra la domanda e l’offerta di finanziamenti rimborsabili (stimato in circa un miliardo di euro l’anno in tutta Europa14), sia nell’accesso al debito sia al capitale. Nel campo della microfinanza il divario è stato stimato in 12,9 miliardi di euro/anno in tutta l’Unione15. Esistono notevoli differenze tra i vari paesi e al loro interno (ad esempio, tra centro-nord e sud Italia) ed è quindi necessario che a livello centrale e nei singoli paesi membri si programmi l’offerta di maggiori (e migliori) strumenti finanziari su misura per le micro e piccole e medie imprese sociali in tutte le fasi del ciclo di vita di impresa (avvio, consolidamento, crescita).

Se da un lato, devono essere riconosciuti i limiti dei regimi di sostegno esistenti, non adeguati alle caratteristiche specifiche dei modelli imprenditoriali delle imprese sociali (governance, ripartizione degli utili, condizioni di lavoro e impatto sociale), dall’altro lato, è necessario evidenziare le esigenze di aggiornamento e riqualificazione delle competenze degli addetti delle imprese sociali, compresi quelli appartenenti a gruppi svantaggiati.

Nel periodo 2021-2027 la Commissione intende ampliare l’offerta di sostegno diretto e indiretto all’economia sociale da parte del bilancio dell’UE (si veda in proposito il riepilogo degli strumenti e programmi presentato nel par.1.1., tabella n.1 del presente contributo). Ad esempio, con la sezione “Occupazione e innovazione sociale” (EaSI) del Fondo Sociale Europeo Plus (FSE+), come pure con Orizzonte Europa, con il Programma per il Mercato Unico, Erasmus+, il Corpo europeo di solidarietà, Europa creativa, il Programma LIFE ed altri. A livello nazionale, le risorse europee saranno rese disponibili, in particolare, attraverso la programmazione dei fondi della politica di coesione 2021-2027 (è attualmente in corso il negoziato con la Commissione dei programmi nazionali e regionali per l’Italia) e il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

Nell’ambito del programma InvestEU (obiettivo “investimenti sociali e competenze”) si intende promuovere l’avvio di nuovi prodotti finanziari per mobilitare finanziamenti privati mirati alle esigenze dei soggetti dell’economia sociale, indipendentemente dalla loro forma giuridica, e alle microimprese nelle diverse fasi di sviluppo, tra i quali:

  1. a) garanzie per consentire l’accesso al credito alle imprese sociali e alle microimprese,
  2. b) investimenti azionari e quasi azionari in imprese sociali e imprese a impatto sociale,
  3. c) investimenti di capitale in intermediari finanziari.

Questi prodotti contribuiranno a mobilitare i finanziamenti privati e si prevede che avranno un effetto moltiplicatore di circa dieci volte. Mentre la maggior parte degli strumenti per le imprese sociali riguarderà piccoli investimenti in capitale di rischio e debiti fino a 500.000 euro, saranno possibili anche importi maggiori, fino a 2 milioni di euro, per soddisfare le maggiori esigenze di scala di alcune organizzazioni dell’economia sociale. Inoltre, i prodotti finanziari saranno integrati da iniziative di consulenza nei settori della finanza delle imprese sociali, della microfinanza, degli investimenti a impatto sociale e del social outcomes contracting. Il Polo di consulenza di InvestEU è atteso fornire supporto agli intermediari finanziari ammissibili per tali scopi. (V. Box 1)

2.2 I giovani imprenditori sociali: un tentativo di profilazione

Tra le misure previste dal Piano d’azione rientra anche la promozione dell’attrattività dell’imprenditorialità sociale e dell’economia sociale fra i giovani, le persone con disabilità, i migranti, le donne. Entro il 2022 la Commissione intende istituire una nuova Accademia per la Politica dell’Imprenditorialità Giovanile nel contesto del Fondo Sociale Europeo Plus. Tale iniziativa promuoverà l’imprenditorialità giovanile, compresa l’imprenditoria femminile e quella sociale, collaborando con i decisori politici a livello nazionale e con le reti per l’imprenditorialità giovanile; sosterrà l’apprendimento reciproco tra gli imprenditori dell’economia sociale migliorando la promozione del programma Erasmus per giovani imprenditori (v. box 1) tra i portatori di interessi dell’economia sociale. Tale proposta discende dalla constatazione della ancora scarsa diffusione dei modelli imprenditoriali alternativi che caratterizzano l’economia sociale e che consentono di migliorare l’integrazione socio-lavorativa delle persone più vulnerabili, ma anche di specialisti e operatori che si dedicano ai servizi di utilità sociale. A titolo esemplificativo uno dei settori più in crescita nell’economia sociale è rappresentato dallo sviluppo sostenibile verso il quale le giovani generazioni mostrano un forte interesse. Il fatto che nelle istituzioni scolastiche, nei programmi per l’imprenditorialità e nei corsi di amministrazione aziendale i modelli dell’economia sociale spesso non siano ancora integrati è un ulteriore elemento a supporto della decisione della Commissione di dedicare risorse alla promozione dell’Academy. Uno dei compiti della nuova accademia potrà essere quello di promuovere sinergie tra i diversi programmi di finanziamento dell’UE per individuare idee progettuali di successo da potenziare con l’avvio di nuove imprese sociali.

Un recente paper17 presentato nel corso del 33° Congresso internazionale del CIRIEC (Valencia, 13-15 giugno 2022) in occasione dell’Anno Europeo dei Giovani ha delineato il profilo del giovane imprenditore sociale: una persona orientata a creare un contributo positivo in termini di impatto sociale e ambientale e solo in secondo ordine anche economico.

Secondo le autrici, i giovani imprenditori sociali sono molto consapevoli delle sfide presenti (economiche, sociali, ambientali) e intendono intervenire per cambiare la realtà, con particolare attenzione alla dimensione dell’inclusione sociale e alla sostenibilità sociale e ambientale delle loro attività. I giovani imprenditori e imprenditrici dell’economia sociale hanno spesso meno di 25 anni e risiedono in città metropolitane, piuttosto che in aree rurali. Molti di loro hanno già esperienze personali o professionali dalle quali origina la decisione di fare impresa.

Visione e motivazione, creatività e spinta innovatrice li caratterizzano, soprattutto al momento dello start-up; a queste competenze si affiancano la capacità di lavorare in team e di apprendere dalle precedenti esperienze professionali, educative e personali. I punti di “debolezza” sembrano essere l’abilità ad attrarre risorse per l’impresa e la predisposizione a sostenere le sfide anche psicologiche dell’incertezza e del rischio di impresa. I giovani imprenditori che hanno partecipato alla ricerca sul campo hanno segnalato tra i maggiori ostacoli sia fattori esterni all’impresa, quali l’accesso ai finanziamenti e gli intoppi burocratici, sia fattori interni, quale la difficoltà di riuscire a costituire un gruppo di lavoro solido ed equilibrato nell’impresa.

Da leggere positivamente la disponibilità a partecipare ad attività formative o a seguire programmi di coaching/mentoring per acquisire nuove competenze utili alle rispettive attività, quale segnale di apertura mentale. Infine, è da segnalare che molti giovani aspiranti imprenditori conoscono e hanno avuto accesso a qualche strumento e/o programma dell’Unione europea che li ha in qualche modo ispirati e/o aiutati nella creazione della loro impresa. Proprio con riferimento al quadro degli strumenti politici e alle risorse finanziarie messe a disposizione dall’UE, lo studio ha evidenziato come in generale questi sembrino rispondere alle esigenze e sfide dei giovani imprenditori sociali, perché vi si individuano chiaramente il potenziale dei giovani, dell’imprenditoria e dell’economia sociale (già richiamati nei precedenti paragrafi), ma anche perché queste politiche e programmi incoraggiano lo sviluppo di competenze, lo scambio tra pari, lo sviluppo di conoscenze sul campo, la parità di accesso alle opportunità. Permane, tuttavia, un divario tra la domanda e l’offerta ossia tra i programmi e strumenti messi a disposizione dall’UE e la necessità di finanziamenti iniziali funzionali alla presentazione del progetto d’impresa. Inoltre, le complessità burocratiche connesse alla creazione di un’impresa sono ancora segnalate dai potenziali giovani beneficiari come vere e proprie barriere all’attività di impresa.

  1. Programmi e progetti per la promozione dell’imprenditorialità dei giovani

Nel box 2 si riportano alcuni esempi di iniziative, programmi, progetti rivolti alla promozione dell’imprenditoria giovanile, con l’intento di favorire la diffusione e conoscenza di buone pratiche in questo ambito. La maggior parte di questi esempi è tratta dalla pubblicazione “Youth initiative: a framework for youth entrepreneurship” del Comitato europeo delle Regioni (2017).

Tabella 1 – Il sostegno dell’Unione europea alle imprese e alle competenze imprenditoriali

Programma/Strumento8 Obiettivi e azioni Budget

Politica di coesione I fondi della politica di coesione sono attuati a livello nazionale e regionale. Possono essere utilizzati per promuovere l’imprenditorialità, le competenze imprenditoriali, la sperimentazione e innovazione nelle PMI, incubatori, coaching, l’economia e imprenditoria sociale, l’innovazione sociale, sviluppo d’impresa anche nell’economia sociale. 369 mld

FSE+ Promozione dell’imprenditorialità per migliorare l’inclusività dei mercati del lavoro e l’accesso a un’occupazione di qualità. Promozione dell’economia sociale e dell’innovazione sociale. Consulenza e orientamento aziendale. Sovvenzioni e strumenti finanziari per gli ecosistemi dell’economia sociale. 99,3 mld

FESR Sostegno allo sviluppo e all’aumento di scala delle imprese (anche imprese sociali), sviluppo di nuovi modelli di impresa. Incubatori, attività di innovazione per lo sviluppo di nuovi prodotti e servizi. Consulenza e orientamento aziendale (business planning, coaching e mentoring, supporto al marketing). Strumenti finanziari per il capitale di rischio delle start-up. 213,7 mld

Sezione EaSI nel FSE+ Sostegno UE per lo sviluppo delle imprese sociali, di un mercato degli investimenti sociali e dello sviluppo dell’ecosistema di mercato intorno alla fornitura di micro-finanziamenti. Sostegno alla sperimentazione sociale e per lo sviluppo di infrastrutture sociali. Integrazione degli strumenti finanziari finanziati nell’ambito dell’obiettivo “Investimenti sociali e competenze” di InvestEU con attività di analisi, sviluppo di capacità e apprendimento reciproco. 762 mln

InvestEU v. par. 1.1 8,4 mld

Horizon Europe Le missioni di Horizon Europe per la soluzione delle sfide del pianeta (lotta al cancro, cambiamento climatico, protezione di oceani, mari e acque, città più verdi, suolo e alimentazione sani), comprendono misure politiche e iniziative legislative per obiettivi concreti con un grande impatto sociale, e l’innovazione sociale. Il programma di lavoro 2021-2022 su cultura, creatività e società inclusiva include riferimenti all’economia sociale e alle imprese sociali. Il sostegno all’innovazione sociale è integrato in tutti i settori del programma. 95,5 mld

Erasmus+ 2021-2027 Sviluppo delle capacità imprenditoriali, anche per l’economia sociale, sostegno ai partenariati di cooperazione transnazionale per la promozione delle competenze utili all’impresa. La nuova azione “Alleanze per l’innovazione” promuove l’innovazione sociale e affronta le sfide sociali attraverso la cooperazione tra istituti di istruzione superiore, fornitori di istruzione e formazione professionale, imprese e altre parti interessate. 26 mld

Corpo europeo di solidarietà Sviluppo di capacità imprenditoriali attraverso progetti di solidarietà bottom-up creati e realizzati da giovani del Corpo

Strumento per ripresa e resilienza Sovvenzioni e prestiti per il finanziamento da parte degli Stati membri di riforme e investimenti anche nel settore imprenditoriale. Alcuni Stati membri hanno inserito l’economia sociale e l’imprenditorialità inclusiva tra le priorità dei rispettivi PNRR. 723,8 mld

LIFE Iniziative e investimenti per l’efficienza energetica e le energie rinnovabili su piccola scala, che affrontano sia gli aspetti ambientali/climatici che quelli sociali, dimostrando i legami tra problemi sociali e ambientali. Progetti per l’economia circolare. 5,4 mld

FEASR Modernizzazione del settore agricolo con attrazione di giovani imprenditori e miglioramento delle loro aziende, promozione dell’occupazione, della crescita, dell’inclusione sociale e dello sviluppo locale nelle zone rurali. Misure per lo sviluppo dell’economia sociale nelle aree rurali, investimenti per gli agricoltori e nei servizi di base, diversificazione e cooperazione. 95,5 mld

Single market programme Miglior funzionamento del mercato interno dell’UE attraverso una migliore sorveglianza del mercato, un sostegno alla risoluzione dei problemi per i cittadini e le imprese e una politica di concorrenza rafforzata. Competitività delle imprese, in particolare le PMI, comprese le organizzazioni dell’economia sociale e le imprese sociali. 4,2 mld

FAMI Sostegno all’integrazione dei cittadini di Paesi terzi. Preparazione all’accesso al mercato del lavoro per l’integrazione. 9,9 mld

Fonte: elaborazione su documenti della Commissione europea,2022

Box 1 – Erasmus per giovani imprenditori: esperienza internazionale per migliorare le competenze imprenditoriali

Il programma “Erasmus per giovani imprenditori”16 è il programma dell’UE pensato per sostenere gli aspiranti imprenditori e imprenditrici nell’acquisizione di competenze necessarie per l’avvio e/o la gestione di una piccola impresa in Europa. Il programma prevede uno scambio transnazionale di durata da 1 a 6 mesi nel corso del quale i neo-imprenditori e imprenditrici apprendono e scambiano conoscenze e idee di business con imprenditori già affermati in altri Paesi dell’Unione. I costi del soggiorno all’estero sono coperti da un cofinanziamento della Commissione europea.

Tra i benefici del programma oltre all’opportunità di vivere un’esperienza formativa sul lavoro in una piccola impresa di un altro stato membro (apprendimento peer-to-peer), anche l’occasione di affacciarsi su nuovi mercati e di avviare collaborazioni internazionali e partenariati con altri piccoli imprenditori e imprenditrici di altri paesi.

Per gli imprenditori e imprenditrici ospiti, persone con esperienza d’impresa pluriennale, il vantaggio consiste nell’estendere la propria rete di contatti internazionali, opportunità di cooperazione negli affari (ad es. concludendo un accordo di joint venture, stipulando subcontratti, definendo rapporti di fornitura, ecc.).

Ad oggi sono 45 i Paesi coinvolti (UE, EFTA e in accesso) e sono stati realizzati 10.805 gli scambi tra imprenditori; i neo-imprenditori candidati a partecipare sono 20.027 e sono 12.260 gli imprenditori ospitanti pronti a ricevere un/una collega.

Il programma è finanziato dalla Commissione europea ed è attuato nei 45 paesi partecipanti in collaborazione con i “centri di contatto locali” (ad es. Camere di commercio, centri di appoggio alle imprese start-up, incubatori di imprese, ecc.), le cui attività sono coordinate a livello centrale dall’Ufficio di Supporto del programma presso la Commissione europea.

Box 2 - Iniziative per la creazione di un ambiente favorevole all’imprenditoria giovanile

Governo catalano, Dipartimento dell’Istruzione, Spagna. Il piano “Catalogna, scuola di imprenditori”, approvato nel 2011, ha introdotto una riforma del sistema educativo per incorporare l’imprenditorialità nel curriculum di tutti i livelli di istruzione. Bambini e giovani acquisiscono le seguenti competenze: iniziativa, innovazione, assunzione di rischi, pianificazione, organizzazione degli obiettivi, lavoro di squadra, supporto alla rete e creatività. L’obiettivo generale dell’iniziativa è quello di promuovere una cultura imprenditoriale tra i giovani. Le attività principali comprendono: formazione degli insegnanti, formazione degli studenti, creazione di reti, scuole estive, premi, raccolta di buone pratiche, “banca delle idee” e incubatori di imprese nelle scuole. L’approccio di questa riforma è molto pratico. Nel programma sono coordinati e integrati gli input provenienti dai diversi stakeholder, comprese le istituzioni private come CaixaBank (operatore finanziario) e PIMEC (organizzazione dei datori di lavoro) che collaborano con finanziamenti e nelle attività.

Governo dell’Assemblea gallese, Regno Unito. La “Strategia per l’imprenditorialità giovanile” (YES) si basa sull’idea di “sviluppare e coltivare giovani autosufficienti e con capacità imprenditoriali in tutte le comunità del Galles, al fine di contribuire positivamente al successo economico e sociale. È stata attuata attraverso due piani d’azione (2004-2009 e 2010-2015), l’ultimo dei quali ha individuato tre aree di intervento principali: coinvolgere (campagne informative), responsabilizzare (opportunità di apprendimento) e attrezzare (servizi di supporto). La strategia si rivolgeva ai giovani di età compresa tra i 5 e i 25 anni, ed è stata finanziata dal governo gallese, con il coinvolgimento di un’ampia gamma di soggetti locali, dalle organizzazioni giovanili alle imprese, alle scuole o agli istituti superiori. Secondo il Wales Omnibus Survey del 2013, “il 53% dei giovani sotto i 25 anni aspira a lavorare in proprio e ad essere il capo di se stesso, con un aumento rispetto al 42% rispetto al 2004”.

Consiglio regionale di Helsinki-Uusimaa, Finlandia (regione leader). Il progetto Interreg “Boosting innovative Entrepreneurial Ecosystem in Regions for young entrepreneurs” (iERR) riunisce diverse regioni europee a vocazione imprenditoriale (Pomerania Occidentale, Polonia; Regione Ovest della Romania, Romania; Marche, Italia; Francia del Nord, Francia; Irlanda del Nord, Regno Unito; Danimarca del Sud, Danimarca; Valencia, Spagna; Brandeburgo, Germania; Kerry, Irlanda). L’obiettivo del progetto è stato quello di potenziare gli ecosistemi imprenditoriali regionali a sostegno dei giovani imprenditori attraverso processi di apprendimento basati sullo scambio transfrontaliero di buone pratiche e sull’apprendimento tra pari; la facilitazione della cooperazione a quadrupla elica che coinvolge università, autorità locali e regionali, settore privato e utenti finali; l’uso efficiente dei Fondi strutturali e/o la messa in comune di altre risorse provenienti da attori pubblici/privati; la definizione e l’attuazione di piani d’azione regionali.

Sources: EE-HUB good practice description for the Catalonia case; Welsh Government website for YES; Interreg Europe webpage for IEER.

Esempi di iniziative di attuazione di strumenti e programmi UE e/o nazionali per l’imprenditorialità giovanile (es. nell’istruzione)

Comuni di Huddinge e Stoccolma, Svezia. ELIT - Entrepreneurial Learning and IT è un esempio di implementazione di successo a livello locale delle politiche nazionali sull’inclusione dell’imprenditorialità nel sistema educativo. ELIT è stato avviato come progetto pilota nel 2011, nel comune di Huddinge. Il progetto si è concentrato sull’educazione all’imprenditorialità per gli studenti di età compresa tra i 6 e i 19 anni e ha avuto una prima fase dedicata alla formazione degli insegnanti. A distanza di tre anni il progetto era articolato in diversi programmi frequentati da decine di studenti. ELIT è stato implementato anche a Stoccolma e ora in entrambe le municipalità il progetto collabora con diversi soggetti interessati ed è finanziato dal bilancio comunale e da sponsor.

Gruppi di azione locale in Västra Götaland, Svezia. Youth coach and micro funding è un’iniziativa LEADER attuata da due Gruppi di Azione Locale (GAL) nelle aree rurali di Västra Götaland. LEADER è finanziato dal FEASR ed è un intervento basato sul territorio e bottom-up. I due GAL hanno nominato dei youth coach con l’obiettivo di aumentare il numero di giovani che si candidano ai microfinanziamenti LEADER (fino a 2.500 euro per progetto) per sperimentare le loro idee. I youth coach hanno fornito supporto, networking e consulenza. Di conseguenza, oltre 300 progetti sono stati presentati da giovani. Di questi nove sono diventati nuove imprese, sono state create opportunità di lavoro e 146 progetti hanno continuato a funzionare anche dopo la fine del sostegno. In tutta la Svezia il modello del youth coach e del microfinanziamento ha riscosso un grande successo ed è stato attuato in diverse aree LEADER svedesi.

Regione di pianificazione di Vidzeme, Lettonia. Il progetto “Promoting youth entrepreneurship skills and dialogue about nature-friendly, sustainable and innovative entrepreneurship development opportunities in rural regions” ha coinvolto 30 giovani per un periodo di 9 mesi. È stato realizzato nel 2013 nell’ambito del programma Gioventù in azione (2007-2013) - Sostegno alla cooperazione europea nel settore giovanile. L’obiettivo del progetto era quello di migliorare le competenze dei giovani per l’avvio e lo sviluppo di nuove imprese in settori industriali innovativi, sostenibili e verdi. Le attività del progetto sono state organizzate a livello locale nei comuni di Valmiera, Gulbene, Madona, Cēsis e Smiltene.

Esempi di iniziative che promuovono una mentalità, un atteggiamento e una cultura imprenditoriale tra i giovani.

Agenzia vallone per lo stimolo economico, Belgio. Il programma “Walloon Entrepreneurship Spirit Programme” (2007-2013) si è concentrato sulla sensibilizzazione all’imprenditorialità e sullo sviluppo di atteggiamenti imprenditoriali in tutta la Vallonia e a tutti i livelli di istruzione (primaria, secondaria e superiore). Il programma è stato attuato attraverso cinque approcci/strumenti principali: i) un team di sensibilizzazione composto da insegnanti; ii) un portafoglio di azioni per lo sviluppo di atteggiamenti imprenditoriali; iii) inviti a presentare progetti imprenditoriali nelle scuole; iv) workshop; e v) strumenti pedagogici. Il progetto ha raggiunto circa 180.000 studenti e 4.900 insegnanti. Un’indagine d’impatto ha rilevato che il progetto è riuscito a sensibilizzare i partecipanti e a creare motivazione e impegno. In particolare, circa l’88% degli insegnanti formati ha riconosciuto l’importanza dell’imprenditorialità, contro il 70,5% degli insegnanti non formati.

Câmara Municipal do Porto, Portogallo. “Empreende Jovem” è una piattaforma locale che ha l’obiettivo di promuovere la cultura e lo spirito imprenditoriale tra i giovani della città di Porto, attraverso l’informazione, la formazione, l’orientamento e lo sviluppo di iniziative in tema di imprenditoria giovanile. Il programma si rivolge ai giovani che desiderano migliorare le proprie capacità imprenditoriali, risiedere e/o studiare a Porto; ai giovani che desiderano dare impulso a un’idea imprenditoriale nella città di Porto e ai giovani che cercano informazioni sull’imprenditorialità. Tra le principali iniziative del programma vi sono: la piattaforma, una tabella di marcia per l’imprenditorialità, un concorso di idee, la Settimana dell’imprenditorialità giovanile e un programma annuale di formazione e tutoraggio.

Governo andaluso, Spagna, attraverso una fondazione. La “MiniEmpresa Educativa” è un programma che rientra nel “Piano per la promozione della cultura imprenditoriale” nel sistema educativo pubblico andaluso. Il programma si rivolge agli studenti di tutte le fasi del sistema educativo, compresi quelli che frequentano la formazione professionale. L’educazione imprenditoriale si realizza attraverso la creazione di mini-imprese educative. Queste mini-imprese hanno una portata didattica e la loro tipologia cambia a seconda del livello di istruzione dello studente. Nella scuola primaria, ad esempio, l’impresa è una “cooperativa scolastica”. Gli studenti costituiscono lo statuto della mini-impresa, ne decidono il nome, creano il logo, definiscono un catalogo di prodotti, realizzano il business plan, cercano finanziamenti, gestiscono gli ordini e infine mettono in vendita i prodotti alle fiere. Nel 2014-2015, un totale di 20.450 studenti di 409 scuole ha partecipato al programma, creando 818 mini-aziende. Nell’edizione 2015/2016, gli studenti partecipanti sono stati 25.664 da 441 istituti scolastici pubblici. Il programma è ancora attivo.

Fonti: EC-DG GROW (2015) e scheda paese (2015) sul Belgio preparata da Technopolis Group per il progetto vallone; sito web Empreende Jovem; sito web MiniEmpresa Educativa.

Esempi di iniziative che forniscono ai giovani informazioni, formazione, consulenza, coaching e mentoring sull’imprenditorialità.

Comune di Bologna, Italia. Incredibol! è un’iniziativa promossa dal Comune di Bologna e cofinanziata dalla Regione Emilia-Romagna. Ha lo scopo di sostenere le imprese culturali e creative gestite da giovani di età inferiore ai 40 anni. Il progetto si avvale di una rete di partner pubblici e privati (costituita a partire dal 2010) che sostengono giovani creativi o imprese attraverso servizi di orientamento, mentoring, coaching, formazione, consulenza, contributo finanziario sotto forma di sovvenzione (fino a 10.000 euro per richiedente), messa a disposizione di spazi di lavoro e attività di marketing. Il sostegno viene dato alle start-up e ai professionisti o alle associazioni con sede nella regione da meno di quattro anni. Ogni anno viene pubblicato un bando. Nelle ultime cinque edizioni sono state ricevute 544 domande e 82 progetti sono stati selezionati per il sostegno.

Camera di commercio e industria delle Fiandre, Belgio. Sostenuto dal governo regionale fiammingo “Bryo” (Bright and Young) è un progetto che sostiene le start up di giovani imprenditori nell’ambito di tre programmi: Bryo StandUp, Bryo StartUp e Bryo ScaleUp. Offre: coaching individuale, formazione, valutazioni, motivazione, eventi e accesso a una rete di fornitori di servizi, compresi quelli finanziari e commerciali. Il progetto è stato avviato in una collaborazione tra gli attori regionali. Si basa su partnership con esperti di business e recluta imprenditori che fungano da modelli e condividano le loro esperienze. Fornisce ai giovani imprenditori un sostegno su misura ed esempi positivi ispirati dal loro ambiente circostante.

Pargas Stad, Finlandia. Il progetto “Rolling Images in Business Startups” (RIBS) mira a sviluppare le conoscenze dei giovani sull’imprenditorialità in un contesto commerciale internazionale (cooperazione transfrontaliera). Il progetto si concentra sulle aree culturali e creative per la creazione di circa 20 imprese di studenti, accompagnati da attività di insegnamento/leadership/coaching.

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

AA.VV., Microfinance in the European Union: Market analysis and recommendations for delivery options in 2021-2027, Commissione Europea final report, 2020.

Comitato europeo delle Regioni, Youth initiative: a framework for youth entrepreneurship, Bruxelles, 2017.

Hayday, M., Varga, E., A recipe book for social finance: a practical guide on designing and implementing initiatives to develop social finance instruments and markets, Commissione europea 2017.

Lamio, E., Sebillo, A., Profiling the new young social entrepreneur, Diesis Network, Brussels, 2022

COM (2020) 590 final, Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale e al Comitato delle regioni, Un’Unione dei mercati dei capitali – nuovo piano d’azione, 24.09.2020.

Spiess-Knaf, W., Scheck, B., Social enterprise finance market: analysis and recommendations for delivery options, Commissione europea, 2019.

Regolamento (UE) 2021/523 del Parlamento e del Consiglio del 24 marzo 2021 che istituisce il programma InvestEU e che modifica il regolamento (UE) 2015/1017.

COM (2021) 778 final, Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, Creare un’economia al servizio delle persone: un piano d’azione per l’economia sociale, del 9.12.2021

COM (2016) 733 final, Comunicazione della commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, Le nuove imprese leader dell’Europa: l’iniziativa Start-up e scale-up, del 22.11.2016

COM (2011) 682 final, Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, Iniziativa per l’imprenditoria sociale. Costruire un ecosistema per promuovere le imprese sociali al centro dell’economia e dell’innovazione sociale, del 25.10.2011.

NOTE

1 Parte essenziale del “Piano Junker”, il Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS) ha contributo alla creazione di quasi un milione di posti di lavoro, sostenendo 850 mila PMI (dati Commissione europea)

2 Il 12 marzo 2021 il Parlamento europeo ha adottato ufficialmente la revisione del Regolamento di InvestEU come proposto dalla Commissione con atto del mese di maggio 2020.

3 COM (2020) 590 final, Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale e al Comitato delle regioni, Un’Unione dei mercati dei capitali – nuovo piano d’azione, 24.09.2020.

4 COSME è l’acronimo di Competitiveness of Enterprises and Small and Medium-sized Enterprises (SMEs), in proposito si veda: https://single-market-economy.ec.europa.eu/smes/cosme_en

5 Regolamento (UE) 2021/523 del Parlamento e del Consiglio del 24 marzo 2021 che istituisce il programma InvestEU e che modifica il regolamento (UE) 2015/1017.

6 Regolamento (UE) 2021/1060 del Parlamento europeo e del Consiglio del 24 giugno 2021 recante disposizioni comuni applicabili al Fondo europeo di sviluppo regionale, al Fondo sociale europeo plus, al Fondo di Coesione, al Fondo per una transizione giusta, al Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l’acquacultura, e le regole finanziarie applicabili a tali fondi e al Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione, al Fondo Sicurezza Interna e allo Strumento di sostegno finanziario per la gestione delle frontiere e la politica dei visti.

7 CDP ha concluso positivamente il processo di accreditamento necessario per garantire la conformità dei propri sistemi, regole e procedure alla normativa europea. In qualità di entità “pillar assessed”, CDP è partner esecutivo della Commissione per il Programma InvestEU e a seguito di un Accordo di Garanzia può condurre operazioni finanziarie garantite dal Fondo nelle quattro finestre del Programma.

8 Il documento di lavoro dei servizi della Commissione che accompagna il Piano d’azione per l’economia sociale (SWD (2021) 373, sezione 5) fornisce una panoramica dei pertinenti programmi e finanziamenti dell’UE per il periodo 2021-2027 dalla quale è tratta la tabella. I finanziamenti dell’UE, come i fondi della politica di coesione europea, sono attuati a livello nazionale e regionale. Altri sono gestiti direttamente a livello dell’UE.

9 COM (2021) 778 final, Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, Creare un’economia al servizio delle persone: un piano d’azione per l’economia sociale, del 9.12.2021

10 COM (2011) 682 final, Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, Iniziativa per l’imprenditoria sociale. Costruire un ecosistema per promuovere le imprese sociali al centro dell’economia e dell’innovazione sociale, del 25.10.2011.

11 COM (2016) 733 final, Comunicazione della commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, Le nuove imprese leader dell’Europa: l’iniziativa Start-up e scale-up, del 22.11.2016

12 Nell’ambito del programma Employment and Social Innovation (EaSI) è stato lanciato un pacchetto completo di misure volte a consentire l’accesso ai finanziamenti per le imprese sociali nel periodo 2014-2020. Il sostegno comprendeva garanzie sui prestiti, investimenti azionari per costruire la capacità degli intermediari finanziari, sovvenzioni per la costruzione di mercati della finanza sociale e per la riduzione dei costi di transazione degli investimenti, oltre a un supporto di consulenza

13 European Social Entrepreneurship Funds di cui al Regolamento (UE) n. 346/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio del 17 aprile 2013 relativo ai fondi europei per l’imprenditoria sociale.

14 Commissione europea, Social enterprise finance market: analysis and recommendations for delivery options, Spiess-Knaf W. and Scheck B, Luxembourg, 2019.

15 Commissione europea, Microfinance in the European Union: Market analysis and recommendations for delivery options in 2021-2027, Luxembourg, 2020.

16 Maggiori informazioni possono essere rinvenute al seguente link: https://www.erasmus-entrepreneurs.eu

17 Eleonora Lamio and Alessia Sebillo, Profiling the new young social entrepreneur, Diesis Network, Brussels, 2022

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